Amsterdam, non solo coffeeshop e distretto a luci rosse.

Anche questa è una di quelle città dove sono stato più volte, sempre a scoprire situazioni nuove ed imprevisti interessanti, con la I Amsterdam City Card, sul cui sito si può acquistare e visualizzare tutte le sue potenzialità, è facile scoprire i lati più reconditi di questa città. Innanzitutto, ci troviamo due metri sotto il livello del mare, attraverso un canale è direttamente collegata al Mare del Nord. L’ultima volta che ci sono stato ho provato a dormire in una Hotelboat ovvero una barca, ormeggiata nel Oosterdck di fronte al museo della scienza Nemo. La posizione è strategica, vicinissima alla stazione centrale e quindi ai trasporti pubblici ma anche al Damrak la strada che ti porta in centro. Stanza e bagno spartane, colazione buona ed abbondante.

La storia di Amsterdam inizia verso il milleduecento quando c’era un villaggio di pescatori, con il passare dei secoli e delle dominazioni, tra cui quella spagnola, divenne sempre più una citta commerciale soprattutto nel XVII secolo quando dal suo porto partivano molte navi alla volta dell’America Latina. Nei secoli seguenti vi fu un declino di queste attività in conseguenza delle guerre contro francesi ed inglesi, con la seconda guerra mondiale poi e l’occupazione tedesca vennero a scomparire oltre agli ebrei anche alcuni loro mestieri come, ad esempio, il commercio dei diamanti. Verso gli anni Ottanta si assistette a un graduale spostamento di persone in relazione all’immigrazione dalle colonie olandesi, al fiorire della cultura Hippie, era tollerato il consumo delle droghe leggere, con l’occupazione di edifici vuoti a cui seguì il trasferimento fuori città di molta gente per cui si liberarono interi quartieri. Negli anni Novanta il commercio crebbe e la municipalità decise di restaurare il centro storico, ne beneficiò la sua unicità che emerse prepotentemente.

Un esempio della particolarità di questa capitale? La Oude Kerk, che c’è di strano direte, nulla se non che l’ho trovata particolarissima, per l’installazione dell’opera “Anastasis” di Giorgio Andreotta Calò.

L’interno della chiesa è stato trasformato, era come entrare in una camera oscura, completamente immersa in una luce rossa, non poteva essere altrimenti vista la sua collocazione, infatti, si trova nel quartiere a luci rosse, turistico fino all’inverosimile quindi frenetico, con stradine strette su cui si affacciano le vetrine, mi raccomando non tentate di fotografare, potrebbe costare caro in tutti i sensi. Una volta all’interno della chiesa, edificata nel milletrecento, può sembrare di essere in un’oasi di calma, spazio e storia. Le monumentali vetrate sono una caratteristica sorprendente. La maggior parte delle vetrate dell’Oude Kerk furono distrutte durante la furia iconoclasta del 1566, poiché i calvinisti preferivano una professione di fede spogliata, con poco spazio per immagini o calore. Il colore rosso è in gran parte scomparso e le nuove vetrate in tonalità blu, grigie o verdi hanno avvolto l’interno di una luce fredda.

Il Dam, la piazza principale, immensa, facilmente raggiungibile dalla stazione centrale anche a piedi, ci vogliono solamente dieci minuti e già si ammirano le prime particolarità di questa città.

Questa piazza nasce con la costruzione di una diga sul fiume di Amsterdam, l’Amstel da qui in suo nome diga appunto in olandese. Nel 13° secolo la sua funzione principale era quella di ospitare il mercato. Al centro si erge il Monumento Nazionale, un obelisco, eretto nel 1956, dedicato alle vittime della Seconda Guerra Mondiale. Sui suoi gradini si affollano regolarmente molti giovani.

Su questa piazza, proprio di fronte al Monumento Nazionale si affaccia il Palazzo Reale bella dimostrazione dello stile barocco olandese fu innalzato nel XVII secolo, l’età dell’oro per la città olandese, al posto del vecchio municipio, gotico, del Trecento. Inizialmente fu impiegato come municipio poi venne trasformato in Palazzo reale dal fratello di Napoleone, Luigi, nel milleottocento, oggi viene usato per le visite di stato, ricevimenti di particolare importanza e le cene di gala in quanto la residenza reale si trova a l’Aia. Consultare il sito è necessario non solo per organizzarsi la visita ma anche per acquisire delle informazioni di base. La sua forma presenta due facciate interessanti, quella che si affaccia sul dam impressiona per le sue sette porte, per alcune statue di bronzo e per il complesso marmoreo che orna la parte superiore, il timpano. Al centro si innalza una torre sulla cui sommità si erge un segnavento del tutto particolare a forma di nave.

La particolarità della facciata posteriore è la statua di Atlante che regge sulle sue spalle il globo terrestre. Entrando, salendo una scalinata, ci si trova immediatamente nella Burgerzaal, spaziosa, con le pareti e il pavimento in marmo bianco, all’interno della quale ci sono le mappe dei due emisferi e delle stelle del Nord. Sopra il portale d’ingresso troviamo la statua della città con lo sguardo verso il basso come a fissare il mondo dall’alto, sopra è situata la statua della Pace. Sulla parte opposta è collocata la porta d’ingresso alle altre sale, sotto la statua di Atlante che regge il mondo vediamo la Giustizia, riconoscibilissima per la bilancia e la spada, ai lati le statue del Tempo e della Guerra. Dal soffitto pendono sfarzosi lampadari di cristallo aggiunti successivamente.

Le altre sale degne di nota sono, la Schepenzaal, dove si nota il dipinto del pittore olandese, allievo di Rembrandt, Fredinand Bol che simboleggia Mosè che riceve i dieci comandamenti e la Vierschaar, rivestita anch’essa di marmo bianco, vi si trovano dei bassorilievi che raffigurano alcuni fatti antichi come ad esempio il Giudizio di Re Salomone, di grande pregio le Cariatidi Pentite. Naturalmente ci sono altre sale, forse meno interessanti come la Burgemeestersvertrek con il suo lampadario in bronzo, oppure ulteriori saloni dove ammirare arredi in stile imperiale e soprammobili di quell’epoca.

Alla destra del Palazzo Reale possiamo apprezzare l’impressionante prospetto e il campanile, alto circa cento metri, della Nieuwe Kerk, la chiesa nuova, costruita a cavallo tra il XIV secolo e il XVII in stile gotico è la più importante dell’intera Olanda, infatti vi si svolgono le incoronazioni e i matrimoni dei reali olandesi. Internamente, l’altare, l’organo a canne e le vetrate ne esaltano la magnificenza, anche se oggi i suoi grandiosi spazi vengono utilizzati per allestire mostre e concerti. A dir la verità a me è piaciuta maggiormente la Oude Kerk, più intrigante sotto tutti i punti di vista dalla posizione agli interni in legno.

Proprio prima di entrare nel Jordaan provenienti dal Dam troviamo la casa di Anna Frank, in cui non sono entrato, troppi turisti a mio avviso è molto meglio leggere il suo diario. Questo quartiere, una volta operaio oggi è molto turistico, con molti luoghi commerciali, botteghe di artigiani, gallerie d’arte, cafè, ristoranti e altri spazi di ritrovo dove si svolgono numerose iniziative culturali. Caratteristiche sono le strette stradine tra cui perdersi ammirando le case dei secoli passati con i loro giardini interni, gli hofjes, talvolta cosi nascosti che sono difficilmente individuabili. Ritornando verso il Dam e percorrendo Kalverstraat ad un certo punto girando verso sinistra si imbocca Begijnensteeg per arrivare al Begijnhof. Si tratta di un cortile del milletrecento situato all’interno di un beghinaggio ovvero un gruppo di case abitato dalle beghine, donne che avevano fatto voto di obbedienza e castità. Oggi rimane Het Houten Huis, la casa più vecchia di Amsterdam edificata nei primi del XV secolo a testimoniare quel tempo, anche se le case sono ancora abitate da donne sole. Visitarlo è un piacere per il silenzio, la tranquillità che si trova in questo bellissimo giardino che contrasta con la vivacità della Kalverstraat.

Rientrando su Kalverstraat e percorrendola in senso contrario a quello precedente arriviamo in vista della Munttoren, ovvero la Torre della Zecca è una torre campanaria, Costruita nel XV secolo, che faceva parte della cinta muraria e assieme ad una sua gemella era parte integrante di una porta della città, la Regulierspoort. Distrutta da un incendio venne ricostruita all’inizio nel milleseicento con l’aggiunta della guglia visibile oggi. Il suo nome lo si deve al fatto che quando i francesi occuparono la città in questo edificio veniva coniata moneta.

Prima di attraversare il Blauwbrug, un ponte costruito per l’Esposizione Mondiale in sostituzione di uno edificato nel XVI secolo, è riconoscibilissimo per le colonne ornate da lanterne al culmine delle quali si nota la corona imperiale e con sculture di pesci e barche troviamo Rembrantplein. La piazza è uno dei luoghi più animati, soprattutto di notte, della città per i molti caffè all’aperto e le discoteche, ospita al centro la statua del famoso pittore e la scultura, ora rimossa, degli artisti Aleksandr Taratynov e Mikhail Dronov, composta da ventidue figure ad altezza normale dei personaggi del famoso quadro “la ronda di notte”.

Proseguendo oltre il ponte si entra nello Jodenbuurt, il quartiere ebraico dove c’è da visitare lo Joods Historisch Museum, ricavato da quattro sinagoghe edificate tra il milleseicento e il millesettecento dalla comunità degli ashkenaziti, unico museo dell’Olanda, che racconta la storia e la cultura degli ebrei e sicuramente quello di più grande interesse fuori dai confini dello stato di Israele. Oltre all’esposizione permanente ospita anche eventi e mostre temporanee.

Nelle immediate vicinanze si erge la Sinagoga Portoghese, detta anche Esnoga, costruita negli anni Settanta del milleseicento, non è stata distrutta durante la Seconda guerra mondiale nonostante l’occupazione nazista del paese e pur essendo la più antica, è l’unica utilizzata per le funzioni religiose.

L’interno, splendido, con pavimento ricoperto di sabbia, per eliminare facilmente la sporcizia e soffitto in legno, è illuminato dalla luce proveniente dalle molte finestre e dai ventiquattro candelabri in ottone, infatti è sprovvista ancora oggi di illuminazione elettrica.

Uscendo la sera non si può non recarsi in Leidseplein, una piazza nata nel milleseicento come parcheggio per le carrozze oggi famosa per la vita notturna e il divertimento, infatti su di essa si affacciano locali, discoteche, cinema e teatri tra cui l’American Hotel, in stile art déco, e lo Stadsschouwburg, il teatro municipale, in stile neorinascimentale, costruiti alla fine del XIX secolo che la trasformò nel fulcro della vita culturale della città essendo frequentata da artisti ed intellettuali.

Di relativo interesse la crociera sui canali, inserita gratuitamente nella City Card, vale la pena farla per avere una visione particolare, dal basso della città e del centro storico, inoltre si scoprono passaggi caratteristici, si passa sotto ponti di varie forme con ornamenti e decorazioni sempre diverse che sino lampioni o sculture di pesci, alcuni ritratti anche da pittori famosi.

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