Den Haag, la città del governo.

Esatto Den Haag, o L’Aia, come si preferisce. Non è la capitale dell’Olanda ma la sede del Governo, del Parlamento, delle ambasciate e anche la residenza del Capo dello Stato, il Re. Ho dormito presso l’EasyHotel The Hague City Centre, hotel minimalista con stanze e bagno piccoli, ma puliti, la colazione non è compresa ma c’era la possibilità di farla due porte accanto a dieci euro. Il grande vantaggio è che si trova proprio in centro città vicinissimo ai musei e alla fermata del tram con cui per esempio si può arrivare alla spiaggia di Scheveningen. Questo tipo di sistemazione è conveniente per il prezzo e se si rimane in città qualche giorno. Sono arrivato a Den Haag da Brussel in treno, un viaggio comodo e veloce di poco più di due ore. Chiaramente ci sono altre possibilità, ma si deve tener conto che non esiste un aeroporto che serve questa città. Fondata nel 1248 con la costruzione di un castello in mezzo a quello che allora era un bosco molto fitto che si estendeva poco distante dal mare. Il suo sviluppo è sempre stato associato alla diplomazia e alla cultura e ancora tutt’oggi è così, i suoi palazzi, monumenti e musei ne sono una testimonianza diretta.

Cosa vedere? Innanzitutto i musei, il più famoso e visitato è il Mauritshuis, facilmente raggiungibile dalla stazione dei treni. È un piccolo museo in un elegante palazzo del milleseicento. Una collezione di dipinti olandesi e fiamminghi compresi tra il millequattrocento e il milleottocento. La sua notorietà è data da due quadri, la Ragazza con l’orecchino di perla di Vermeer e la Lezione di anatomia del dottor Tulp di Rembrandt, della metà del milleseicento. Il primo è sicuramente il dipinto più noto di questo artista, raffigura una fanciulla a mezzo busto, dallo sguardo sfuggente, su uno sfondo scuro dove risalta in particolar modo il grande orecchino a goccia.

Nel secondo è raffigurato il dottor Tulp mentre spiega ai colleghi come funzionano i tendini del braccio sinistro dissezionando un cadavere. Altro dipinto interessante è anche il suo autoritratto eseguito nell’anno della sua morte. Ovviamente non ci sono solo queste opere e meritano attenzione anche dipinti di artisti come, Rubens, Jan Steen, Frans Hals, Van Dyck e altri.

Sul sito del museo si possono avere tutte le notizie per organizzarsi la visita e anche vedere in anteprima tutte le opere ospitate. Nello stesso edificio, salendo una scala interna, non si deve dimenticare di visitare anche la Galleria del Principe Guglielmo V, aperta al pubblico per la prima volta nel 1774 e ora visibile dal 2010 dopo il restauro e l’ampliamento del palazzo. Facendo una passeggiata di pochi minuti si entra, attraverso una porta seicentesca, la Grenadierspoort, nella corte interna del Binnenhof, un complesso architettonico che per molti anni è stato il centro della vita politica dell’Olanda perché sede del Parlamento. Subito a sinistra, nell’ampio cortile, si trova il Ridderzaal (sala dei Cavalieri), un castello della fine del milleduecento. La sua architettura gotica risplende soprattutto al calar del sole quando le torri, la più alta è la Mauritstoren, di forma quadrata, si ammantano di una luce crepuscolare.

L’interno non sono riuscito a vederlo quindi non posso descriverlo. Tutt’attorno è circondato da antichi palazzi, tutti ministeriali e governativi, tra cui il Torentje, un piccolo edificio ottagonale sede del Primo ministro.

In mezzo al Binnenhof, proprio davanti al Ridderzaal si trova una fontana neogotica con una statua dorata al centro dedicata al re romano Guglielmo II, colui che ordinò la costruzione della fontana stessa. Uscendo dalla porta Stadhouderspoort e girando verso destra, lasciandosi alle spalle il monumento al re Wilhelm II, girando verso destra e poi nuovamente a destra si imbocca la Lange Vijverberg. Da lì si ha la possibilità di fare delle bellissime fotografie, anche notturne, del Binnenhof che si specchia nell’ Hofvijver, che anticamente lo circondava, sullo sfondo i grattacieli del quartiere commerciale. D’inverno si ghiaccia e ci si può pattinare.

Un altro museo che si deve assolutamente visitare é il Escher in Het Paleis Museum. Cornelius Escher, artista olandese, noto in tutto il mondo per le sue “costruzioni” impossibili fatte di geometrie e di una concezione dello spazio che, legate alle scienze matematiche e fisiche, modificano la percezione ottica. Una parte delle sue opere, le più conosciute, sono conservate nel palazzo che è stata la residenza invernale della regina madre Emma. I pavimenti, i mobili e le sale sono ancora quelle originali e ci danno la possibilità di farci avvolgere dalla vita reale di quel tempo, il milleottocento.

Ritornando alla mostra, oltre ai suoi capolavori più conosciuti come, ad esempio, il belvedere o le mani che disegnano o ancora tre mondi, solo per citarne alcuni. Tutta la mostra è allestita su due piani tra stanze dove fotografarsi in situazioni particolari oppure soffermarsi su attività interattive dove con soli spostamenti di visuale si scoprono scorci differenti di un’opera che sembra muoversi. Questa particolarità ci fa entrare a pieno titolo nel mondo di questo artista. Un’esperienza che non dimenticherò. Per avere una visione dei suoi capolavori di notizie sulla sua vita e di informazioni su come organizzare una visita è utilissimo consultate il sito. Davanti al Museo Escher, dietro al Museo Mauritshuis e vicino al Binnenhof, nel parco Lange Voorhout, un’oasi di pace ed ombra con viali lastricati con sabbia di conchiglie, si usava così una volta per evitare che le carrozze si impantanassero nelle pozzanghere, e tigli secolari, c’era un’esposizione di sculture, opere di sola sabbia, acqua e argilla, una galleria di opere di artisti che hanno partecipato al campionato mondiale delle sculture di sabbia per celebrare i duecento anni di vita di Scheveningen

Altro lavoro artistico da vedere è Il Panorama Mesdag, dipinto nel 1881 dal pittore olandese Hendrik Willem Mesdag, che ci mostra da un angolazione particolare, circolare cosa era la spiaggia di Scheveningen a quel tempo. Salendo una scala ci si trova come all’interno di torre di avvistamento da cui si ha una visione a trecentosessanta gradi di tutto quello che ci circonda. Quest’opera, molto originale, circolare, è inserita all’interno del museo Mesdag dove si tengono anche molte altre iniziative e mostre di artisti. Io ho visto quella di Jan Giesen, olandese, nato e morto a l’Aia nel 1983, che con le sue xilografie ci presenta i ritratti e il lavoro, faticoso, degli operai, assomiglia molto ad uno stile socialista. Sul sito troverete tutte le informazioni per organizzare la visita.

Non ci si deve scordare, nella maniera più assoluta di visitare il Museo Municipale dell’Aia o Gemeentemuseum, o Kunstmuseum Den Haag, noto soprattutto come per la sua raccolta di arte moderna che però si diversifica in molti altri ambiti, descritto da molti come uno dei musei più importanti della terra.

La collezione di opere è articolata con uno sguardo rivolto particolarmente a Piet Mondrian tanto che si ritiene sia la più completa ed importante del mondo. Oltre a questo autore vi sono anche interessanti capolavori di Pablo Picasso, Charley Toorop, Egon Schiele, Wassily Kandinsky, Francis Bacon, Ph. Sadèe, Claude Monet, e molti altri ancora, ma anche di artisti viventi come Paula Rego.

Inoltre si possono ammirare anche una bella collezione di ceramiche, e di argenteria, un mobiletto in legno di quercia adibito a casa per le bambole, una vasta raccolta di stampe, disegni e anche di vestiti. Volendo approfondire la visione della collezione, sono più di milleseicento è sufficiente consultare il sito. Già l’esterno ha un suo fascino, l’edificio, splendido, è costruito in stile Art Deco in mattoni gialli che si riflettono nella spaziosa fontana dinnanzi all’entrata su progetto dell’architetto HP Berlage ed inaugurato nel 1935.

La spiaggia di Den Haag, Scheveningen, raggiungibile con i mezzi pubblici, è una lunga striscia di sabbia, circa quattro chilometri, che degrada lentamente nel mare, assai ventosa infatti si vedono pochi bagnanti, perlopiù locali, ma molti praticanti di sport come il windsurf o il kitesurf. La passeggiata lungomare, un ampio viale pedonabile, è sempre molto affollata perché vi si affacciano locali, gelaterie e ristoranti, ma è principalmente la ruota panoramica che attira i visitatori.

In tutte le fotografie si distingue il lussuoso Kurhaus, un hotel a cinque stelle, edificato nel 1885 sulle rovine di uno precedente distrutto da un incendio, in posizione dominante sia per la sua collocazione, sembra che tutto ruoti attorno a questa costruzione, che per la sua bellezza barocca ma anche per la sua storia di frequentazioni di capi di stato come Sir Winston Churchill, di artisti e musicisti, ad esempio, Igor Stravinsky, Béla Bartók, Maria Callas ed Édith Piaf e di attori e attrici del calibro di Marlene Dietrich, Joan Crawford, o la mitica Audrey Hepburn, nel 1964 ospitò un concerto dei Rolling Stones.

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