Solitamente non ci si ferma quasi mai a Fiume anche perché si considerano altre le bellezze della Croazia da visitare, come ad esempio le isole del Quarnero oppure i laghi di Plitvice o la costa della Dalmazia fino a Dubrovnik, a mio parere invece merita una visita anche approfondita quindi dedicando più di una giornata alla visita.
La storia di questa città parte da molto lontano, infatti, ci sono testimonianze che partono già dall’età del paleolitico. Altre scoperte archeologiche ci parlano di insediamenti prima dei Liburni, poi dei Romani, di cui si vedono ancora oggi mura, terme ed edifici dell’antica Tarsica. Le sue caratteristiche geografiche indussero altre popolazioni ad occupare questo territorio che nel periodo medioevale si divideva in due parti fortificate, il Tersatto in collina e la parte sulla costa commerciale ed artigianale chiamata Rijeka. In seguito, nel XVI secolo, si assistette ad un forte incremento commerciale che non durò molto a causa degli attacchi degli Ottomani e delle guerre con Venezia e iniziò nuovamente a migliorare quando l’imperatore Carlo VI dichiarò Fiume porto franco.
In seguito alla caduta dell’impero austro-ungarico passò prima sotto il controllo degli Sloveni, dei Croati e dei Serbi, poi del Regno d’Italia dal 1924. Dopo l’occupazione tedesca nella seconda guerra mondiale con la conferenza di pace di Parigi ritornò croata all’interno della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia diventandone il porto principale. Lo sviluppo industriale, le compagnie navali, la costruzione di interconnessioni con altre città importanti come Zagabria, Lubiana e Trieste e quindi l’aumento del benessere fecero crescere la popolazione rendendo Fiume una città importante. Con la dissoluzione della Jugoslavia e la contemporanea dichiarazione di indipendenza del 1991 Fiume è diventata parte della Repubblica Croata.
Avendo preso alloggio nelle vicinanze del parco Heroja, che si sviluppa su due livelli, dove crescono piante autoctone come conifere, cipressi e arbusti sempreverdi, attraversandolo si arriva alla Basilica della Madonna del Tersatto (Svetište Majke Božje Trsatske). Si narra che nel 1291 le pietre della Casa di Nazareth, dove nacque la Vergine Maria, vennero portate da angeli sul Tersatto, dove in seguito si costruì prima una cappella, poi una chiesa, che ben presto divenne meta di pellegrinaggio in aumento quando due secoli più tardi Papa Urbano V donò un quadro, ritenuto miracoloso, della Madonna con Bambino ammirabile ancora oggi al centro dell’altare maggiore. Nella metà del V secolo la chiesa venne ricostruita con annesso convento francescano e ancora oggi, nella navata centrale, si possono notare alcune parti riferibili a quel tempo. In seguito ad un incendio venne ristrutturata in stile barocco. Oggi si possono ammirare il seicentesco altare maggiore, riccamente decorato da marmi policromi e statue, il dipinto dell’annunciazione del secolo seguente, alcune pale d’altare del XVII secolo, e una raccolta di ex voto visibili in una cappella. In passato si arrivava a questa chiesa salendo a piedi ma anche in ginocchio su una lunga scalinata, cinquecentosessanta gradini, utilizzabile ancora oggi, che parte da una piccola cappella dedicata alla Madonna intitolata a Petar Kružić eroe croato che si batté contro i Turchi.

Seguendo le indicazioni in pochissimi minuti si arriva all’entrata del Castello di Tersatto (Trsatski kaštel). Costruito nel XIII secolo in posizione strategica su un colle che domina la città e il golfo del Quarnero, quest’aerea era un punto di osservazione già all’epoca prima dei Liburni, poi dei Romani. Dalla torre del bastione, infatti, si ha una bellissima vista su Fiume, suggestiva soprattutto al tramonto. La fortezza cadde in rovina sia per la fine della minaccia espansiva dell’impero turco sia per l’incendio che nella metà del ‘700 la devastò. Il secolo seguente il Castello subì un vasto restauro ad opera di Laval Nugent che lo trasformò in sua residenza erigendo un mausoleo a forma di tempietto dorico visibile ancora oggi. Attualmente, oltre alla mostra d’arte permanente, il castello ospita concerti ed altri eventi culturali.

Scendendo dal castello lungo la scalinata si incontra prima la chiesa di san Giorgio (Crkva sv. Juraj) del XIII secolo poi continuando si arriva al ponte sul fiume Eneo attraversandolo e proseguendo, lasciando il parcheggio sulla sinistra, si arriva ad un piccolo parco che termina con un arco che immette, svoltando a destra, in Vodovodna ulica.
Percorrendola si vedono molti murales tra cui, al numero 15, i gatti opera di Slaven Kosanović, di fronte, al numero 8 un’opera di Artez intitolata “Sail away” e al numero 23 il murale “Cubo di Ruby” di Tea Jurišić, inseriti in nel progetto Murale di Fiume uno degli eventi di Fiume capitale europea della cultura del 2020. Ritornando sui propri passi in cinque minuti si arriva alla Cattedrale di san Vito (Katedrala sv. Vida). Eretta nel XVII secolo in stile barocco è l’unica a pianta rotonda, perciò con un’unica navata, dell’intera Croazia al posto di una precedente, sempre dedicata a san Vito che è il patrono della città, progettata dall’architetto Giacomo Briano.

Un secolo più tardi furono apportate delle modifiche, una cupola ispirata alla basilica di santa Maria Assunta di Venezia e un campanile con orologio. Internamente sono riconoscibili elementi barocchi presenti nelle sculture di san Vito e san Modesto dell’altare maggiore e del pulpito. Sull’altare maggiore è esposto anche un crocifisso gotico del XIII secolo, leggenda vuole che colpito da una pietra dal corpo di Cristo sgorgò del sangue. In una cappella laterale si vede un dipinto raffigurante san Francesco Saverio protettore dei turisti. Un’altra curiosità la si trova sul portale principale dove si vede una palla di cannone con una scritta che riporta alle guerre napoleoniche dei primi anni dell’800.

Sulla sinistra della piazza della cattedrale si apre il tunnel di Rijeka, (Riječki tunel) scavato al tempo della seconda guerra mondiale dall’esercito italiano con lo scopo di proteggere la popolazione dagli attacchi aerei, è stato usato anche durante la guerra di indipendenza degli anni ’90. Lungo i quasi quattrocento metri del percorso, che parte dalla chiesa di san Vito, si vedono ancora delle iscrizioni di quel tempo, oggi è un’attrazione turistica. Il tunnel termina nei pressi della Casa Veneziana, (Venecijanska kuća), detta anche casa Whitehead dal nome del suo inquilino. Eretta alla fine degli anni ottanta del XIX secolo su progetto di un architetto italiano Giacomo Zammattio, presenta una facciata in stile romanico, gotico con alcuni elementi anche romantici e barocchi, formata da mattoni rossi e pietra, inoltre si notano bifore sormontate da archi decorati, la parte centrale è arretrata, diversamente colorata e mostra su ogni piano delle balconate con apertura a trifora con animali posti superiormente alle arcate laterali.
Dalla cattedrale si arriva in pochissimo tempo al foro dei Principia di Tarsatica (Tarsatički principij), qui c’è ancora un muro eretto con tecnica romana, detta dell’opus mixtum, piccoli mattoni in posizione orizzontale frammisti da file di laterizi e un pavimento restaurato da poco, uscendo da questa piccola piazza e appena superato l’arco romano (Stara rimska vrata) si arriva in piazza Ivan Kobler un tempo il centro della città qui erano ospitati molti negozi, un mercato e il palazzo della Borsa. Oggi l’attrazione principale è la fontana, una combinazione tra due grandi ruote in pietra da macina e la conchiglia dove sono posizionate da dove scendono rivoli d’acqua raccolti in una vasca posta inferiormente.

Se invece prima di entrare nella piazza giriamo verso sinistra in pochi minuti arriviamo davanti alla chiesa dell’Assunzione della Vergine Maria, (Crkva Uznesenja Blažene Djevice Marije), la sua caratteristica principale è il campanile di origine medioevale, datato da un’incisione della fine del ‘300 su una delle sue pareti, si trova antistante alla chiesa, è anche chiamato la torre pendente (Kosi toranj) perché costruito su due terreni differenti uno strato romano l’altro con infiltrazioni d’acqua. La facciata classicheggiante mostra un bel rosone e un portale in stile barocco, internamente si not, sopra l’altare maggiore, una pala ottocentesca dell’Assunta copia di Tiziano. Da qui seguendo la via e passando sotto la Torre civica (Gradski toranj) si entra nel Korzo.
La torre, medioevale, un tempo era l’entrata alla città fortificata oggi si caratterizza per un portale decorato con lo stemma imperiale d’Austria, sopra si notano le effigi dei due imperatori Leopoldo I e Carlo VI. Superiormente si vede il settecentesco orologio che è stato ristrutturato più volte, appena sotto di esso c’è lo stemma della città, un’aquila con due teste che stranamente guardano nella medesima direzione gli artigli trattengono un recipiente da cui fuoriesce dell’acqua. La cupola è della fine dell’800. La torre è collocata proprio al centro del Korzo, la zona pedonale, il viale dello shopping con molti negozi, grandi magazzini, ristoranti e bar dove sedersi a prendere un caffè in terrazza, tutti all’interno di edifici costruiti in stili diversi, si va dal barocco al classico fino al moderno, ne è un esempio il centro commerciale Rijeka.

Proseguendo lungo il Korzo si entra in piazza Adriatica (Jadranski trg) dove fermarsi a fare una pausa. Questa piazza oltre alla fontana, illuminata di notte, è ricca di palazzi tra cui spiccano sicuramente il grattacelo di Rijka (Riječki neboder) o Casa Alta Albori che si vede alle spalle della fontana e il Palazzo Adria (Palača Jadran) noto anche come Palazzo Jadrolinija perché sede della omonima compagnia di navigazione. Il primo venne costruito verso la metà del secolo scorso in stile razionalista, una struttura rettangolare di dodici piani balconati privi di decorazioni alta una cinquantina di metri che domina la piazza e il Korzo, eretta con scopi sia residenziali che commerciali. Il secondo sede della compagnia di navigazione Jadrolinija progettato dall’architetto Francesco Mattiassi e costruito da Giacomo Zammattio è stato eretto alla fine del ‘800, ristrutturato più volte fino al 2007 quando furono pulite le sculture e rinnovate le facciate. Alto quattro piani con pianta rettangolare presenta due facciate una che guarda sulla piazza, l’altra sul porto. Quest’ultimo presenta un portale in stile barocco con statue di Titani altre quattro sono disposte lungo la facciata e rappresentano il capitano, l’ingegnere, il timoniere e il pilota ovvero le professioni più importanti della marineria. Sulla facciata che guarda la piazza si vedono sculture femminili di una donna giapponese, indiana, egiziana e islandese che rappresentano i continenti di Asia, America, Africa ed Europa.
Una visita si deve fare anche in Kružna ulica, una viuzza accanto alla banca dove godersi la vista di numerosi murales tra quelli che celebrano personaggi e band della musica di Fiume, quelli che ornano il Centro culturale giovanile Palach, (Omladinski kulturni centar Palach), o quello per il nuovo carnevale opera dell’artista di Jadranka Lacković in arte ojoMAGico.

Proseguendo oltre la piazza guardando sulla destra ci si trova dinanzi al palazzo Ploech, Palača Ploech, progettato dall’architetto triestino Giacomo Zammatti in stile neobarocco venne eretto negli anni ottanta del XIX secolo. Lo sguardo si sofferma immediatamente sul portale d’ingresso dove due telamoni, con un braccio che copre il capo e l’altro sul fianco, svolgono la funzione di sostenere un balcone con grandi finestroni a colonne corinzie che arrivano fino all’ultimo piano, il sottotetto. L’angolo della struttura a forma di L è sormontato da una cupola in rame che ricorda l’architettura tipica del Ring di Vienna.

A poca distanza si erge la Chiesa di Nostra Signora di Lourdes, Crkva Gospe Lurdske eretta su due piani come quella di Lourdes nei primi anni del secolo scorso in stile neogotico dove c’era una cripta del ‘600.
La chiesa inferiore, dedicata a Maria Consolatrice degli Afflitti più piccola di quella superiore, raggiungibile salendo una scalinata, è a tre navate con archi molto stretti e fa da base a quella superiore anch’essa a tre navate. Internamente si vedono delle belle vetrate colorate e un altare con sculture di Urbano Bottasso, nel vestibolo si possono ammirare affreschi con soggetti di angeli, la facciata, in mattoni rossi alternati a quelli bianchi ospita oltre a numerosi addobbi nella parte superiore, in una nicchia, la statua della Madonna di Lourdes, opera di Giuseppe Marietti e affreschi di Romolo Venucci.

Continuando la nostra passeggiata e svoltando verso sinistra si arriva sul lungomare ovvero il Molo Longo costruito alla fine dell’800 ed ampliato il secolo seguente è lungo 1707 metri. Questa passeggiata è molto frequentata per due motivi, il primo da qui la vista è particolare al tramonto guardando verso il mare tra le gru del porto e le imbarcazioni di vario tipo mentre dalla parte opposta, guardando verso il castello si può immaginare lo sviluppo della città. La seconda perché la zona è ricca di bar, ristoranti e altri complessi di intrattenimento.
Poco oltre la fine della passeggiata c’è il Palazzo Modello della fine dell’800 progettato dagli stessi architetti del teatro per dotare la città di un palazzo che fosse in competizione con lo stesso di Trieste. Oggi è la sede della biblioteca civica e della Comunità degli Italiani di Fiume. Di forma rettangolare presenta una facciata a tre piani, l’ultimo è mansardato, dallo stile barocco e rinascimentale riconoscibili soprattutto dalla fastosa facciata che guarda verso il teatro e il mercato. Qui si notano delle decorazioni in ferro battuto, delle colonne corinzie delle balaustre in pietra e delle sculture opera di Ignazio Doneghani.

Attraversando la strada c’è il mercato della città, Tržnice grada Rijeke, si trova sulla costa dove un tempo i pescatori scaricavano il pesce, oggi è meta sia dei residenti che dei turisti per cui è un luogo molto animato e colorato dove sulle bancarelle si può comperare di tutto. Oltre ai banchi all’aperto dove di vendono principalmente frutta, verdura e fiori, ci sono tre edifici eretti all’inizio del XIX secolo dove spicca la pescheria progettata dall’architetto Carlo Pergoli. Sulla facciata, si notano dei pilastri ornati con flora marina, l’interno, apprezzabile soprattutto salendo in galleria posta al primo piano, da dove ammirare le quattro fontane e i banconi in pietra tutto opera dello scultore veneziano Urbano Bottasso.
A pochi passi si trova il teatro nazionale Croato, costruito verso al fine dell’800 su progetto degli architetti Herman Gottlieb Helmer e Ferdinand Fellner di Vienna ha cambiato diverse volte nome prima venne chiamato teatro comunale poi venne dedicato a Giuseppe Verdi ed infine intitolato a Ivan Zajc, il più grande compositore croato e cittadino fiumano. La facciata che guarda la piazza presenta sopra ad un’entrata con colonne che danno un’impronta classica, un timpano con sculture dello studio Kaufungen e Fritsch, sul tetto agli angoli si possono ammirare i gruppi scultorei di Augusto Benvenuti. Internamente lo stile neobarocco è evidenziato dai dipinti dei fratelli Klimt e dagli stucchi in oro.

Da qui si costeggia il Mrtvi Kanal che un tempo era il fiume Rječina, che divideva la città in due parti, una apparteneva all’Italia, l’altra alla Jugoslavia. Oggi ospita un porto per piccole imbarcazioni, il canale è attraversato da un ponte il Most hrvatskih branitelja intitolato ai veterani croati che da qui partivano per la guerra di indipendenza croata degli anni novanta del secolo scorso. Al termine del canale si apre Titov trg dove vedere la statua bronzea dedicata a Janko Pilic Kamov, ai lati di questa piazza seguendo il portico di Križanićeva ulica ci sono altri simpatici murales.