Zara, detta anche la Venezia dell’altra sponda.

Il suo soprannome deriva, infatti, dalla sua posizione geografica e dalla sua storia di sestiere veneziano, perciò, dopo Fiume, Zara, o Zadar in croato, merita sicuramente una visita. Se si decide di fermarsi per poche ore è indispensabile visitare il suo centro storico partendo dalla Porta di Terraferma, nei dintorni ci sono comodi parcheggi.

Scendendo una scaletta si arriva sul molo seguendo le mura cittadine, erette nel XII secolo e patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. Fungevano da fortificazione contro le invasioni dei Turchi e testimoni della storia di questa città, che inizia già dal IX secolo a.C., data della sua fondazione ad opera della tribù dei Liburni. In seguito legata a Roma, con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, passò sotto il controllo di Bisanzio. La Dalmazia nel X secolo subì le invasioni di popolazioni barbariche come i Goti e i Croati, poi venne sottomessa dai Veneziani e Zara divenne un’importante città per il commercio. Questa dominazione terminò, tra parentesi più o meno lunghe di guerre, conquiste e riconquiste, alla fine del XVIII secolo. Fino al termine della prima guerra mondiale Zara era la capitale del Regno di Dalmazia inclusa nell’Impero Asburgico, dopo divenne territorio italiano e con la sua occupazione da parte dei partigiani di Tito venne annessa alla Jugoslavia e dal 1991, con la dissoluzione di questo Stato fa parte della Croazia.

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