Il suo soprannome deriva, infatti, dalla sua posizione geografica e dalla sua storia di sestiere veneziano, perciò, dopo Fiume, Zara, o Zadar in croato, merita sicuramente una visita. Se si decide di fermarsi per poche ore è indispensabile visitare il suo centro storico partendo dalla Porta di Terraferma, nei dintorni ci sono comodi parcheggi.
Molto ben conservata presenta tre arcate separate da colonne doriche, sopra quella centrale, più larga, è ben visibile San Crisogono a cavallo, che fu vescovo di Aquileia e martire e innalzando ancora lo sguardo c’è il leone di San Marco. La sua edificazione risale alla metà del XVI secolo quando i Veneziani decisero di rafforzare ulteriormente la cinta muraria, è ritenuta il più bel monumento in stile rinascimentale di Zara.

Scendendo una scaletta si arriva sul molo seguendo le mura cittadine, erette nel XII secolo e patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. Fungevano da fortificazione contro le invasioni dei Turchi e testimoni della storia di questa città, che inizia già dal IX secolo a.C., data della sua fondazione ad opera della tribù dei Liburni. In seguito legata a Roma, con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, passò sotto il controllo di Bisanzio. La Dalmazia nel X secolo subì le invasioni di popolazioni barbariche come i Goti e i Croati, poi venne sottomessa dai Veneziani e Zara divenne un’importante città per il commercio. Questa dominazione terminò, tra parentesi più o meno lunghe di guerre, conquiste e riconquiste, alla fine del XVIII secolo. Fino al termine della prima guerra mondiale Zara era la capitale del Regno di Dalmazia inclusa nell’Impero Asburgico, dopo divenne territorio italiano e con la sua occupazione da parte dei partigiani di Tito venne annessa alla Jugoslavia e dal 1991, con la dissoluzione di questo Stato fa parte della Croazia.
Continuando la passeggiata, girato l’angolo, vediamo in lontananza la statua che raffigura lo zoologo e malacologo croato Špiro Brusina, proseguendo la nostra camminata fino alla punta raggiungiamo due famose installazioni, la prima è l’Organo Marino. Una scalinata che degrada verso il mare, lunga una settantina di metri, al di sotto ci sono trentacinque canne diverse tra loro per inclinazione, lunghezza e diametro, il suono che si sente è prodotto dalle onde e si diversifica per tono e accordi anche secondo le maree, un esempio è proposto qui sotto.
La seconda, a poca distanza, è il Saluto al Sole, un grande cerchio dal diametro di ventidue metri formato da trecento pannelli fotovoltaici che accumulano la luce diurna per poi liberarla di sera creando effetti luminosi spettacolari. Fermandosi al tramonto, si può godere di una scenografia fatta di colori e suoni fantastici. Entrambe queste strutture sono opera dell’architetto Nikola Bašić.

In poco tempo si arriva alla Cattedrale di Sant’Anastasia. Edificata, in stile romanico in due momenti nei secoli XII e seguent,e anche se la porzione più antica è di tre secoli precedenti, eretto su una basilica paleocristiana. La facciata, splendidamente decorata, è divisa in due ordini, inferiormente ci sono tre portali, sopra quello al centro si vede un bassorilievo raffigurante la Madonna con Bambino fra i Santi Crisogono ed Anastasia, superiormente un frontone con un rosone. Il campanile costruito nel ‘400 e terminato quattro secoli più tardi è in stile neoromanico e salendo sulla cima si ha una notevole vista sui tetti del centro storico di Zara, Internamente le tre navate presentano dei colonnati con capitelli corinzi, nelle absidi degli affreschi duecenteschi, in quella di sinistra le reliquie di Sant’Agata e nel presbiterio un coro ligneo del’400 ma quello che attira l’attenzione dei visitatori è il Polittico di Zara che si trova nel Museo della chiesa.
Adiacente c’è la Chiesa di San Donato costruita a pianta circolare nel IX secolo con uno stile che riassume l’architettura romana e quella bizantina, non più utilizzata per le funzioni religiose fin dal ‘700, oggi ha la funzione di auditorium per la sua notevole acustica. Negli anni trenta del secolo scorso venne demolita una parte per cui oggi è visibile e visitabile solo la parte circolare della chiesa, internamente la struttura presenta una cupola e tutt’intorno, in senso circolare un corridoio, un deambulatorio, con un matroneo, ripetuto anche ai piani superiori, superiormente tre absidi dove si svolgevano i riti liturgici. Nelle fondamenta si scorgono alcuni resti antichi tra cui un altare e la base della statua dedicata a Giunone.

Dall’alto si possono vedere i resti del Foro Romano, eretto dall’imperatore romano Gaio Giulio Cesare Ottaviano, come dicono le iscrizioni sulle pietre, un tempo chiuso sui lati da un porticato e abbellito da statue, era il centro della vita commerciale, economica e politica del tempo.

Dirimpetto al foro si erge la Chiesa di Santa Maria si pensa costruita già nell’anno mille, dalla facciata inconfondibile in stile veneziano con il campanile romanico, con due piani di bifore e nello spazio delle campane delle quadrifore. Internamente le tre navate sono caratterizzate da pregevoli stucchi. Da qui proseguendo sulla via principale, Kalelarga, magari fermandosi a gustare un buon gelato, arriviamo in Piazza dei cinque Pozzi che deve il suo nome proprio ai cinque pozzi presenti e molto ben conservati. La piazza costruita verso la fine del XVI secolo dai veneziani durante l’assedio alla città da parte degli Ottomani, è circondata dalle mura medioevali. I pozzi servivano per distribuire l’acqua alla popolazione. Salendo una scalinata si entra in un bellissimo giardino da cui si ammira la Porta di Terraferma, infine attraversando il parco Vladimir Nazor si raggiungono i parcheggi più vicini.
Ovviamente ci sono altri musei che si possono visitare, soprattutto due, quello del Vetro Antico che è trova nel classicistico palazzo Cosmacendi, costruito nella metà dell’800, ospita una vasta collezione di manufatti in vetro che vanno dal I secolo a.C. al V secolo d.C., ci sono anche alcuni laboratori che dimostrano la tecnica di soffiatura del vetro, quella della fusione e l’uso del cannella per la produzione di gioielli. Un altro museo da visitare è quello Archeologico su tre piani, diviso in sezioni che raccolgono oggetti che vanno dal periodo paleolitico fino al XII secolo e che rivelano i mutamenti avvenuti nella regione della Dalmazia.
Volendosi fermare qualche giorno si può approfittare delle spiagge per fare un bagno o crogiolarsi al sole, le più vicine al centro sono in ordine di distanza la Mini Beach, poco conosciuta e perciò meno affollata e piu tranquilla, in dieci minuti a piedi ci si può spostare alla Kolovare, spiaggia pubblica, attrezzata con una pineta dove rifugiarsi nelle ore più calde, altri cinquecento metri, sempre a piedi e arriviamo a Karma Beach spiaggia di ciottoli e in parte con lastre di cemento con acque calme e poco profonde, spesso molto affollata anche perché vicina a molte discoteche, infine spostandoci ancora si può fermarsi al parco di Punta Bajlo, che si trova alla fine di una piccola penisola a sud della città, la spiaggia è di ciottoli, cemento e pietra ed è inserita in una pineta, quindi molto ombreggiata.il parcheggio è gratuito.
Uscendo una decina di chilometri dalla città e dirigendosi verso nord troviamo la Borik Beach che alterna ciottoli e sabbia è sempre molto affollata perché adatta alle famiglie visto che degrada lentamente verso il mare, si raggiunge anche con i mezzi pubblici ed è dotata di un parco acquatico e di altre strutture di divertimento, poi continuando per altri sei chilometri la Diklo Beach, una spiaggia di ciottoli, meno turistica di quella precedente ma anch’essa fornita di tutti i servizi.
Diversificando ulteriormente si possono scegliere delle gite in barca che raggiungono le isole difronte alla città come il Parco Nazionale delle isole Kornati, l’arcipelago più esteso del Mediterraneo, composto da 89 isole dove il mare limpido e molto pulito è incorniciato da spiagge perlopiù di ciottoli, l’unica di sabbia si trova sull’isola di Lavernata, o ancora Dugi Otok dove l’attrazione sono le spiagge, come ad esempio la baia di Sakarun, e la natura un luogo dove trascorrere una vacanza in tranquillità.