Musei di Amsterdam, un vero appagamento culturale.

Sicuramente i musei più famosi e visitati di Amsterdam sono tre e camminando per neanche cinquecento metri si riescono a visitare tutti, infatti, si trovano tutti in una grande piazza la Museumplein che in inverno diventa una pista di pattinaggio, abbellita con fontane e sculture e un parco dove si può riposare tra una visita e l’altra sdraiati sull’erba o consumare uno spuntino o anche solamente sedersi su una panchina ad osservare i movimenti delle persone o dei giocatori di freesby. Raggiungerli quindi è facilissimo, basta usare i tram oppure i bus che partono dalla stazione centrale e fermarsi alla fermata Rijksmuseum. Il primo in ordine di visita a mio avviso è il Rijksmuseum, uno spaccato sull’arte del secolo d’oro olandese. Consultando il sito si può prenotare la visita ed informarsi sulla storia di questo prestigioso museo.

Le opere di maggior spicco, anche a detta degli esperti, sono la Compagnia di milizia del distretto II sotto il comando del capitano Frans Banninck Cocq, nota come la Ronda di Notte un capolavoro di Rembrandt che deve questo suo appellativo alla vernice dello sfondo sporcatasi con il passare del tempo. Realizzata verso la metà del milleseicento, ritrae la Gilda degli archibugieri con in primo piano il capitano, messo in evidenza assieme al suo aiutante da un fascio di luce. Altra opera d’arte è la lattaia di Johannes Vermeer ambientato in una casa illuminata dalla luce di una finestra. Interessante notare la piccola natura morta che si trova sul tavolo. Non ultimo l’autoritratto dell’estate 1887 con cappello di feltro di Vincent van Gogh, uno della quarantina da lui dipinti.

Questo è particolare perché si notano gli abbondanti colpi di pennello dai colori intensi che compongono la figura, stile derivato dal diverbio con un altro artista Paul Signac, noto pioniere della tecnica del puntinismo. Da non dimenticare assolutamente artisti come Hans Bollongier e Floris Van Dyck con le loro nature morte, Hendrick Avercamp e i suoi paesaggi invernali ricchi di dettagli, i ritratti di Frans Hals, i dipinti di Isaac Israels o la casa delle bambole di Petronella Oortman, aristocratica dama olandese, di un realismo impressionante nelle sue finitezze, e ancora la sezione dell’arte asiatica dove sono esposte opere che abbracciano un tempo lungo più di mille secoli, ancora la collezione di porcellane di Deft e la sala dedicata alle navi dove fa bella figura una miniatura di un vascello.

Poi il Van Gogh Museum, la più vasta raccolta al mondo delle opere che attraversano la vita, le diverse fasi artistiche che riflettono stati emotivi, i miti e le ambizioni di questo grande artista. Il museo è suddiviso in due edifici, il primo, quello principale, aperto nel 1973 e un secondo derivante dall’ampliamento del 1999. Tra tutti questi capolavori si possono ammirare gli autoritratti, come Autoritratto con cappello di feltro grigio, dipinto a Parigi con una tecnica particolare ed originale che ricorda i puntinisti.

I paesaggi tra cui Campo di grano con corvi, si credeva, a torto, l’ultimo suo dipinto, ricco di contrasti tra il blu elettrico del cielo e il caldo giallo del campo di grano con il bruno e il verde delle strade a cui si frappone il nero degli uccelli, le nature morte di fiori come ad esempio i Girasoli, di cui esistono cinque diverse versioni.

Altro capolavoro è Vaso con Iris su sfondo giallo, dipinto mentre era ricoverato in manicomio, si distingue la luce che mette in evidenza il vaso di fiori dato dal notevole contrasto tra i colori, anche di questo dipinto ne esiste un’altra copia, diversa sia come disegno che come contrasto cromatico conservata al Metropolitan Museum of Art di New York. Che dire poi della Camera di Vincent di Arles oppure dei Mangiatori di patate e dell’infinità di disegni conservati nelle stanze di questo museo? Il sito da indicazioni molto precise sulla prenotazione della vista sulla collezione e sulla storia delle opere e della vita per capire in modo dettagliato questo grande artista.

Il terzo è lo Stedelijk Museum, un museo di arte moderna e contemporanea che ospita opere di Marc Chagall, come Le Violiniste, oppure La Perruche et la Sirene di Henri Matisse, di Piet Mondriaan, di Pablo Picasso, ad esempio la Femme assise au chapeau en forme de poisson, e ancora AsIOpened Fire di Roy Lichtenstein, di Jackson Pollock, e di Andy Warhol ma anche di molti altri di poco conosciuti, agli inesperti come me, come ad esempio Kazimir Severinovič Malevič pittore russo che fu il fondatore della corrente del movimento artistico del suprematismo.

Quando l’ho visitato c’era una interessantissima esposizione dello Studio Drift, duo di designer/artisti/performer olandesi, dove sono rimasto impressionato da Drifter 2018, un cubo di cemento che si muove nell’aria. Il sito contiene tutte le informazioni per organizzarsi la visita e anche per osservare le oltre centomila opere esposte. Volendo e avendo tempo ce ne sarebbe un quarto il MOCO Museum, privato, anch’esso un museo di arte moderna e contemporanea, omologo di quello che si trova a Barcellona, spesso tralasciato a favore degli altri tre, ha sede in un’elegante edificio, Villa Alsberg e conserva opera di artisti come Andy Warhol, Roy Lichtenstein e Bansky, solo per citarne solo alcuni.

Tornando verso la stazione centrale troviamo Nemo, un museo della scienza, progettato da Renzo Piano, è riconoscibilissimo dalla sua forma e dal suo colore, uno scafo verde intenso. Cinque piani di sono postazioni, sempre molto affollate soprattutto da ragazzini, dove si possono fare esperimenti di chimica, di reazioni a catena, dipingere, imparare sia manipolando materiali che partecipando a workshop. Il tetto di quest’opera è la piazza più elevata di tutta l’Olanda, oltre a potersi rilassare o consumare bevande o cibo durante la visita, consente di vedere la città da una panoramica particolare, si può giocare o rinfrescarsi con l’acqua della cascata che la percorre per tutta la lunghezza della scalinata esterna. Nel sito si possono capire meglio tutte le proposte di questo interessantissimo museo.

Certamente oltre a quelli citati nel articolo precedente su Amsterdam, come ad esempio lo Joods Historisch Museum, ci sono molte altre sedi museali tutte alquanto attraenti, dipende dal proprio interesse. Eccone alcuni esempi: la Rembrandthuis, la casa di Rembrandt, dove si scoprono, oltre alla sua fama d’artista, molte altre particolarità della sua vita, dal carattere testardo al suo spirito imprenditoriale. Altro museo molto interessante è l’Amsterdams Historisch Museum, situato in un chiostro del XVI secolo e ospita reperti della storia di Amsterdam fin dal lontano millecinquecento e comprende dipinti, porcellane, manufatti vari in oro e in argento la più intrigante è una reale caffetteria del distretto di Jordaan il tutto con un occhio di riguardo verso i gli aspetti sociali della vita della città. Molto singolare è l’Hermitage, il Museo della Storia Russa, aperto già nel milleseicento, la sua collezione permanente racconta la storia delle relazioni tra i due paesi, l’Olanda e la Russia tra le cui opere, monili e altri oggetti appartenuti agli Zar.

Ci sono anche musei particolari e dedicati come EYE Film Museum Institute di Amsterdam, che si riconosce facilmente per la sua forma futuristica, il FOAM, il Museo della Fotografia, il Museo dei Diamanti o il Tropenmuseum, un museo etnografico dedicato soprattutto all’arte e alla cultura delle ex colonie olandesi quindi con spunti che riguardano l’Africa, l’Asia e il Sud America.

Poi ce ne sono di più stravaganti come il Museo del gatto per chi ama questi animali una vera e propria scoperta del loro ruolo nella cultura, oppure il Body Worlds of Amsterdam, un’esibizione anatomica del corpo umano, ma anche il Ripley’s Believe it or Not detto anche il museo delle stranezze per la sua vasta collezione di bizzarrie ne sono un esempio le unghie più lunghe del mondo oppure artefatti e giochi interattivi del tutto particolari ed per finire in bellezza la Heineken Experience che non necessita di nessuna descrizione ulteriore. Da non dimenticare il Museo delle cere di Madame Tussauds cosi come in molte altre città del mondo presenta alcune delle opere, a grandezza naturale, di questa artista.

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