Street art in Belgio

Tutte le città del Belgio sono molto ricche di murales, si vedono disegni di ogni tipo dai personaggi dei fumetti a raffigurazioni che raccontano la storia della città oppure altri graffiti inseriti in progetti di rigenerazione urbana. Trovarli è solitamente abbastanza facile, infatti ci sono App apposite che indicano i luoghi dove si trovano, anche gli uffici del turismo hanno mappe dedicate. Ogni tanto la ricerca è infruttuosa la maggior parte delle volte o perché il soggetto del murales è cambiato oppure perché la parete ha subito dei lavori di ricostruzione. Gli artisti non sono solo belgi ma anche internazionali dai nomi noti almeno per chi si interessa di questo tipo di arte.

Obbligatoriamente si deve fare una distinzione tra graffiti, che nascono con la cultura hip hop e si concentrano su lettere soprattutto sull’identità dell’autore e la street art che invece usa immagini e figure con lo scopo di inviare messaggi oppure di abbellire i quartieri. La prima solitamente è meno accettata e autorizzata quindi il più delle volte è illegale al contrario della seconda.

Quindi partendo dalla capitale e dirigendosi nelle Fiandre incontriamo in tutte le città anche quelle meno turistiche come ad esempio Leuven, (Lovanio) opere come ad esempio questo murales dipinto sulla facciata di un edificio universitario nel centro della città in ricordo dello studente Sanda Dia morto a soli 20 anni a causa di un rito di iniziazione per appartenere alla prestigiosa confraternita Reuzegom dell’Università di Lovanio, ma anche come monito dell’importanza di prendersi cura degli altri.

Ce ne sono molti altri tra cui quello intitolato “Il suo grande amore” opera di Hoodo che si vede sul muro della casa di riposo intitolata a Eduard Remy.

Il soggetto è il bacio tra un uomo e una donna molto più alta, infatti il ragazzo è in punta di piedi, e riporta a quanto accadeva in Belgio tra gli anni ’50 e il 2012 quindi fino a non molto tempo fa, quando ad alcune ragazze veniva somministrato un inibitore della crescita perché non crescessero e quindi sembrassero più femminili. Lo scopo è quello di non perdere la memoria di questo fenomeno scarsamente conosciuto, ma al tempo stesso molto preoccupante e grave.

Spostandoci a Malines conosciuta anche come Mechelen dove Gijs Vanhee, il curatore del progetto di riqualificazione cittadino denominato Mechelen Muurt, che assieme ad altri artisti hanno abbellito le pareti senza identità del centro città e della periferia con combinazioni di vernici e spray.

La sua firma è abbastanza riconoscibile in questo murales che si trova sopra il caffè Antverpia dove si osserva una delle sue tipiche figure mutanti questa con la testa di un leone. Il percorso per vederle non è molto impegnativo e nemmeno lungo ed è consigliabile occupare del tempo per godere di queste splendide opere d’arte.

Per rimanere sempre nelle Fiandre visitiamo Antwerpen (Anversa) il secondo porto per grandezza ed importanza in Europa, anche qui il percorso alla ricerca di street art si articola su temi e zone diverse.

Ad esempio troviamo opere che raffigurano vignette di fumetti come quella di Nero del famoso disegnatore fiammingo Marc Sleen, da notare, e non è la prima e sola volta, anche la vicina cabina elettrica colorata e inserita nel disegno. Qui si vedono i personaggi di “Petoetje e Petatje” che arrivano al porto con l’intenzione d fare una vacanza per visitare Antwerpen, Anversa e vedono la barca pronta a salpare. Nero, fischiettando li prende a bordo.

Durante la prigionia, nonostante fosse una delle cosiddette “prominenten” ovvero detenuti privilegiati, contrariamente ad altri aiutò molti prigionieri a sopravvivere. La sua morte è circondata da versioni contrastanti, alcune dicono sia morta bruciata viva in un forno crematorio altre dissanguata perché si era tagliata le vene, altre ancora uccisa da una guardia per pietà prima di entrare nel crematorio. Questa figura di donna è ricordata per la sua umanità anche da Primo Levi. Si notano i simboli della pace e della speranza.

A Gent (Gand) proprio in centro, vicino alla cattedrale, c’è perfino un vicoletto pedonale lungo poco più di cento metri che collega due vie e diventato ormai una delle proposte delle guide turistiche della città chiamato Graffiti street. Qui ogni persona può inventarsi una scritta, un tag o un disegno per cui gli starti di colore si moltiplicano e il vecchio è ricoperto velocemente dal nuovo il passaggio è quindi in continua evoluzione.

Appena fuori da Graffiti street su una serranda c’è un murales intitolato Darkweb opera di due artisti Dizia e Klas van der Linden, si tratta di uno scheletro con sopra un ragno rosso. il significato è che la natura si nutre di tutto quello che trova. Il bidone dell’immondizia non fa parte del murales anche se sarebbe intrigante pensarlo.

Basta spostarsi anche di pochi metri dal centro città per trovare murales con storie particolari come quella del colombiano Cigarra Entinta intitolato “Snatching VOORUIT” che ricorda il cambio di nome, con molte polemiche, del partito socialdemocratico fiammingo preso dal centro culturale che aveva sede in quel edificio.

Sempre nella regione delle Fiandre c’è Oostende (Ostenda), qui, oltre alle installazioni del Beaufort Permanent Sculpture Park lungo la costa, si svolge periodicamente The Crystal Ship il più grande evento europeo di street art per cui le vie si colorano di nuove creazioni artistiche che si divide su tre percorsi diversi. Senza distanziarsi troppo dalla spiaggia troviamo un angolo di un caseggiato dove sono riproposte le facce di James Ensor, nato in questa città, nell’interpretazione di SozyOne. A poca distanza ci sorprende una figura di un anziano realizzata dall’artista tedesca iperrealista Case Maclaim. La persona è Alan un residente che ha raccontato all’autore la storia di suo padre che ha combattuto contro i nazisti.

Se ci troviamo nella regione della Vallonia visitiamo Mons (Mont in vallone), in questa città c’è un percorso denominato “L’Art habite la Ville” (l’arte abita la città di Mons) che propone un continuo cambiamento dei soggetti.

Lungo le strade di questa città si vedono numerose opere d’arte tra cui molti animali come ad esempio questa balena dipinta su una scalinata quindi visibile solamente da una prospettiva da due artisti svizzeri che prendendo in prestito il nome della strada, Rue à Degrée, hanno composto questo murales per affrontare il tema del riscaldamento e l’impatto sul cambiamento climatico e di conseguenza la sofferenza di certe specie di animali e della natura.

A Charleroi (Tchålerwè in Vallone) la città offre due percorsi che si intersecano presso la stazione ferroviaria di Charleroi Sud,

Uno è di tipo fumettistico e ritrae personaggi come ad esempio Goku a cavallo di un drago oppure la rivisitazione di cappuccetto rosso e il lupo che si intitola Little Red Riding Hood ed è opera dell’artista Elniño 76 commissionato per la festa nazionale del 2020. Questo percorso si dirige verso la città alta fino ai dintorni di piazza Charles II e del museo delle belle arti.

L’altro, cosiddetto industriale, si sposta verso le aree industriali dismesse dove i muri perimetrali della aziende che si trovano sulle due rive del fiume Sambre sono diventati un vero e proprio museo all’aperto. Passeggiando lungo questo percorso, facendo attenzione al traffico, si incontrano opere perlopiù monocromatiche che ricordano il passato lavorativo di questa città.

Questa, come le tante altre, sono più di una quarantina, richiamano all’isolamento umano di questi tempi, alle differenze sociali, al cambiamento climatico e ad altri temi legati al ruolo umano nella comunità di una società dei consumi. Nota: per vedere meglio la composizione della foto basta ingrandirla.

Nei giardini dietro al municipio si vede una grande parete occupata da un murale in trompe-l’œil intitolato Fresque des Wallons realizzato dalla coperativa lionese CitéCréation nel 2004 e ampliato una decina di anni dopo, che attraverso personaggi e allusioni raffigura la storia della Vallonia.

Nei riquadri della parte inferiore si vedono vetrine che espongono prodotti locali, accenni allo sport con la eptatleta Nafissatou Thiam, al folclore con i trampolieri di Namur, ai fumetti con il Marsupilami animale opera di André Franquin ad alcuni personaggi attraverso piccoli dettagli come ad esempio la copertina di un disco di Adamo, o la colomba di René Magritte. Altri personaggi storici sono raffigurati in questo murales, Carlo Magno, lo scrittore Georges Simenon, il pittore Alberto Dandoy che si vede in basso. Nel 2017 questo murales è stato vandalizzato perché conteneva un dipinto di Félicien Rops intitolato Pornocrates oggi visibile dopo il restauro avvenuto nell’anno seguente con l’aggiunta di nuove figure.

Come si vede nella foto di copertina anche le strutture di molti altri palazzi a Liegi sono addobbate con murales di notevole fattura. Ovviamente ci sono murales anche in altre città delle Fiandre come ad esempio Leper (Ypres), Kortrijk (Courtrai) e Oudenoarde (Oudenaarde), in Vallonia a Dinant sulla passerella pedonale della stazione ferroviaria, oppure a Tournai (Tornè in vallone).

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