Bomarzo, c’è altro oltre il Sacro Bosco.

Non c’è alcun dubbio che chi si ferma a Bomarzo va a visitare il Sacro Bosco, noto anche come Parco dei Mostri. Questo paese arroccato su una collina della Tuscia, la regione che si estende tra il Lazio la Toscana e l’Umbria, dove storia arte e cultura risalgono agli Etruschi, offre anche altro. Risalendo verso il centro, dopo aver visitato il Sacro Bosco, girando verso destra, prima dell’info point, troviamo la Chiesa di santa Maria della Valle costruita nel XVII secolo su iniziativa della famiglia dei Lante della Rovere, purtroppo è visibile solamente la facciata in marmo bianco che presenta otto colonne due delle quali appena accennate sopra il portale, nessuna finestra e sul timpano superiore lo stemma dei Lante Della Rovere.

Questa struttura è stata riscoperta solamente nel 2008 da Salvatore Fosci e ripulita da alcuni volontari. Si tratta di una voluminosa roccia di pietra vulcanica alta sedici metri dalla parte rivolta verso valle, che ha dato luogo a molte interpretazioni su chi l’abbia costruita e sul suo utilizzo anche in considerazione che l’uomo è intervenuto molte volte nel corso dei secoli. Si può ipotizzare che fosse un altare del periodo etrusco o una piattaforma per osservare il cielo e ancora un monumento funebre o una pietra di confine o solamente un avamposto di avvistamento e controllo ed è qui che sta la sua magia. Si compone di ventisei gradoni divisi su tre livelli e di due grandi cavità rettangolari separate dall’ultima scalinata con cui si raggiunge la piattaforma posta sulla sommità. Di fianco agli ultimi gradini del secondo tratto si notano dei fori che forse erano usati per fissare una copertura o un corrimano. All’inizio della piccola scalinata di destra lungo il lato terminale del masso si nota una grande fessurazione quasi un canale che ad un certo punto si divide in due, una parte si dirige verso i gradini, l’altra si direziona verso il basso.

Il percorso è ad anello e dalla piramide proseguendo lungo il sentiero che si dirige verso destra arriviamo alla Necropoli di santa Cecilia.

Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un mistero, in mezzo alla vegetazione ci sono sarcofaghi scoperchiati che delimitano un cimitero paleocristiano, continuando si vedono altre tombe modellate a forma umana scavate nella roccia nel medioevo, continuando a girare si scoprono i resti di un altare e muri di una chiesa. Guardandosi attorno si intravvedono alcune pestarole, dei pilastri, dei capitelli e dei bassorilievi. Risalendo arriviamo alla cosiddetta “finestraccia” dove troviamo alcuni residui di un’abitazione di epoca medioevale costruita su due piani entrambi accessibili con una scalinata.

Prima di arrivare al Sacro Bosco sulla sinistra si diparte una strada, prima asfaltata poi sterrata, che ci porta nella riserva naturale di Montecasoli un altopiano di tufo, un paesaggio dove la biodiversità spazia tra boschi, pascoli, fiori come orchidee e animali come il falco che si raggiunge dove si trova la chiesa di santa Maria in Montecasoli di origine medioevale ma ampliata nel ‘500 molto ben conservata tant’è che il lunedì di Pasqua gli abitanti di Bomarzo la raggiungono in processione. La navata è unica così come l’altare in stucco bianco dove si vede un dipinto che rappresenta la Madonna con Bambino.

Salendo alcuni gradini arriviamo in un vasto piazzale dove osservare alcune sculture tra cui una tomba, un’ariete, un grande vaso, una statua di Cerere ma l’attenzione ricade soprattutto sulla statua di Nettuno seduto tra i delfini e sulla sinistra in uno spazio limitrofo troviamo una ninfa dormiente, l’echidna, una donna con la coda formata da due serpenti con vicini due leoni che sembrano intenti a farle la guardia e appena fuori sulla sinistra c’è la furia un’altra donna con la coda di un drago. Alla destra del Nettuno ci sono due statue, il drago alato in lotta con tre animali non ben definiti, sembrano un cane , un lupo e un leone e l’elefante che sulla schiena porta una torre con la sua guida e nella proboscide un legionario romano, che sia un legame con Annibale?

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