Cinque Terre, il parco naturale.

Ho soggiornato a La Spezia da fine agosto a inizio settembre del 2014 presso B&B Levante Blu. Ottima la posizione, vicinissimo alla stazione dei treni da cui con la massima comodità si può prendere il treno che ferma in ogni stazione dei comuni delle Cinque Terre. La stanza era arredata con gusto un po’ retrò, la colazione abbondante e ottima la disponibilità del personale. Ho mangiato quasi sempre alla Gastronomia dai Pescatori al porto, non un ristorante o una trattoria bensì un self-service informale dove si può sedere al tavolo oppure prelevare da asporto, quindi piatti di carta e forchette di plastica, purtroppo, unico problema, la fila di persone in attesa. Al prezzo giusto ho degustato pesce e frittura mista.

Oltre ad utilizzare il treno, un’altra possibilità per visitare le cinque terre è quella di servirsi del traghetto, parte sempre da La Spezia, e ferma in tutti i Comuni tranne Corniglia. Utilizzando questa possibilità si può salire e scendere liberamente tra i borghi, trascorrervi il tempo necessario per visitarli per sdraiarsi sulle spiagge o fare un bagno. Dal mare si ha anche un’altra visuale di questa incantevole destinazione che lascia stupefatti. Per organizzarsi la giornata al meglio consultare il sito, dove si trovano prezzi giornalieri, fermate ed orari di ripartenza.

La prima giornata l’ho passata in spiaggia all’isola di Palmaria di fronte a Portovenere prendendo il traghetto da La Spezia, ci si arriva in circa mezz’ora.

Ho scelto questa prima tappa per godermi una giornata di tranquillità al mare senza fare alcunché ben sapendo che seguendo i sentieri si possono vedere spazi incontaminati, stupende vedute dalle falesie e conoscere la storia militare di quest’isola. La spiaggia era quella del Pozzale, la si raggiunge dall’imbarco omonimo, con qualche difficoltà, perché il sentiero è un po’ scosceso.

È una spiaggia di ciottoli con pochissima sabbia sparsa qua e là, circondata da una piccola pineta dove ripararsi nelle ore più calde e soleggiate della giornata. L’acqua del mare è pulita e limpida e il suo colore invoglia a farci un tuffo facendo attenzione, meglio munirsi delle cosiddette scarpe da scoglio.

Partiamo dal Comune di Riomaggiore, il primo paese partendo da La Spezia. Pare sia stato fondato da profughi greci nel lontano settecento, anche se i primi cenni storici si hanno verso la metà del milleduecento. Arrivandoci, via mare, saltano subito all’occhio i colori pastello delle sue abitazioni, perlopiù a due piani e la sua struttura completamente in salita. I monumenti da visitare, la chiesa di San Giovanni Battista e il castello, sono posti nella parte superiore del paese. Da Riomaggiore partono alcuni sentieri in direzione di Portovenere e di Manarola Il più famoso, La via dell’Amore, inizia vicino alla stazione dei treni e congiunge le due località.

A strapiombo sul mare era chiuso allora come oggi a causa della frana avvenuta nel 2012 e la continua erosione del mare lungo il percorso. E le spiagge? sono sostanzialmente due e si trovano tutte sulla sinistra del piccolo porto formate da ciottoli, scogli e grandi pietre, non sono attrezzate. La più intrigante è la spiaggia del Canneto, bella ma quasi irraggiungibile a piedi, la particolarità è la cascata di acqua dolce che scende dalla collina sovrastante. Il mare è comunque color turchese con variazioni tra il verde e il blu profondo. Attenzione alle mareggiate, diventa molto pericoloso fare un tuffo o un bagno.

Proseguendo, in treno o con il traghetto, la seconda tappa è Manarola. Costruita sopra uno spuntone di roccia, quando si arriva sia dal mare che dal sentiero che lo congiunge a Corniglia, si rimane affascinati dalle tipiche abitazioni di questo paese, sembrano torri, che con i loro colori sgargianti soprattutto al tramonto, illuminano e trasformano il paese in una borgata fiabesca dall’aria romantica.

La sua storia è antica, pare da popolazioni che da Volastra si sono spinte verso il mare. È nel tredicesimo secolo però che appaiono le prime notizie scritte. Da vedere sono la chiesa di San Lorenzo, edificata nel 1338 in stile gotico, interessante per il suo rosone in marmo di Carrara. Purtroppo, non c’è una spiaggia, è possibile fare il bagno solo sugli scogli vicino al porto, ma ci si può sdraiare a prendere il sole lungo il lastricato che porta verso il mare.

L’ unica località delle Cinque Terre non raggiungibile con il traghetto è Corniglia perché situata su un promontorio tra Manarola e Vernazza. Dalla stazione dei treni per raggiungere il paese si devono salire più di trecento gradini. Il paese si distende lungo la via che porta alla terrazza panoramica da dove si ha una magnifica vista della scogliera che va da Manarola fino verso Vernazza.

La storia di Corniglia ci dice che è di origine romana poi, in epoca medioevale, segue quella dei territori limitrofi passando da Conti di Lavagna fino ai Genovesi. Da vedere non c’è un granché, la chiesa di San Pietro, di architettura gotica all’esterno e barocca al suo interno. Le spiagge sono, la marina di Corniglia, un piccolissimo anfratto con poca sabbia e molti sassi raggiungibile dal centro del paese con una scalinata. L’ altra è una lunghissima spiaggia molto stretta e sassosa che si spinge verso Manarola, in quel tempo non agibile perché soggetta a frane e smottamenti. Poi c’è la spiaggia di Guvano, per nudisti e raggiungibile solo via mare.

Ho percorso il sentiero che collega Corniglia a Manarola passando per la località di Volastra, dove sorge il Santuario di Nostra Signora della Salute, costruzione del dodicesimo secolo. Il percorso è caratteristico, circondato da muretti a secco, olivi e vitigni da una bella vista panoramica sulle Cinque Terre.

Altro sentiero percorso è stato il sentiero azzurro che unisce Corniglia a Vernazza. Arrivando da questo sentiero si vede la scogliera su cui si erge questo borgo fortificato di cui rimangono ancora oggi alcuni resti.

Fondato intorno all’anno mille, come punto di approdo e partenza per le navi utilizzate per difendersi dai Saraceni, questo villaggio è andato sempre più popolandosi in seguito all’arrivo di persone che abitavano le alture circostanti.

Dall’alto ci si accorge immediatamente della bellezza di questo paese percorso da piccole viuzze tra le case colorate che confluiscono al porto, il centro vitale di questa borgata. Altra caratteristica meraviglia sono i muretti a secco e i terrazzamenti per la coltivazione della vite. Qui le spiagge sono due, la prima in pieno centro accanto alla chiesa di Santa Margherita, la spiaggia di sabbia è molto piccola, ma ci si può distendere anche sugli scogli che la delimitano da cui ci si può tuffare. L’altra è una spiaggia sassosa, spesso battuta dal vento e quindi può essere alquanto difficoltoso entrare in acqua. Si raggiunge attraversando un tunnel che parte dalla via centrale. Da visitare oltre alla chiesa di Santa Margherita di Antiochia, costruita nel milletrecento, con la sua maestosa torre ottagonale con una cupola o forma di ogiva. All’interno l’altare barocco e un crocifisso in legno del millesettecento. Vicino alla stazione dei treni è visitabile la piccola cappella di Santa Marta di Betania soprattutto per la statua della Santa contenuta al suo interno. Quello più appariscente è il Castello dei Doria, che si innalza sullo sperone di roccia che domina il porto, un maniero con colpiti difensivi con una struttura irregolare vista la posizione. L’entrata è a pagamento.

Ultima località delle cinque terre è Monterosso al Mare, partendo da La Spezia, è anche il paese più popoloso. Al centro di un piccolo golfo, diviso in due da una piccola punta, da una parte Fegina, la zona residenziale con la stazione dei treni e l’ampia spiaggia omonima, dall’altra il centro storico raggiungibile attraversando il tunnel pedonale.

La storia ci riconduce all’anno mille per trovare il primo insediamento di popolazioni che sono scese verso il mare. Il passato, poi, ci dice che gli eventi seguirono più o meno l’evoluzione dei paesi limitrofi fino ad entrare nell’ambito genovese. In seguito con l’arrivo di Napoleone seguì le disavventure genesi del Regno d’Italia. È l’unico dei cinque borghi ad avere una lunga spiaggia sabbiosa, la spiaggia di Fegina, per la maggior parte attrezzata, ma con un piccolo tratto libero, termina con un grosso scoglio. Una lunga passeggiata lungomare si estende rasente questa spiaggia, qui si trovano diversi locali e gelaterie. Altra spiaggia, di fronte al centro storico, dal promontorio che divide in due il paese fino alla statua del gigante, è quella di Monterosso o meglio del Gigante, un miscuglio di ciottoli e sabbia, attrezzata.

Arrivato in battello mi sono steso al sole tutto il giorno senza visitare alcunché, quindi non saprei dire cosa vedere nel centro storico o nelle vicinanze. Infine, Portovenere, l’ho vista solo dal mare però mi sono rimasti impressi i colori delle abitazioni che danno sul mare e i resti della chiesa di San Pietro perché a picco sul mare, è una costruzione del Quattrocento.

Per avere una chiara visione dei sentieri delle Cinque Terre è utile consultare il sito del Parco Nazionale, ne esistono anche altri come, ad esempio, questo sito, altrettanto pratici per fare trekking senza inconvenienti di alcun tipo.

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