Fano fondata dai romani

Da ammirare con particolare attenzione ci sono il dipinto del Perugino, visibile nel terzo altare di destra, che raffigura la “Madonna col Bambino in trono e i santi Maddalena, Paolo, Pietro, Francesco e Giovanni Battista” coronato da una lunetta con la pietà e da una predella dello stesso Perugino e di Raffaello Sanzio dove si riconoscono Natività di Maria, Presentazione di Gesù al Tempio, Sposalizio della Vergine, Annunciazione e Assunzione. Sulla sinistra del secondo altare un altro capolavoro dello stesso pittore, che rappresenta l’Annunciazione, entrambe le tavole sono della fine del XV secolo. Di pregevole fattura anche l’organo a canne e gli stalli lignei del coro realizzati verso la fine del ‘400.

Da qui in pochissimi minuti si entra in piazza XX settembre il centro di Fano, ancora oggi luogo di incontro e sede del mercato cittadino, è circondato da edifici trecenteschi come il palazzo del Podestà, oggi internamente si trova il teatro della fortuna, adiacente la torre civica che però è stata ricostruita nella metà del secolo scorso. Vicino all’uscita su corso Matteotti si vede la fontana della Fortuna che presenta la copia di una piccola statua bronzea, l’originale è esposta al museo civico, al di sotto una piccola vasca con delfini e per finire un’altra ottagonale ornata al centro da quattro leoni. Di fronte alla fontana c’è la chiesa di san Silvestro risalente al XII secolo che presenta una facciata in cotto divisa in due livelli in uno stile anticipatorio del barocco.

Un’altra per le ceramiche che conserva frammenti databili tra il XIV e il XVIII secolo, inoltre si possono osservare vasi da farmacia dell’800 e pezzi per servizi da tavola. Una terza per la numismatica dove sono esposte monete di varie epoche che vanno dall’età romana a quella medioevale fino a quella moderna.

La seconda è la sala Grande usata un tempo come sala di rappresentanza, oggi ospita l’Annunciazione opera di Guido Reni, quella dell’angelo custode del Guercino e una attribuita al Domenichino intitolata Davide con la testa di Golia, inoltre ci sono dipinti della scuola bolognese e altri provenienti da edifici religiosi. La terza è la sala Morganti che accoglie dipinti del ‘700, sopra si trova la sala Malatestiana.

Infine percorrendo via Mure Malatestiane Difensive ,dove si vede quello che era la cintura difensiva della città prima romana poi dei Malatesta, le mura sono ancora ben conservate, si arriva alla Rocca Malatestiana. Eretta verso la metà del XV secolo, di pianta quadrata con torrioni angolari con lo scopo sia difensivo che di vedetta e di guida delle navi dei signori Malatesta. La porzione più vecchia, la rocchetta, è stata costruita su ruderi romani, il mastio è posteriore. Nella rocca si entrava attraversando due ponti levatoi e accedendo al cortile interno circoscritto da dal muro dei camminamenti. Oggi una rampa conduce ad un terrazzamento dove si svolgono eventi mostre.

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