L’Islanda mutevole (7° parte)

Raggiungere i fiordi occidentali vale senza dubbio la pena anche se la strada non è sempre asfaltata e quando piove le sue condizioni diventano molto difficili. Per arrivarci si deve percorrere la ruote 60 da Bifrost, dove ho soggiornato presso l’hotel omonimo di cui non ho un buon ricordo.

Se molte zone dell’Islanda sono ormai meta di un turismo in continua crescita, non si può dire che sia cosi per i fiordi occidentali, una zona particolare, stupenda, selvaggia ed isolata allo stesso tempo. E’ un susseguirsi di baie incastrate tra alte scogliere, cascate chiesette nere e piccoli paesi colorati. Oltre alla 60 ci sono altre strade che seguono le insenature di questa porzione di Islanda, dipende dal tempo che si ha a disposizione e si vuole investire per scoprire questa bellezza incontaminata.

Ho soggiornato presso la guest house Bjarkarholt, dove mi sono trovato molto bene, stanza pulita, ambienti spaziosi e cucina ben attrezzata, ma soprattutto per la disponibilità e la pazienza del proprietario. Attraversando la strada ci si può immergere nella piscina di Krosslaug, per non confondersi quando la si cerca sulla mappa è meglio indicarla come Birkimelur. E’ più suggestivo però rilassarsi nel hot pot appena sotto anche per la magnifica vista sul Breidafjordur e perfino, con il cielo limpido, sul ghiacciaio Snefellsjokull.

Da vedere oltre alla cascata di Dyniandi e del suo fiordo anche le spiagge, soprattutto la più famosa, Raudasandur, una lunga distesa di sabbia color oro che cambia la sua colorazione a seconda dell’illuminazione solare che la distingue dalle altre spiagge Islandesi per lo più laviche. L’avvistamento di vari tipi di uccelli o delle foche dipende dalla stagione in cui la si va a visitare, attenzione alla strada, completamente sterrata e anche stretta che conduce alla spiaggia.

Al ritorno, senza fare molti chilometri, ho preso il traghetto che collega Stykkisholmur con partenza da Brjanslaekur, le partenze ci sono con qualunque situazione di tempo e di mare, il viaggio ha una durata di tre ore circa. La traversata può essere allietata dal tramonto o, se si è particolarmente fortunati, dalla vista di balene o altri animali marini, io ho visto due orche che attraversavano la chiglia del traghetto.

Stykkisholmur è un paese molto carino, io ho alloggiato presso la guesthouse Akkeri dove ho trovato oltre allo splendido alloggio una famigliarità invidiabile della proprietaria che durante la consumazione di un’ottima colazione ci ha indicato dove andare e cosa vedere, luoghi più o meno turistici ma che incontravano il suo gusto. Da lì si parte per visitare le bellezze della penisola di Snefellsnes iniziando dal monte Helgafel, sacro agli islandesi, e distante pochi chilometri.

Ai piedi c’è una piccola casetta dove pagare 400 corone islandesi per percorrere il sentiero che ti porta sulla cima, io sono stato accompagnato da un bellissimo labrador nero come la lava.

Per arrivare in cima bastano solo una decina di minuti ma la vista sulla baia che si gode compensa tutti gli eventuali sforzi. La leggenda dice che se salendo non si pronuncia parola verranno soddisfatti tre tuoi desideri, chiaramente non vi dirò mai se e quali desideri ho espresso e se sono stati esauditi. Proseguendo sulla 54 si arriva a Grundarfjordur, un piccolo paese ancora dedito alla pesca, che si connota soprattutto per la sua posizione all’interno di una baia il cui panorama che si allarga sulle montagne circostanti è stupendo, già da qui si vede davanti la penisola di Kirkjufell e verso sinistra la cascata di Grundarfoss, altra bella cascata, spesso trascurata, per due motivi, il primo perché la si può ammirare anche da lontano e il secondo dalla fretta di arrivare a Kirkjufell. La si raggiunge con un’escursione di circa quindici minuti.

Ma veniamo a Kirkjufell, resa famosa anche dalle riprese di Games of Thrones. per questo è la montagna più fotografata d’Islanda. E’ alta 463 metri, si può arrivare sulla cima con un’escursione di circa un’ora e mezza su un sentiero molto ripido e poco sicuro, quindi sconsigliabile, ci sono stati anche dei morti, anche se senza dubbio da lassù la vista sarà spettacolare.

Ai piedi di Kirkjufell si trova Kirkjufellfoss, una cascata di piccole proporzioni, se comparata con altre del paese, ma la maggior parte delle foto che trovate sui social è fatta dalla parte est , proprio dalla parte della cascata, vi consiglio anche la facciata opposta, l’immagine è alquanto suggestiva. Continuando in direzione di Ólafsvík ci si può fermare negli appositi parcheggi ed ammirare il fiordo di Kolgrafa subito dopo aver attraversato il suo caratteristico ponte.

Proseguendo sulla 54 svoltando verso sinistra si sale percorrendo una strada ben tenuta e pulita, anche se ai lati c’è la neve, al culmine si ha una vista spettacolare della sponda meridionale della penisola di Snefellsnes, dove alcune tappe sono “obbligatorie”. La prima meta è la  chiesa nera, Búðakirkja, considerata un monumento nazionale, anche per questo molto apprezzata dai turisti e dai fotografi. Costruita nel tipico stile islandese Il suo colore si contrasta con il bianco del contorno delle sue finestre e della neve delle montagne circostanti ma allo stesso tempo può mescolarsi con il paesaggio lavico, e il verde dei campi che la circondano. A poca distanza già dalla strada si vede la cascata di Bjarnafoss, che precipita per ottanta metri da una parete basaltica, è una delle cosiddette cascate volanti in quanto la sua portata è minima e se c’è vento l’acqua si nebulizza interrompendo il flusso, Altra fermata d’obbligo è la spiaggia di Ytri Tunga, detta anche delle foche perché qui è abbastanza facile avvistarle mentre prendono il sole sulla scogliera. Attenzione ai cartelli che invitano a mantenere una certa distanza, almeno cinquanta metri, il silenzio e il rispetto per gli animali soprattutto quando hanno i cuccioli.

La spiaggia è sabbiosa di color oro, costellata da massi grigiastri ed alghe, perciò con la bassa marea è più facile avvicinarsi alle foche che si mimetizzano molto bene con il colore delle rocce. Proseguendo sulla 54 si arriva a Borgannes, affacciata sul Borgarfjörður, solitamente è la tappa prima di intraprendere la visita della penisola di Snefellsnes quando si fa in giro dell’Islanda in senso orario, altrimenti ci si congiunge con la route numero 1 che ci porta a Reykjavík.

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