Se siete a Marsiglia è quasi obbligatorio fare una visita in questa città dove si riscopre il sapore vero della Provenza, sono stato colpito dal suo fascino, dai colori delle case, dal profumo della lavanda, dai suoi palazzi storici, dalle sue numerose fontane non per niente è chiamata la città delle mille fontane e dai caffè sempre affollati.
Fondata dai Romani nel II secolo a.C. di cui restano alcune vestigia, nota per la battaglia di Aquae Sextiae, antico nome di Aix, quando i Germani vennero sconfitti appunto dai Romani che impedirono loro di varcare le Alpi. Nei secoli seguenti fu occupata prima dai Visigoti poi dai Franchi e dai Longobardi ed infine nel VIII secolo dai Saraceni. Verso la fine del’400 divenne parte del Regno di Francia tant’è che Luigi XII vi stabilì il parlamento della Provenza. Oggi è una città che oltre ad essere turistica è anche sede di molte facoltà universitarie tra cui, ad esempio, giurisprudenza, economia e scienze politiche, ma anche luogo di laboratori e aziende di profumi e cosmetici.
Parcheggiando appena fuori dal centro storico in pochissimi minuti a piedi si raggiunge la Cathédrale Saint-Sauveur.
Eretta, pare, dove un tempo c’era un tempio di Apollo, dimostra una diversità architettonica testimone dei molti interventi avvenuti tra il V e il XVIII secolo e visibili sulla facciata, che infatti presenta una parte romanica databile intorno al XII secolo che comprende il portale di destra con il muro medioevale, mentre a sinistra il portale in stile gotico è decorato ai lati con le statue, ricostruite nell’800, raffiguranti i profeti Isaia, Geremia, Daniele ed Ezechiele. Sopra si staglia un grandioso campanile costruito tra primi del ‘300.

Internamente è ancora visibile questa differenza architettonica infatti le tre navate sono in stili diversi, quella di destra è tipicamente romanica caratterizzata da volte con imitazioni classicheggianti e capitelli corinzi. Quella centrale, in stile gotico, si nota per le volte a crociera che la innalzano rispetto alla quella romanica per gli organi settecenteschi dalla cassa verde oro e per gli arazzi fiamminghi. La terza navata è barocca, qui si ammira il trittico del ‘400 opera di Nicolas Froment Roveto Ardente visibile solamente in alcune giornate particolari.
Nella navata di destra si trova il Battistero costruito tra il V secolo e quello seguente, le colonne romane sostengono una cupola postuma risalente al ‘500, di forma ottagonale ricca di decorazioni in stucco, mentre la fonte pare risalga al tempo dei Merovingi, sulle pareti spiccano dipinti del XIX secolo raffiguranti i sette sacramenti.
Sempre dalla navata Romanica si accede al chiostro. Eretto alla fine del XII secolo è costituito da quattro gallerie a volta con tetto ligneo caratterizzate da decorazioni raffiguranti piante ed animali e sui capitelli narrazioni sacre. Agli angoli ci sono grandi pilastri anche essi finemente decorati con i simboli dei quattro evangelisti, in particolare l’angelo, che indica la direzione della visita per san Matteo, il leone icona di san Marco, (in foto), l’aquila simbolo di san Giovanni e il toro per san Luca.

In pochissimi minuti si arriva in Place de l’Hôtel de Ville circondata da palazzi dagli stili architettonici diversi tra cui l’Hôtel de Ville, il municipio. La facciata ha due livelli suddivisi da pilastri con ghirlande di frutta e presenta alcuni elementi in stile barocco. Il portale d’entrata è delimitato ai fianchi da due colonne e sopra si ammira un balcone in ferro battuto con ai lati delle lesene. Sopra, ad incorniciare tutto, un timpano con un busto della Repubblica. Un altro palazzo è la Halle aux grains la sala della Borsa del Grano, datato XVIII secolo, costruito in stile neoclassico dove sul frontone sono raffigurati i fiumi Rodano e Durance oggi è la sede delle Poste.
La struttura che attira maggiormente l’attenzione è senza dubbio la Tour de l’Horloge, la torre dell’orologio. Si trova sulla destra del Municipio. Realizzata nei primi anni del XVI secolo presenta una base in pietra di calcare con un arco a tutto sesto, sopra si vedono una targa che commemora la liberazione della città durante al seconda guerra mondiale e ancora sopra un’urna che ricorda la rivoluzione francese. Salendo ancora con lo sguardo si vede il seicentesco orologio astronomico che presenta una rotazione di quattro statue raffiguranti le stagioni. Ancora superiormente c’è una terrazza con un balcone in ferro battuto con un orologio ai cui lati si vedono due nicchie vuote e due finestre rotondeggianti. L’edificio termina con un terrazzamento e con parapetto in ferro battuto all’interno del quale si trova una costruzione in ferro che contiene la campana che indica le ore.

Al centro si trova una fontana che presenta una colonna al centro con alla base e agli angoli delle facce barbute, da cui zampilla l’acqua. Decorata con quattro iscrizioni tra cui una in onore di Luigi XIV, la sommità è ornata con una sfera circondata da corone di alloro.
Da qui in pochi minuti, passando attraverso stretti vicoli dove alzando lo sguardo agli angoli degli incroci si vedono delle statue votive, si raggiunge Cours Mirabeau la via centrale di Aix-en-Provence. Realizzato nel XIX secolo in seguito allo sviluppo della città per il passeggio pedonale e delle carrozze, è lungo quasi mezzo chilometro e molto largo per il passaggio di carrozze e persone, abbellito con platani e fontane presenta palazzi aristocratici eretti tra la metà del ‘600 e l’inizio del secolo seguente. Oggi è sicuramente sempre molto frequentato anche dai locali, soprattutto nei giorni di martedì, giovedì e sabato quando si tiene il mercato che espone prodotti artigianali e tessuti.
La Fontaine de la Rotonde ora si trova in centro città, ma un tempo ne era l’entrata, fu eretta negli anni sessanta del XIX secolo in stile barocco. Le grandi dimensioni, infatti, misura ben trentadue metri di larghezza e dodici di altezza e la sua collocazione, dove si incrociano le principali strade di Aix, ne fanno un punto di incontro sia turistico che locale. Progettata da Théophile de Tournadre per festeggiare l’arrivo dell’acqua in città è decorata da tre statue che raffigurano la giustizia, l’agricoltura e le arti, inoltre è arricchita da leoni bronzei da putti, cigni e delfini.
Proseguendo su Cours Mirabeau e girando verso destra su Rue du 4 Septembre si entra nel quartiere Mazarin costruito a forma di scacchiera progettato dall’arcivescovo Mazzarino nel ‘600 a quel tempo era la zona residenziale dell’aristocrazia.
All’incrocio con Rue Cardinale si trova Place des Quatre-Dauphins, piazza dei quattro delfini, un piccolo gioiello contornato da palazzi eleganti dalle facciate classiche dove al centro si vede la fontana omonima costruita in marmo poco dopo la metà del ‘600 in stile barocco. Dalla vasca circolare in pietre emergono, al centro, quattro delfini, da cui zampilla l’acqua, che sorreggono un obelisco alla cui sommità c’è una pigna, prima c’erano un giglio e poi una croce di Malta. con il tempo è diventata uno dei simboli della città.

Continuando su Rue Cardinale si arriva davanti all’Eglise di Saint-Jean-de-Malte eretta in stile gotico nel XIII secolo e riconoscibile immediatamente dalle due torri ai lati della facciata e dal suo campanile alto e stretto e al vicino Musée Granet dove si possono ammirare sezioni dedicate all’archeologia, alla scultura e alla pittura.
Se invece prendiamo Rue du 4 Septembre sbuchiamo nuovamente su Cours Mirabeau, girando verso destra arriviamo al n° 38 l’Hôtel Maurel-de-Pontevés, un edificio datato XVII secolo oggi sede del Tribunale del Commercio che si distingue per il suo portale in legno sormontato da un balcone sorretto da due atlanti e per la facciata che presenta tre piani con stili classici diversi passando da quello dorico a quello corinzio attraverso quello ionico. Poco più avanti c’è Les Deux Garçons il ristorante/brassereie più famoso della città che prende il nome dai due camerieri che lo acquisirono vero la metà del XIX secolo.

Le sue sale interne arredate in stile consolare, il tendone esterno e la facciata sono monumento storico, ospiti famosi come Winston Churchill, Pablo Picasso, Édith Piaf, Alain Delon, Jean-Paul Belmondo, Jean Cocteau, ovviamente Paul Cézanne e ai nostri tempi Sophie Marceau, Hugh Grant e George Clooney l’hanno frequentato. Il corso termina con uno slargo dove si vede la Fontaine Du Roi René che era in ristrutturazione quando ho visitato la città.
Avendo ulteriore tempo si può visitare il Pavillon de Vendôme, un edificio del XVII secolo dalla faccita classico che presenta un portone d’ingresso con ai lati due atlanti che raffigurano l’alba e il tramonto che sostengono una balconata in ferro battuto, ai piani superiori si notano grandi finestroni con pilastri dorici e ionici. Tutt’attorno un giardino in stle francese con al centro una fontana ornata con un putto. Oggi è un museo storico sede anche di mostre ed eventi.
Per scoprire Cezanne in primo luogo si deve visitare il Musée Granet dove sono custodite dieci opere di questo artista tra cui Les Baigneuses, una delle versioni di questo dipinto e un ritratto dello scrittore Émile Zola suo compagno di studi al Collège Bourbon, nelle sue sale sono ospitate opere comprese tra i secoli XVI e XX di origine olandese, fiamminga, italiana e francese. A circa un chilometro dal centro storico troviamo l’Atelier de Cézanne conosciuto anche come Atelier des Lauves si tratta di una villa con terreno agricolo e alberi che la circondano dove egli visse dal 1902 fino alla sua morte avvenuta quattro anni più tardi. Qui non sono esposte opere dell’artista ma solamente il materiale e alcuni oggetti come bottiglie e tavoli che utilizzava per dipingere le nature morte, inoltre da qui si ha un visuale diretta sulla montagna Sainte-Victoire uno dei suoi soggetti preferiti. Un altro luogo da visitare è la Bastide de Jas de Bouffan, che è stata per molto tempo la casa di residenza estiva della famiglia. Qui Paul Cezanne iniziò a dipingere decorando tra l’altro anche le pareti del salone. Infine ci sono le cave di Bibémus che si trovano nel parco di Sainte-Victoire a pochi chilometri da Aix en Provence, qui si vedono pietre color ocra dalle forme geometriche che influenzarono l’inizio al Cubismo, non per niente Pablo Picasso lo definì il suo maestro. Questi quattro siti sono collegati da un itinerario pedonale contrassegnato da contrassegnato da placche dorate dove si distingue un enorme C, lo stemma della città e accanto il suo cognome.