Bergamo alta, la più conosciuta.

Arroccata sul colle è racchiusa dalle mura venete, un dedalo di stradine raggiungibile in diversi modi, anche con la funicolare che in pochi minuti, superando un dislivello di ottantacinque metri, partendo da Viale Vittorio Emanuele II, arriva a Piazza Mercato delle Scarpe attraversando le mura veneziane. Venne costruita verso la fine del XIX secolo funzionando a vapore per poi essere rimodernata nei primi anni del secolo seguente con il raddoppiamento dei binari e la realizzazione di una sala d’attesa, a monte, con vista sulla città bassa, negli anni successivi vi furono continui adeguamenti delle stazioni, dei binari che hanno misure differenti e delle vetture. Una seconda possibilità, qualora la fila per prendere la funicolare fosse molto lunga, oppure in fase di discesa, è a piedi percorrendo via Salita della Scaletta, parte alla sinistra della funicolare, incrocia vicolo San Carlo ed entra nella città alta attraversando Porta San Giacomo.

La porta fu costruita alla fine del XVI secolo in marmo bianco delle cave di Zandobbio in sostituzione di una precedente lignea, sul frontone è visibile il Leone alato simbolo della dominazione veneziana, è una delle quattro porte d’ingresso alla città, l’attraversamento è pedonale.

Sia a destra che a sinistra si estendono le mura veneziane, patrimonio UNESCO. Sono state erette nel XVI secolo e sono ancora molto ben conservate per cui non sono stati necessari molti interventi di restauro se non per trasformare le cannoniere e i terrapieni. Oggi percorrere tutto il perimetro, sono circa sei chilometri, soprattutto nei fine settimana quando c’è la chiusura del traffico, permette di avere una vista sulla città, ma anche di tutte quelle strutture che ne fanno parte come i baluardi o le garitte intervallando una pausa sulle comode panchine.

Entrandovi possiamo ammirare subito sulla destra Palazzo Nuovo, rimasto sede del Comune per quasi trecento anni, precisamente dal 1614 al 1873. Edificato appunto nel XVII secolo ma finito solamente nel XX, con l’apposizione delle statue della facciata, in marmo bianco, che si amplia su tre piani, il primo caratterizzato da una serie di archi, il secondo da grandi finestre, tre delle quali con importanti strutture sovrastanti, il terzo, più basso anch’esso finestrato. Oggi è la sede della Biblioteca Angelo Mai. Al centro si erge la fontana Contarini, della fine dell’700, in marmo di Zandobbio, composta da una vasca centrale con ai lati opposti due sfingi da cui zampilla l’acqua che viene raccolta in una piccola vasca di fronte a loro, con al fianco due colonne con serpenti attorcigliati il resto dello spazio è delimitato da leoni accovacciati, ricordano Venezia, collegati tra loro da una robusta catena in ferro.

Sulla sinistra il Palazzo della Ragione, del XII secolo, è il più antico palazzo comunale di tutta la regione con il suo portico che la divide da piazza del Duomo. La facciata principale, visibile da piazza Vecchia, un tempo era girata su piazza del Duomo, è caratterizzata da tre finestre, trifore in termine tecnico, sopra quella centrale, un leone di San Marco con un libro con la scritta pax. Di pregio anche i capitelli romanici che ornano i pilastri degli archi della parete sud, quella che guarda verso la Basilica di Santa Maria Maggiore, e quelli ad est, ovvero verso Palazzo del Podestà, il portico, aperto su tre lati, presenta invece delle colonne del’500 che sorreggono un loggiato a volte a crociera, sulla parete un bassorilievo raffigurante la Madonna con Bambino, sotto un lungo sedile di pietra usato oggi dai turisti per riposarsi.

Salendo la scalinata, del millequattrocento, che si vede sulla sua destra si entra, al primo piano, nella Sala delle Capriate, che prende il nome dalla conformazione del tetto, è la sede del Museo dell’Affresco della città dove sono racconti affreschi datati tra il XIV e il XV secolo tra cui l’ultima cena del Bronzino e reperti originariamente di altri edifici nobiliari della città. Questo museo ospita anche mostre ed esposizioni organizzate dal GAMeC, la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo.

Contigua si apre Piazza del Duomo, più piccola, ospita i massimi luoghi di culto della città. Usciti dal porticato del Palazzo della ragione sulla sinistra troviamo il Duomo, Cattedrale di Sant’Alessandro Martire, patrono di Bergamo, si pensa nel posto dove avvenne il martirio del Santo nl 303 d.C.. Edificata alla metà del XV secolo e terminata un secolo dopo, era consacrata a San Vincenzo, venne dedicata a Sant’Alessandro dopo la demolizione, avvenuta nel XVI secolo della primitiva chiesa a lui dedicata per costruire le mura veneziane. La facciata, neoclassica, presenta una scalinata che porta al portico d’ingresso composto da tre archi quelli laterali, più bassi, terminano con una piccola cupola affrescata sopra la quale c’è una statua in bronzo che rappresenta la Fede e la Speranza, su quello al centro ci sono san Pietro e San Paolo ai lati di Sant’Alessandro. Al livello superiore un grande finestrone con ai lati due nicchie con le statue dei primi vescovi della città, infine la cupola con la statua in rame di Sant’Alessandro con il vessillo, sotto la copertura si aprono delle grandi finestre quadrate. Il Campanile, più nascosto, di forma rettangolare molto stretta, è della fine del ‘600, venne poi elevato due secoli dopo. L’interno è a navata unica a croce latina con tre cappelle per lato che custodiscono dipinti di valore e un crocifisso cinquecentesco.

I pennacchi della cupola sono opera di Carlo Innocenzo Carloni che ritrae quattro profeti Isaia, Geremia, Daniele ed Ezechiele. Un’altra meraviglia è il presbiterio, soprattutto l’altare maggiore. Realizzato in marmo policromo, vi si possono distinguere tre ordini di livelli, nel primo ci sono le statue degli evangelisti, sopra san Paolo e San Pietro e all’ultimo livello la figura di Cristo che risorge, altri due dipinti di Enea Salmeggia arricchiscono l’altare. Il ciborio sovrastante è retto da alcuni angioletti con due angeli ai lati, alla base bellissimi altorilievi raffiguranti delle scene bibliche. Davanti, la mensa che ospita le reliquie di Sant’Alessandro ai lati le statue in argento dei santi Vincenzo e Alessandro.

Sulle pareti laterali due dipinti del ‘700 e sopra due organi, a sinistra l’organo detto, Bossi costruito nella metà del XIX secolo, a destra uno più moderno, del 2009 chiamato Corma. Ai lati del presbiterio due pulpiti in marmo. Il transetto ospita due cappelle, a destra quella dedicata ai santi Fermo, Rustico e Procolo, l’altare è ricco delle statue delle virtù e dei tre santi così come le pareti, a sinistra troviamo il maestoso altare delle Beata Vergine della Pietà ornato da una statua lignea dell’Addolorata, interessante sulla sua destra un piccolo organo a trasmissione meccanica, qui si esibisce normalmente la Cappella Musicale.

Quello anteriore, a tre ordini, presenta un arco sorretto da colonne i pilastri, superiormente una loggia con statue in marmo che raffigurano S. Alessandro a cavallo al centro, S. Barnaba a sinistra e S. Vincenzo a destra, alzando ulteriormente lo sguardo vediamo un’altra piccola loggia con al centro la Madonna con bambino ed ai lati, a destra Santa Grata ea sinistra Santa Esteria. Quello posteriore invece è ad un solo ordine in marmo colorato, con colonne che si fondano sui due leoni antistanti, sopra l’arco dai colori bianco neri intervallati si vede un elemento con la raffigurazione di Cristo e gli Apostoli.

Sempre sulla sinistra, dinnanzi all’arazzo dove si raffigura la Circoncisione di Gesù, si apprezza il confessionale realizzato da Andrea Fantoni nel 1704 usando tre tipologie di legno diverso, di noce per le parti in vista, di bosso per le formelle e di conifera per le parti non visibili. Alto tre metri presenta la struttura tipica dei confessionali, in alto centrale si erge la figura di Dio sulle nuvole, mentre le quattro statue ai lati, più in basso, raffigurano le virtù del confessore, misericordia, sapienza, mitezza e segreto confessionale.

Sulla destra il Battistero, costruito nel XIV secolo all’interno della Basilica di Santa Maria Maggiore è stato spostato più volte fino alla sua collocazione odierna avvenuta alla fine del XIX secolo. Di forma ottagonale, con la statua di un angelo sulla cupola, ad ogni angolo ospita esternamente, sopra il basamento, in marmo rosso, le statue della quattro Virtù cardinali: Giustizia, Prudenza, Fortezza e Temperanza, con l’aggiunta di altre tre: Fede, Speranza e Carità, l’ultima è quella della Pazienza intervallate da otto colonnine.

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