Le isole Frisone Occidentali sono isole olandesi che si estendono tra il il Mare del Nord e il Mare di Wadden, interno ad esse, sono circa una decina, ma le principali sono Texel, Vlielend, Terschelling, Ameland e Schiermonnkoog. Io ho visitato solamente le prime due. Texel si raggiunge facilmente da Amsterdam viaggiando comodamente in treno fino a Den Helder, da lì con l’autobus numero 33 si arriva alla partenza del traghetto che al costo di soli due euro e cinquanta, andata e ritorno, vedi sito appropriato, porta fino all’isola. Dal punto di attracco, Het Horntje, ho preso un bus che mi ha condotto a De Koog, il paese più animato, dove ho soggiornato presso il DuinHotel Texel. Mi sono trovato bene, la stanza ampia con un bel bagno pulito, la colazione ottima. La proprietaria prodiga di consigli utili per muoversi sull’isola, ci ha anche affittato le biciclette ad un prezzo onesto. In buona posizione a poca distanza dal mare e a circa un chilometro dal centro del paese, una tranquilla passeggiata. Per cenare, infatti, sono stato in centro in centro, nella cosiddetta De Koog Square, dove si trovano ristoranti, bistro e locali di qualsiasi tipo che soddisfano ogni palato e qualunque portafoglio.
Perché andare sull’isola di Texel? E a vedere cosa? Queste isole mi hanno sempre attirato, per le loro acque fredde, le loro spiagge incontaminate e silenziose, la fauna e la flora dei loro parchi naturali e la possibilità di scoprirle pedalando in sicurezza e tranquillità. Queste acque non sono molto profonde, infatti, in genere degradano molto dolcemente, la loro salinità non è elevata, la temperatura dipende dalle stagioni, ma in agosto raggiungono anche i 21° gradi quindi sono perfettamente balneabili. L’unico problema sono le mareggiate perché essendo le coste molto basse sono alquanto pericolose.

La spiaggia unica, continua e lunga, circa 25 chilometri, segnalati di chilometro in chilometro, larga e sabbiosa, abbraccia tutta la costa ovest, è inframezzata da locali dove sorseggiare l’ottima birra dell’isola e da cabine. La maggior parte è abitata solo dagli uccelli e dal vento che la fa da padrone. Un paradiso, almeno per me che prediligo il silenzio ad eccezione dei suoni della natura. Il punto più a nord è un ampia spiaggia dominata dal faro, costruito su una duna di sabbia verso la fine del milleottocento e alto 34 metri da cui, dopo una salita di più di cento gradini, si gode un panorama spettacolare di sabbia, kitesurf e aquiloni che volteggiano.
Un’altra seduzione è il Parco Nazionale delle Dune dove alla sabbia si intervallano distese di brughiera, specchi d’acqua e prati dove pascolano pecore e bovini. All’interno si sviluppa una fitta serie di vie pedalabili e pedonabili che portano ai punti panoramici, come ad esempio, lo stagno chiamato De Slufter, una laguna, le cui acque salmastre sono collegate direttamente al mare, che funge da riparo a numerose specie di uccelli, come la pavoncella o vari tipi di piviere.

È molto piacevole passeggiare in quest’area osservando piante particolari che resistono al sale come la lavanda di mare che colora di viola gran parte del del terreno. Si deve fare attenzione a non disturbare la fauna e a non affondare con le scarpe nella fanghiglia, quindi è indispensabile seguire e rispettare le segnalazioni lungo il sentiero. Verso sud, sempre nel parco delle dune c’è il complesso di Ecomare, un ricovero per la riabilitazione delle foche ferite, con museo, acquario e ristorante annessi. Io non ci sono stato ho preferito vederle in mare aperto nel loro ambiente naturale.
Quest’isola ha una rete ciclabile invidiabile e molto estesa, si può raggiungere qualsiasi meta si voglia affittando una bicicletta. Si va dall’estremità sud, la spiaggia di De Hors a quella nord, la spiaggia del faro di Texel. Lungo le strade si trovano molto spesso banchetti che espongono e vendono dai souvenir ai prodotti della terra come patate, zucche e fragole a bulbi di fiori come narcisi, dalie e naturalmente tulipani.
L’imbarcadero per l’isola di Vlieland è a De Cocksdorp per scegliere e prenotare il tour che vi interessa è facile basta consultare il sito. Consiglio quello di una giornata, in questo modo si possono vedere le foche e anche l’isola. Prima di arrivare, vicino al faro, ci si può fermare al piccolo stagno di Renvogelveld, fare birdwatching e passare il tempo a guardare gli atterraggi e le ripartenze delle oche selvatiche.

La gita a Vlieland è iniziata di mattino presto per chi deve raggiungere l’imbarcadero in bicicletta, la partenza dell’imbarcazione è prevista infatti per le 9.30. Si sale a bordo della De Vriendschap, un’imbarcazione passeggeri estiva, come la chiamano loro, attraversando un pontile molto particolare, il ritorno è programmato per le 17.30. Una volta arrivati a Vlieland e scesi a terra si sale su un mezzo di trasporto, il Vliehors Express, un camion riadattato che attraversa il Vliehors, una distesa sabbiosa chiamata Sahara del Nord non a caso centro di esercitazione dell’aeronautica militare olandese, fino ad arrivare all’unico centro abitato Oost-Vlieland.
Quest’isola oltre alla lunga distesa sabbiosa presenta una boscaglia, dove fiorisce la rosa delle dune ed è nascondiglio di gabbiani, sterne e altri uccelli migratori. L’attrazione principale è una duna alta circa quaranta metri, la Vuurboetsduin, il punto più alto della Frisia, alla cui sommità si erge il faro.

Arrivare in cima prevede una salita di circa quattrocento metri con una bella pendenza. Da lì si ha una vista su tutto il paese e la costa. Nel tragitto incontriamo la Drenkelingenhuisje, tradotto con la casa che sta annegando, una volta un rifugio per naufraghi ora un piccolo museo che raccoglie reperti connessi alla navigazione.
Tra le due isole c’è un banco di sabbia dove le foche di solito sono sdraiate a prendere il sole, non è consentito sbarcare per non invadere il loro habitat naturale, qualche curiosa si avvicina alla barca, chissà cosa pensano? Ovviamente si possono scattare delle ottime fotografie ma non si deve pensare neanche per un secondo a nutrirle.
