Dove fermarsi nei distorni di Bruxelles.

Se si visita il Belgio una tappa imprescindibile è senza dubbio la capitale Bruxelles almeno negli anni pari e verso la settimana di ferragosto, quando la Grand Place si colora con un tappeto di fiori ispirandosi ogni volta ad un paese o a una regione diversa, usanza già descritta in un precedente articolo. Nel 2026 ha celebrato la cultura giapponese ricordando il 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi. Il soggetto scelto è la Grande Onda di Kanagawa opera dell’artista Hokusai Katsushika

Viaggiando per una trentina di chilometri possiamo raggiungere Waterloo che si trova in Vallonia. Qui la storia si è fermata al 18 giugno del 1815 il giorno della definitiva sconfitta di Napoleone ad opera degli eserciti  britannico-olandese-tedesco guidati dal Duca di Wellington e di quello prussiano comandato dal feldmaresciallo Gebhard Leberecht von Blücher.

Il campo di battaglia è rimasto intatto e lo si può vedere distintamente accedendo al Memorial 1815 un museo che descrive la storia di Napoleone e dove un film in 4D rievoca i momenti salienti della battaglia. Continuando la visita si arriva alla scalinata di 226 scalini molto ripidi che porta in vetta alla collina del Leone una montagnola artificiale da cui si ha una panoramica sul campo che fu teatro della battaglia, alcune tavole descrivono i movimenti degli eserciti.

Appena sotto c’è un costruzione rotonda che contiene Panorama, un grande dipinto circolare largo 110 metri e alto 12 opera di Louis-Jules Dumoulin che illustra alcuni episodi dei combattimenti. Volendo ulteriormente approfondire quanto successo in quella giornata si possono visitare la fattoria di Hougoumont raggiungibile in navetta o con una camminata tra i campi di una ventina di minuti. Qui si svolse la parte più violenta della battaglia, oggi è un piccolo museo, un video fa rivivere quello che successe e l’importanza della resistenza degli Inglesi. Infine nel centro di Waterloo c’è il museo di Wellington che a quel tempo era il suo quartiere generale. Nelle sale sono custoditi reperti di quell’epoca.

Il museo, interamente progettato dallo stesso Folon, è stato aperto nel duemila e la collezione custodisce oltre alle moltissime opere di questo artista belga, anche lettere, fotografie e altri documenti che illustrano la sua vita. L’entrata alle quindici sale espositive è particolare sembra un libro che si apre al termine di un brevissimo filmato. Il percorso ospita più di trecento tra acquerelli, manifesti e sculture e si conclude con la scultura dell’uomo con l’ombrello il cui manico è un condotto da cui zampilla acqua che ricadendo prende la forma di un ombrello.

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