Parco Nazionale delle Calanques, una meraviglia naturale.

In Provenza nei comuni di Marsiglia, Cassis e La Ciotat, si estende il parco Nazionale dei Calanchi, istituito nel 2012, un concertato di natura sia marina che terrestre, un vero gioiello dai paesaggi unici dove la biodiversità, sono più di 140 le specie protette, tra cui l’aquila di Bonelli, si incontra con una ricchezza culturale invidiabile, ad esempio i graffiti della grotta di Cosquer, inaccessibile perché sommersa, ma visibili, ricostruiti, nel museo apposito, in definitiva sono da visitare almeno una volta nella vita. Cosa sono le Calanque? Sono delle piccole insenature circondate da alte falesie calcaree con ripidi pendii formatesi nel periodo giurassico, circa centoventi milioni di anni fa, ma in continua evoluzione grazie alla forza erosiva del vento e dell’acqua.

Come esplorare questa meraviglia naturale? Immergendosi, con gite in barca noleggiandola, con una crociera o con il kajak, a piedi lungo i sentieri ben segnalati ed immersi nella macchia mediterranea, oppure in automobile fermandosi negli apposti spazi per godere di uno spettacolo irripetibile. Attenzione perché da 1.giugno al 30 settembre l’ingresso è regolamentato per cui consultando il sito si accede alla mappa che indica a seconda del suo colore il rischio di incendi, quindi, il verde consente di accedere senza riserve al parco, il giallo indica una vigilanza rinforzata e con il rosso l’accesso è interdetto. Altre indicazioni riguardano i cani che devono essere sempre tenuti al guinzaglio, è vietato campeggiare e sono interdetti l’uso di droni e di motociclette, è sempre raccomandato portarsi tanta acqua e usare scarpe adatte al trekking.

Se si preferisce l’automobile si deve percorrere la Route des Crêtes, lunga 17 chilometri e molto tortuosa con curve e tornanti che collega Cassis a La Ciotat, seguendo la scogliera di Cap Canaille, la più alta d’Europa. Lungo la strada ci sono alcune aree di sosta dove fermarsi per godere degli scorci mozzafiato, di rocce dal colore variabile secondo l’ora del giorno che si tuffano in un mare dal blu profondo, per iniziare un trekking lungo i sentieri che si dipartono nei dintorni e che portano nella macchia mediterranea tipica della zona oppure per arrampicare sulle rocce a strapiombo sul mare. Se la giornata è limpida si arrivano a vedere perfino le isole di fronte a Marsiglia.

Prediligendo invece camminare si può partire da Marsiglia, meglio dal campus universitario di Luminy raggiungibile in auto, il parcheggio a sinistra dell’entrata è gratuito, oppure con diversi bus in partenza da alcune stazioni della Metro. Da qui si prende il sentiero GR6 che porta dapprima al belvedere di Sugiton, foto iniziali, un’ex torre di avvistamento, senza ombra di dubbio uno dei più belli dell’intero parco, da dove si vedono, sula sinistra il monte Puget, il più alto del parco, e la calanca di Sugiton, sulla destra la cala di Morgiou.

Ritornando al bivio, continuando sulla destra e scendendo lungo un altro sentiero prima cementato poi sterrato si arriva alle due spiagge di ciottoli della Calanques de Sugiton, in verità c’è un altro sentiero, ma molto ripido e scivoloso. In fondo vediamo due piccole insenature entrambe con una piccola spiaggia di ciottoli. Naturalmente si deve fare attenzione a come muoversi perché il terreno è franoso ed è anche facile inciampare nelle radici della folta vegetazione. Al centro della baia c’è un piccolo scoglio detto Torpilleur, somiglia ad una nave torpediniera, nuotare, è quasi doveroso in questo splendido pezzo di mare, anche se l’acqua è piuttosto freddina, per la profondità della baia, per il maestrale che spesso spira in questa zona e per le sorgenti d’acqua. In estate è sempre molto affollata in quanto le due spiagge sono contornate da numerose zone d’ombra.

La baia adiacente è la Calanque de Morgiu, la si raggiunge dalla cala di Sougiton percorrendo un sentiero non facilissimo, perché un tratto è attrezzato con una scaletta e delle catene, oppure ritornando in alto sul sentiero CR6 dove ad un certo punto troviamo un bivio, superato il Col de Sugiton, che scende sulla sinistra su un sentiero completamente sterrato e abbastanza nascosto e in poco tempo si arriva alla spiaggia, un’ulteriore possibilità è partendo dal parcheggio delle Baumettes.

L’insenatura è stretta, profonda , delimitata da un porticciolo molto pittoresco e da alcune case colorate, è abitata da una quarantina di persone. Sulla sinistra, alla fine del sentierino, si trova una piccola spiaggia di ciottoli, sulla destra invece parte un sentiero che porta a al promontorio di Cap Morgiou, da dove si ha una vista incredibile, percorrendolo si passa vicino alla grotta Cosquer. Sulla sinistra del porto una scalinata in pietra, scavata nella roccia ricorda la visita di Luigi XIII venuto in questo piccolissimo paesino, 40 anime, per pescare il tonno.

Infine c’è la Calanques de Sormiou raggiungibile dal parcheggio di Les Baumettes o di Cayolle (possibilmente da evitare per la sua cattiva reputazione), entrambi raggiungibili anche con i mezzi pubblici, un’altra soluzione è prenotare il pranzo al ristorante che si trova al porticciolo così si può parcheggiare la macchina. La strada è costeggiata da alcuni cabanon ovvero vecchi depositi per le barche. Le spiagge, una a destra quella più grande e due a sinistra del porto, piuttosto piccoline, tutte sono di sabbia e ciottoli.

Da Cassis il punto di partenza è Port-Miou ci si arriva facilmente dal centro della città in circa mezz’ora, è una baia molto stretta quindi ben riparata, lunga un chilometro e mezzo, creata dallo sfruttamento della cava di calcare. Un tempo porto di pescatori, oggi un ottimo approdo per le barche da diporto anche per la presenza di numerose boe e pontili. Percorrendo il sentiero che costeggia la calanca troviamo alcuni punti di ristoro, la spiaggia che si trova proprio all’inizio dell’insenatura è una sola, sabbiosa, molto piccola e poco adatta per fare un bagno o prendere il sole.

Continuando la passeggiata, seguendo i cartelli, dopo neanche un’ora si arriva a Port Pin, un’insenatura molto profonda che si raggiunge spostandosi lungo un sentiero per nulla difficoltoso. Il colore cristallino dell’acqua il verde degli alberi, perlopiù pini di Aleppo, questo è anche il motivo del suo nome, e il bianco delle rocce invitano ad una nuotata per poi riposarsi all’ombra ascoltando le cicale e percependo il profumo dei pini o del timo. Importante è arrivare presto in mattinata perché la spiaggia essendo larga solo una quarantina di metri si riempie di gente in poco tempo.

Per arrivare in vista della spiaggia d’En Vau ci vuole un’altra oretta di camminata, da Pont Pin, questa volta su un sentiero, lo spettacolare Vallon d’En Vau, molto scosceso e alquanto difficile ma da dalle vedute particolari su tutta la cala, è raggiungibile anche in kayak da Cassis. L’insenatura è molto lunga più di due chilometri e stretta per cui anche la spiaggia, di ghiaia non è larga, circondata da alti pini per cui il sole qui tramonta presto. Il colore del mare varia a seconda della profondità per cui ci sono zone che tendono al verde e altre al blu intenso, siccome è molto riparata dal vento solitamente l’acqua è calma per cui è considerata una delle più affascinanti del parco.

Essendosi formata dall’erosione si trova tra due alte falesie, paradiso dell’arrampicata, in particolare modo vicino al belvedere è raggiungibile sia dalla spiaggia con un sentiero che parte sulla sinistra, molto ripido e pericoloso, tant’è che la discesa è vietata, che seguendo il sentiero che proviene dal parcheggio di  Col de la Guardiole oppure continuando su quello proveniente da Port Pin segnalato con il colore blu che parte sulla destra della spiaggia.

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