Yellowstone è come vedere due o tre parchi in contemporanea.

Ci sono stato nel mese di maggio dell’anno 2013. Sono entrato da est, la strada è veramente scenica, passa lungo le sponde della riserva Buffalo Bill, un lago artificiale, un progetto per irrigare la zona circostante divenuta con il tempo anche un’area ricreativa dotata di campeggi e servizi, dove si può pescare e praticare sport acquatici, ad esempio il windsurf. Quindi ho dormito a Cody al Super 8, catena che si trova in tutti gli Stati Uniti, Il prezzo adeguato al confort con la colazione inclusa. All’interno del parco anche al White Buffalo a West Yellowstone. Hotel nella media, forse un po’ caro, il personale alla reception addetto anche al check in era poco socievole, la colazione a buffet e ben fornita ma solo per due persone anche se abbiamo soggiornato in tre, che dire, ci siamo arrangiati comunque. La stanza un po’ rumorosa, ma grande e con letti comodi. Non avevo prenotato e quindi sinceramente sono stato anche abbastanza fortunato. Il parco si trova in Wyoming e per una piccola parte in Montana e una piccolissima in Idaho. Cosa vedere e da dove iniziare? C’è solo l’imbarazzo della scelta, i geyser, le sorgenti di acqua calda, i fiumi e le cascate, la flora e la fauna. Quando andarci? È aperto tutto l’anno ma da novembre a maggio alcune strade sono chiuse, da giugno a settembre sono i mesi ideali e ovviamente più frequentati.

Per ulteriori informazioni sulle attività, sulle maggiori attrattive, sulle quote d’accesso ed altro ancora, come le regole di sicurezza da tenere quando si avvistano degli animali, o quando si visitano le aree termali, usate il sito del parco.

Partiamo dai geyser, il più famoso ma soprattutto il più continuo è l’Old Faithful, lo dice il nome stesso, erutta circa ogni ora con un’approssimazione di circa dieci minuti dall’ultima. L’altezza del getto è più di trenta metri e la sua durata varia tra i due e quattro minuti. se scaricate la cartina, cosa conveniente per organizzarsi nel modo migliore la visita, l’Old Faithful si trova nell’Upper Geyser Basin, l’area più attrezzata per i visitatori in quanto dotata di ampio parcheggio, panchine per riposare e sentieri di facile percorrenza a piedi per raggiungere anche gli altri geyser.

In questa zona c’è la maggior parte dei geyser attivi del mondo, infatti sono circa cinquecento. Percorrendo per una mezz’oretta un sentiero che parte dall’Old Faithfull se ne possono vedere anche altri tra cui il Castel Geyser, ho aspettato più di un’ora per vedere la fuoriuscita del vapore, sono stato fortunato perché erutta ogni quattordici ore circa. La sua struttura è unica, a cono, alta e grande, ricorda più una torre che un castello a mio avviso. Altro geyser da vedere è il Gran Geyser il più alto, il suo getto può arrivare in altezza, anche a più di sessanta. metri e può durare anche otto minuti in due o tre esplosioni.

Vale la pena vedere anche il Riverside Geyser perché è unico, erutta su un fiume e la sua eruzione dura moltissimo, anche una ventina di minuti, anche se non molto alta.

Proseguendo ancora si arriva alla Morning Glory Pool, una sorgente di acqua termale, una piscina dai colori sgargianti che ultimamente è stata soggetto di vandalismi, qualcuno l’ha scambiata per la Fontana di Trevi, intaccando, in questo modo la sua funzionalità e la diffusione dei batteri al suo interno, ha cambiato colore, il giallo ormai è predominante confronto al blu intenso.

Dal parcheggio dell’Old Faithfull seguendo, verso nord est, la Grand Loup Route, ovvero la 191, che si snoda lungo il fiume Firehole si arriva al Biscuit Basin. Un sentiero, ad anello, che segue il fiume e si inoltra in una foresta con piccole sorgenti termali che alimentano le Mystic Falls, un salto di circa settanta metri con più balzi che finisce in un caratteristico canyon, proseguendo si arriva ad un ottimo punto di osservazione da cui si ha un’ampia visione dall’alto su tutto il Biscuit Basin. Continuando per una decina di minuti si arriva in vista dell’area denominata Midway Geyser Basin, una serie di piscine di acqua calda raggiungibili attraverso una passerella, Sono senza alcun dubbio le più visitate e fotografate di tutto il parco, per i loro colori che richiamano l’arcobaleno.

La maggior attrazione è il Grand Prismatic Spring, la più vasta e profonda di tutto il territorio. La sua particolare colorazione molto vivace è dovuta ai batteri termofili che si sviluppano ai margini della sorgente fino al blu intenso del centro dovuto appunto alla profondità. Facendo il giro completo di quest’area si noteranno le diversità di colori mediati dai giochi di luce dei vapori.

Percorrendo sempre la 191 ad un certo punto si arriva alla Firehole River Swimming Area, dove non si può rinunciare ad un piacevole bagno seguendo le regole di sicurezza. Girando sulla 89 dopo un’oretta di viaggio si arriva nella parte nord del parco, vicinissimo al confine con il Montana, lì esiste una sorgente del tutto particolare, la Mammouth Hot Springs.

Le terrazze di travertino, il risultato di acqua calda che sale attraverso canali di calcare, che formano queste sorgenti termali gigantesche, circa una cinquantina, sono visitabili camminando su delle passerelle attrezzate. I colori qui variano dall’arancione, al rosso vivo al bianco puro che contrasta con il nero degli arbusti posti al loro interno.

Numerose sono le cascate di questo parco e ognuna si può ammirare dai punti panoramici. Tutte meravigliose e differenti tra loro ma le più imponenti, più visitate, più emozionanti sono quelle del fiume Yellowstone, due potenti tuffi d’acqua, Upper e Lower Falls, la superiore e la inferiore, che formano un canyon con pareti rocciose colorate di un giallo pastello che si trasforma piano piano in un rosso vivo disegnando contorni imprevedibili. Altra cascata che è doveroso vedere è la Tower Fall, per le insolite colonne laviche che la caratterizzano.

Prima di uscire dal parco in direzione sud lungo la strada 191 con una piccola deviazione si arriva al West Thumb Geyser Basin, in riva al braccio ovest del lago di Yellostone che rende la scena veramente panoramica assieme alle vette innevate sullo sfondo. Un sentiero ci consente di ammirare questa zona, poco turistica, soprattutto la Abyss Pool è una sorgente termale molto profonda dagli splendidi colori, trasparente che riflette il paesaggio circostante, una volta eruttava, ora non più. Un’altra trasformazione ha subito anche Fishing Cone, chiamato così dall’uso che ne facevano i pescatori, vi bollivano il pesce. Era un geyser che si è trasformato in una sorgente termale, infatti, non erutta più perché spesso è sommerso dall’innalzamento dell’acqua del lago.

La flora del parco è molto varia e in maggio è un risveglio di colori. Ci sono foreste di abeti di vari tipi e coprono la maggior parte del parco. Troviamo anche steppe di artemisia, piante rare delle zone umide, e fiori come l’arnica il lupino e il giglio che crescono nelle distese di prati. Naturalmente è vietatissimo coglierli.

La fauna, anch’essa molto varia, vi si trovano orsi, lupi, cervi, alci, capre, animale acquatici come lontre e castori, lepri, marmotte, scoiattoli, volpi, uccelli di vario tipo e ovviamente bisonti, la lista sarebbe ancora lunga. Di seguito alcune foto di quelli ho ho avvisato e più di ogni altro mi hanno entusiasmato. A maggio molto spesso si vedono accompagnati dai loro cuccioli.

Yellowstone è il segno di eventi geologici distruttivi e catastrofici e una traccia di questi eventi è il Petrified tree che ne indica il suo passato vulcanico. Non è facile arrivare in prossimità di questi alberi pietrificati che provengono dall’Eocene, una cinquantina di milioni di anni fa. perché il sentiero non è segnato. Di questi reperti fossili ce ne sono circa un centinaio sparsi nella parte nord del parco in una zona detta Specimen Ridge.

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