Ischia, un incontro di culture.

Quest’isola ha subito la dominazione dei Greci, dei Romani, degli Arabi, degli Spagnoli e dei Francesi e anche il suo nome è cambiato a seconda di chi l’aveva conquistata. Inarime per alcuni poeti Greci, tra cui Omero, e Romani, come ad esempio Virgilio, e ancora Pithecusa sempre dai Greci tutti nomi legati alla sua origine vulcanica. La prima volta che compare il nome odierno è in una lettera del papa Leone III a Carlo Magno. Un altro nome è Isola Verde derivante dal tufo verde del Monte Epomeo ma anche dalla folta vegetazione mediterranea che si trova sull’isola.

Per conformazione è la più grande delle isole Partenopee o Flegree. Abitata fin dall’era preistorica, colonia greca verso l’ottavo secolo a.C., poi romana in seguito alle guerre con i Sanniti, restando sempre importante centro di commercio soprattutto del ferro e come approdo sicuro. Fu oggetto di scorribande piratesche, della dominazione ostrogota e longobarda, dell’impero bizantino e del Ducato di Napoli. Tra l’XI secolo e quello seguente venne invasa e conquistata dai Normanni prima, poi dai Genovesi, Pisani ed infine Svevi, Angioini e Aragonesi che regnarono per circa tre secoli. Nel ‘600, dopo la fine del potere aragonesi arrivarono gli Spagnoli seguiti dagli Austriaci e nuovamente dagli Spagnoli, arriviamo così ai Borboni fino all’unificazione con il Regno d’Italia del 1860.

Ischia è conosciuta anche per i suoi parchi termali, ce ne sono molti, perché le acque sono riconosciute benefiche per alcuni tipi di patologie come l’artrite. Alcuni sono gratuiti in quanto interni agli hotel o naturali come abbiamo descritto in precedenza, altri a pagamento. Su qualunque sito che parla dell’isola si può trovane un elenco con la descrizione di cosa aspettarsi, io sono stato alla fonte delle ninfe Nitrodi, una bella esperienza di relax per lo spirito e cura per il corpo. Il loro prolungamento finisce vicino alla spiaggia dei Maronti alle terme di Olmitello.


Proseguendo arriviamo alla spiaggia Scarrupata, anche questa ha un accesso non proprio facile, ci si arriva percorrendo un sentiero alquanto impervio, il vantaggio è che non ci sono molte costruzioni nei dintorni. Troviamo una spiaggia di ciottoli dominata dal silenzio e dall’acqua cristallina. Spettacolari le rocce di tufo bianco, giallo e verde e le rocce scure che disegnano l’evoluzione geologica dell’isola. Più facilmente raggiungibile, anche via terra, è la spiaggia dei Maronti, circa tre chilometri di sabbia con piccolissimi ciottoli, per cui vi si possono fare, quindi, belle passeggiate lungo il mare, una porzione è spiaggia libera. Le colline che la circondano presentano delle grotte, dette cave, dove ci sono sorgenti di acqua calda, infatti, è famosa per le fumarole, si trovano nel tratto verso Sant’Angelo, facilmente riconoscibili dai soffioni di vapori di aria calda che affiorano dalla sabbia, che comunque sono ben segnalate. Dietro, verso la metà della spiaggia, si trovano le terme di Cavascura, quindi facilmente raggiungibili seguendo un rivoletto di acqua calda, conosciute già in epoca greca, sono scavate nella roccia e conservano ancora oggi la loro antica struttura.

Un angolo particolarissimo è la Baia del Sorgeto dalla forma di mezzaluna circondata da late pareti rocciose, famosa per le sue vasche recintate da sassi è un vero e proprio centro termale gratuito, dove l’acqua arriva anche a 37°. Farci il bagno tra i fumi caldi delle sorgenti che scendono dalla montagna è un esperienza da fare assolutamente facendo molta attenzione a non bagnarsi direttamente nelle sorgenti, in alcune vasche qualcuno cuoce addirittura le uova e le patate.

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