Iniziamo da Ortigia, provenendo dal castello di Maniace, dopo aver osservato la statua di Ikaria e superato l’affaccio dedicato ad Enzo Maiorca, camminando lungo la via che costeggia il mare troviamo la spiaggia di Cala Rossa. Si tratta di una piccola spiaggia artificiale con ciottoli e sabbia con alcuni scogli e frangiflutti per cui il mare, limpido e di un azzurro intenso è sempre calmo, è gratuita e non attrezzata, vi si accede scendendo una scaletta ci sono anche delle docce di acqua dolce, una bella comodità. Se si vuole prendere il sole è consigliabile frequentarla di mattino perché è a levante quindi il pomeriggio c’è ombra.
Proseguendo lungo via Lungomare di Ortigia che diviene via Eolo arriviamo al Forte Vigliena un’antica fortificazione spagnola del ‘600, poco prima vediamo la spiaggia detta Diana nel Forte, anch’essa senza servizi è raggiungibile con una lunga scalinata che passa attraverso una piattaforma artificiale sopraelevata dove è possibile stendersi al sole dopo una rinfrescante nuotata e un tuffo in acque limpide e cristalline. Il fondale è roccioso per cui sono consigliate le scarpette da scoglio. Durante la stagione estiva entrambe sono sempre molto affollate però vale la pena fermarsi anche perché da qui si ha una vista molto particolare di Ortigia.

Se invece ci fermiamo prima di arrivare in città troviamo due spiagge davvero bellissime dove fare una pausa. La prima, la più distante, circa venti chilometri, è quella dell’oasi del Gelsomineto meglio conosciuta come spiaggia della Marchesa che prende il nome dalla Marchesa di Cassibile che l’aveva scelta come spiaggia favorita. Si trova vicino alla foce del fiume Cassibile quindi inserita nella Riserva naturale di Cavagrande del Cassibile. Non ci sono servizi pubblici per raggiungerla, è un spiaggia libera, ma il parcheggio è a pagamento. La sua caratteristica oltre alla sabbia bianca che degrada dolcemente in un mare dalla colorazione chiara e trasparente che invita ad un tuffo, è il bosco dove nascevano molti gelsomini. Sulla destra ci sono due grotte accessibili e una staccionata con sentieri che portano ad una scogliera con delle rocce lisce.
Cinque chilometri più avanti c’è la più frequentata dagli abitanti di Siracusa ovvero Fontane Bianche, il suo nome deriva dalle sorgenti di acqua dolce del sottosuolo è lunga più di un chilometro e quindi è la più estesa del siracusano la sua conformazione assomiglia molto ad una baia perché è racchiusa tra due pareti di roccia. Qui c’è sia la possibilità di frequentare lidi attrezzati che di fermarsi sulla spiaggia pubblica, in entrambi i casi ci si può distendere su una sabbia dorata e finissima, che degrada leggermente verso un mare di un’azzurro delle diverse sfumature che tendono al turchese.

Un’altra spiaggia dove fermarsi assolutamente è quella di Calamosche che si trova all’interno della riserva faunistica di Vendicari, però è vietata agli animali domestici per questo motivo non ho potuto visitarla. Il divieto è esteso all’intera area per proteggere la fauna che vive nella riserva. Ovviamente ce ne sono altre come ad esempio quella del lido di Avola o della Riserva naturale del Plemmirio oppure ,scendendo più a sud, quella di san Lorenzo vicino a Marzamemi o meglio ancora quella antistante all’isola delle Correnti che è il punto più meridionale della Sicilia.
Quest’ultima spiaggia merita una visita, infatti con la bassa marea si riesce ad arrivare sull’isolotto antistante qui si trovano quel che rimane di un faro ormai abbandonato attorniato da vegetazione mediterranea. Si dice che qui attraccò Ulisse ritornando da Troia, almeno così narra la leggenda e San Paolo nel suo viaggio da Malta verso Roma.

La spiaggia, per gran parte libera, ha la sabbia dorata e molto fine e declina lentamente verso Il mare con un colore in continuo mutamento grazie allo scontrarsi delle correnti, da qui il nome dell’isola, dei due mari, lo Ionio e il Mediterraneo che qui confinano, quindi non sempre calmo e limpido. In alcuni mesi dell’anno alcune aree della spiaggia sono chiuse per proteggere le uova della tartaruga caretta caretta. Prima di arrivare all’isolotto si trova, posta su un piedistallo, la statua del Cristo Redentore a braccia aperte sembra quasi abbia un gesto di accoglienza.