L’ISLANDA MUTEVOLE (6° parte)

Sempre seguendo la route numero 1, anche tagliando per Egilstadir attraverso la 65 e poi ricongiungendosi alla Ring Road si arriva nella regione di Mytvan.

Prima di arrivare in vista del lago sulla sinistra, ma già anche da lunga distanza, si vede una zona caratterizzata da molto fumo e poca vegetazione, sono le fumarole di Hverir. Arrivati al parcheggio ci si dirige lungo il sentiero transennato con corde da dove, senza pericolo di scottarsi, oltre alle fumarole si possono osservare piccoli crateri di fango ribollente e coni di pietre fumanti. Il sentiero escursionistico poi si allunga fino alla sommità della collina di Námafjall, io non lo ho percorso perché aveva appena piovuto e il terreno scivoloso si attaccava alle scarpe.

Ovviamente il terreno è molto acido per questo il verde scarseggia e il colore predominante è l’ocra che si mescola con il blu scuro delle pozze di fango e con il rosso delle pietre. A mio avviso basta mezz’ora per rendersi conto della bellezza di questo paesaggio “lunare” soprattutto perché il forte odore di zolfo rende poco piacevole la respirazione, un consiglio a questo proposito: fate attenzione al cambio di direzione del vento ci si potrebbe trovare avvolti da una nube di vapore ovviamente maleodorante. Superato il passo di Námafjall sulla sinistra si intravvede il lago di Myvatn, al bivio con la 848 viaggiamo lungo la sponda orientale, dopo pochi chilometri incontriamo la prima deviazione sempre sulla sinistra, se la percorriamo arriviamo al parcheggio di Grjótagjá.

Come dice il nome si tratta di una piccola grotta lavica all’interno della quale c’è una fonte di acqua calda in cui una volta ci si poteva immergere, ora è vietato perché la temperatura raggiunge oltre i 50 gradi. Il parcheggio è piccolo e pieno di fastidiosissimi moscerini, d’altronde Myvatn in Islanda significa lago dei moscerini quindi non c’è da stupirsi.

Sono i colori all’interno della grotta che la rendono meravigliosa, soprattutto quando filtra il sole che fa scintillare l’acqua di un azzurro cristallino e si confonde con il vapore acqueo che scaturisce dalla fonte. Proseguendo sulla 848 sempre sulla sinistra dopo pochi chilometri ci viene segnalata la deviazione per il vulcano Hverfjall, la strada completamente sterrata, conduce ad un ampio parcheggio dotato anche di servizi igienici.

La sua forma conica nera si nota già da lontano e dal parcheggio un ripido sentierino ci porta sulla cresta, poi continua sia verso destra che verso sinistra lungo tutta la circonferenza, per una passeggiata di più di un chilometro sulla bocca del vulcano. Il suo cratere, anche se si è formato 2500 anni fa, è conservato benissimo e per questo è vietato uscire dai sentieri segnalati per preservare la fragilità di questo ambiente.

Dalla sommità si gode di una vista a 360 gradi sui dintorni del lago.

Proseguendo si trova un’altra deviazione, sempre sulla sinistra per arrivare al parcheggio del campo di lava di Dimmuborgir, sono pilastri di lava di forma differente come molti altri che si possono vedere in Islanda, io sono passato oltre per fermarmi al parcheggio di Hofdi, e per percorrerne i sentieri scoprendo la gradevolezza di questo paesaggio, dove lava e vegetazione di alberi e fiori si specchiano nelle acque del lago facendo da rifugio a varie specie di uccelli e anche, purtroppo di insetti che soprattutto in estate sono particolarmente fastidiosi.

Successivamente arriviamo al lago, di origine vulcanica, è il quarto in Islanda per grandezza, anche se poco profondo, ma è il luogo che tutti vogliono vedere per la spettacolarità dei suoi colori contrastanti e l’ attività vulcanica dei dintorni ampliata anche dall’attività della Dorsale Medio Atlantica che attraversa tutta l’isola. Fermandosi ad osservare attentamente si potrà vedere come questo lago dia rifugio a molte specie di uccelli, ma anche purtroppo di insetti fastidiosi soprattutto in estate.

Un altro fenomeno non trascurabile sono gli pseudocrateri di Skútustadagígar dal parcheggio di fronte all’hotel Sel, dove ho soggiornato, si dipartono due diversi sentieri, uno si dirige verso l’alto mentre l’altro fa il giro a queste formazioni dal basso.

Raramente questo fenomeno viene raccomandato per una visita. Chiariamo subito che non sono crateri vulcanici quindi non c’è nessuna colata lavica da vedere ma sono innalzamenti del terreno causati dall’implosione del terreno dovuta al gas della lava che scorre sul terreno umido.

Oltre alla loro singolarità regalano una splendida vista sul lago.

Per scelta non mi sono immerso nelle calde acque della Mývatn Nature Baths, molto simile, anche se in piccolo alla Laguna Blu e non mi sono neanche recato al vulcano Krafta anche se ben conscio che sarebbe da visitare, ma solamente per il lago che si è formato all’interno del suo cratere.

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