Jesi oltre lo sport

L’interno è a navata unica con sei cappelle disposte ai lati costruite dalle famiglie più illustri di Jesi, il transetto a destra espone le spoglie dei santi Settimio e Floriamo, a sinistra un grande dipinto di Cristoforo Unterperger e al centro un altare in marmo con la pala che rappresenta il martirio di san Lorenzo opera di Gaetano Lapis detto il Carraccetto. L’abside presenta al centro l’altare maggiore in stile barocco e un coro ligneo della fine del XVIII secolo.

Da qui in duecento metri arriviamo all’entrata dei Musei Civici di Palazzo Pianetti, un palazzo del XVIII secolo e terminato in quello successivo dove ammirare, al primo piano, quello nobile o di rappresentanza, la galleria degli stucchi un esempio di stile rococò tra i più importanti d’Italia. Si tratta di un corridoio lungo una settantina di metri, collegato al giardino all’italiana attraverso scale e terrazze le cui volte e pareti sono decorate con preziosi stucchi e affreschi che rappresentano i segni zodiacali, le stagioni, gli elementi che secondo Empedocle componevano il mondo, acqua, aria, fuoco e terra e i continenti allora conosciuti, negli ovali si vedono scene marittime e delle virtù cardinali.

Al termine sono esposti una serie di vasi in ceramica del ‘700 utilizzati dalla farmacia del vecchio ospedale della città. A seguire troviamo le stanze di Enea (foto i copertina) dove sui soffitti a volta delle sei camere sono raffigurate alcuni episodi della sua vita raccolte in cornici disegnate in trompe d’oeil.

Queste stanze ospitano la pinacoteca civica di Jesi che si caratterizza per alcuni dipinti di Lorenzo Lotto realizzati tra l’inizio e la metà del ‘500 tra cui la Deposizione nel sepolcro, dove Gesù adagiato sul sudario che è sostenuto da due persone, uno usa i denti, è attorniato da alcune donne tra cui la Madonna con una veste rossa nell’atto di sollevare le braccia al cielo, dietro un’altra che si tira i capelli, davanti la Maddalena inginocchiata che sta asciugando le ferite della mano destra di Gesù, sulla destra Nicodemo con in mano i chiodi della croce e accanto san Giovanni. Appoggiati al sarcofago la corona di spine, la scritta INRI e gli strumenti utilizzati per togliere i chiodi, sullo sfondo il Golgota e sopra dei putti che reggono la scritta IHS.

Un altro capolavoro dello stesso autore è la Madonna delle Rose, qui al centro si vede la Madonna in trono con Bambino con ai lati san Giuseppe a sinistra, ai suoi piedi una bisaccia e un bastone e san Girolamo a destra che regge il libro selle sacre scritture il terreno è cosparso da petali di rose, infine, nella lunetta si distinguono in posizione contrapposta i santi Chiara e Francesco. È opportuno fermarsi ad ammirare anche la Visitazione di Maria a Elisabetta con al centro Maria che notifica ad Elisabetta la sua maternità, dietro si vedono le due sorelle di Maria e Zaccaria sulla porta, nella lunetta è raffigurata l’Annunciazione, una curiosità: osservando con attenzione si nota la chiodatura originale del dipinto.

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