Viaggiando verso Limoges e Nantes in direzione della Bretagna è obbligatorio fare una tappa ad Aiguilhe molto vicini a Le Puy-en-Velayd nel dipartimento dell’Alta Loira nella regione dell’Avernia-Rodano-Alpi per visitare la cappella di Saint-Michel d’Aiguilhe. Costruita alla fine del X secolo in stile romanico su un collo vulcanico ovvero una particolare formazione derivante dalla solidificazione del magna all’interno di un condotto, perlopiù quello principale, da cui fuoriesce il magma.
La leggenda racconta che durante un’epidemia di peste un canonico promise che se san Michele Arcangelo avesse fermato questa malattia avrebbe costruito una cappella a lui dedicata sopra il picco di Aiguilhe. Originariamente si trattava di quattro piccole cappelle, una rettangolare e tre semicircolari poi, nei secoli seguenti, furono aggiunti il campanile, l’abitazione del prete ed in seguito fu unificata la navata, questi lavori sono riconoscibili, infatti, le parti originali sono in pietra grigia le altre in rosso e le ultime in giallognolo.
La cappella è raggiungibile salendo 268 scalini con alcune panchine dove poter riposare. All’arrivo ci accoglie una facciata con un portale ad arco con internamente delle scene sacre, al centro l’agnello pasquale, ai lati due colonne con capitelli ornati con figure di animali e foglie, nell’architrave si notano due sirene, sopra una decorazione policroma si vedono cinque tondi con le figure di Gesù benedicente al centro, lateralmente si riconoscono San Giovanni, la Vergine Maria, San Michele Arcangelo e San Pietro. Entrandovi, superati alcuni gradini, ci si trova di fronte ad un colonnato con archi che dividono gli antichi spazi. Le pareti sono decorate con affreschi medioevali, alcuni restaurati altri no, raffiguranti la Vergine con il Bambino, il Cristo benedicente e alcuni santi.

Da Limoges dirigendosi verso Nantes si potrebbe fare una deviazione verso Aubeterre-sur-Dronne per visitare la Chiesa rupestre di san Giovanni. Conosciuta anche come chiesa monolitica in quanto le colonne e l’edicola sono monolitiche, si tratta di una chiesa scavata in una falesia di calcare nel XII da Pierre de Castillon al ritorno alla prima crociata anche se già precedentemente esisteva una struttura dedicata al culto. Le sue misure, ventisette metri di lunghezza, sedici di larghezza e circa venti di altezza ne fanno la più grande chiesa di questo tipo dell’Europa.
La chiesa è stata scavata con le caratteristiche di una basilica con una navata unica di cui si vede ancora la base e le sette colonne che la delimitavano e un coro situato proprio all’entrata. In questa sala erano contenute le reliquie, ora non più presenti, che venivano venerate dai pellegrini che si dirigevano verso Campostela. Entrando, guardando verso sinistra, si scorgono il bassorilievo che rappresenta una croce e una necropoli scavata nel pavimento. A destra l’attenzione è catturata da un piccolo tempio alto circa sei metri, scavato nella roccia che riproduce il Santo Sepolcro, anche esso un monolite posto sotto una volta rotondeggiante, un abside. Alzando lo sguardo si scorge un matroneo, una galleria ad archi da cui si ha una vista su tutta la chiesa raggiungibile percorrendo una scalinata in pietra che inizia sul lato destro della parete dinnanzi all’entrata tra due colonne ottagonali. Prima di uscire non ci si deve dimenticare di visitare la cripta, una cappella, scoperta solo nel secolo scorso, dove osservare un altare con dei sedili laterali.

Trovando del tempo si potrebbe visitare anche la chiesa di St. Jacques non tanto per l’interno a tre navate e il soffitto con travi a vista ma per la facciata in stile romanico suddivisa in tre ordini.

Nel primo si nota immediatamente il portale d’ingresso dove sono visibili chiare influenze moresche, si vedono, infatti cinque piccoli archi decorati con motivi geometrici e di animali, su uno dei capitelli si vede un centauro che scaglia una freccia contro un cervo simboleggiante la lotta del male contro Cristo. Da rilevare anche il fregio del arcata di sinistra dove sono raffigurati scene di caccia e di attività rurali ma anche in questo caso di animali esotici come grifoni e chimere osservabili sui capitelli. Il secondo livello è formato da tredici archi semicircolari e il terzo, andato distrutto nel ‘500, mostra un arco e quel che rimane di una statua equestre.