Scoprire Caravaggio nelle chiese di Roma.

A Roma ci sono tre chiese dove sono esposti dipinti di Michelangelo Merisi, o meglio Caravaggio. In Piazza del Popolo sulla destra scendendo le scale che portano al Pincio c’è la Chiesa di Santa Maria del Popolo, rinascimentale almeno inizialmente, fatta costruire da Papa Pasquale II, dapprima come cappella, sulla tomba dell’imperatore Nerone, almeno così dice la leggenda, per esorcizzare l’infestazione della zona da parte del diavolo. Ingrandita e ricostruita nel corso degli anni da vari Papi, ancora oggi conserva i tratti quattrocenteschi anche se fu nuovamente modificata nei secoli seguenti e soprattutto verso la metà del milleseicento quando sotto l’attenta supervisione di Gian Lorenzo Bernini fu completata, in stile barocco, la cappella Chigi disegnata secoli prima da Raffaello.

Nella Cappella Cerasi, foto di copertina, la prima a sinistra dell’altare maggiore, si possono ammirare due oli su tela di Caravaggio, la Crocifissione di San Pietro e la Conversione di San Paolo. La prima si trova sulla parete sinistra, un olio su tela dove la luce che illumina con sapienza i personaggi li fa emergere dal buio dello sfondo e dà loro una forza espressiva non comune. Tutto questo viene esaltato ancor di più da certi particolari come ad esempio le venature del legno della croce. La seconda opera, sulla parete destra della cappella, descrive la scena come scritta negli Atti degli Apostoli. Anche in questo caso l’intensità della luce, che sostituisce la presenza e la raffigurazione di Dio, gioca un ruolo primario attirando l’attenzione sui personaggi e le loro caratteristiche. Il realismo, tipico e ricercato di Caravaggio si ritrova, infatti, sia nella posizione di Saulo caduto a terra che in alcuni dettagli, come ad esempio la posizione del corpo di Paolo con gli occhi chiusi, tanta era la luce, o la lontananza della sua spada. Entrambe queste opere furono collocate nella cripta nel 1605 e perciò sono una seconda copia di quelle originali, le prime versioni non furono approvate dal committente.

Tra le due si trova la Assunzione della Vergine di Annibale Carracci che nonostante la fama dell’autore essendo considerato uno dei migliori artisti della Roma del tempo, risulta assai poco considerata. Da non dimenticare di osservare la porzione d’ingresso, le lunette e la volta che riprendono scene bibliche di grande valore. Non c’è solo la cappella Cerasi, la già citata Cappella Chigi, la seconda della navata di sinistra è una raccolta di tesori, dagli affreschi alla cupola a cassettoni con mosaici realizzati su disegni di Raffaello, al pavimento a mosaico e alle statue di Gian Lorenzo Bernini. Sulla navata di destra degna di nota è la cappella della Rovere, dove ammirare, sull’altare, la Natività con San Girolamo e nelle lunette la vita del santo in affreschi del Pinturicchio.

Un’altra meta è la Chiesa di San Luigi dei Francesi, non distante da Piazza Navona, è affidata alla comunità francese di Roma sin dall’inizio della sua costruzione, che si aggira attorno all’inizio del XVI secolo. Nonostante il prolungarsi dei lavori per due secoli e dei rimaneggiamenti, le cappelle mostrano ancora il loro antico splendore del millequattrocento.

Le opere di Caravaggio possono essere ammirate nella Cappella Contarelli, l’ultima sulla navata di sinistra, sono tre capolavori assoluti che raccontano la vita di San Matteo. Da sinistra la Vocazione di San Matteo, dove viene raffigurato l’incontro tra Gesù e Matteo. Anche in questa scena la fa da padrona la luce che si irradia da destra verso sinistra illuminando i volti e le mani del gruppo di cinque persone attorno al tavolo.

Le opere di Caravaggio possono essere ammirate nella Cappella Contarelli, l’ultima sulla navata di sinistra, sono tre capolavori assoluti che raccontano la vita di San Matteo. Da sinistra la Vocazione di San Matteo, dove viene raffigurato l’incontro tra Gesù e Matteo. Anche in questa scena la fa da padrona la luce che si irradia da destra verso sinistra illuminando i volti e le mani del gruppo di cinque persone attorno al tavolo.

Così come la luce anche sulla mano, del tutto simile a quella dipinta da Michelangelo nella Creazione di Adamo, che ti spinge a rivolgere lo sguardo verso quello che potrebbe essere Matteo, le interpretazioni sono diverse, qualcuno lo identifica come il ragazzo che conta i soldi, essendo lui un esattore delle tasse, altri come quello che sembra chiedere spiegazioni, rivolgendo il proprio indice verso sé stesso.

Al centro la seconda versione, la prima è andata perduta, di San Matteo e l’angelo, dove l’angelo, che occupa la parte superiore del dipinto, sembra ispirare l’evangelista a scrivere. Come sempre si avverte il gioco tra il chiaroscuro dove la luce mette in risalto dei particolari importanti, in questo caso le mani dell’angelo che paiono contare e gli sguardi collaboranti tra i due.

Sulla destra il Martirio di San Matteo, dove dal contrasto, che accentua la drammaticità della scena, emerge imponente la figura dell’esecutore del martirio nell’intento di colpire con la spada il Santo disteso a terra. Anche qui si notano dei riferimenti michelangioleschi in particolare nelle due persone in basso.

Oltre alla Cappella Contarelli ce ne sono altre cinque per lato, splendide affrescate in modo magistrale per cui anche in questo caso è utile spaziare con lo sguardo altrove per entusiasmarsi di fronte ad altri capolavori. Alcuni esempi? La seconda cappella della navata di destra dove si possono ammirare gli affreschi che raccontano la vita di Santa Cecilia, a cui è dedicata la cappella, opere del Domenichino e sull’altare, la copia, dipinta da Guido Reni, della Estasi di Santa Cecilia di Raffaello, volgendo lo sguardo sopra il portone d’ingresso non si può non notare il maestoso organo a canne.

C’è ancora un’ulteriore possibilità di meravigliarci di fronte ai capolavori di questo artista ed è nella Basilica di Sant’Agostino, nella piazza omonima, vicinissima alla Chiesa di San Luigi dei Francesi, edificio della fine del milletrecento, riedificata un secolo dopo è una delle prime chiese rinascimentali di Roma. La facciata, imponente, in travertino, si distingue anche per l’affresco sopra il portale d’ingresso principale che raffigura la Consegna della Regola Agostiniana. Internamente, invece, si distingue lo stile gotico.

All’interno, sulla navata di sinistra troviamo la Madonna dei Pellegrini, detta anche Madonna del Loreto. Due pellegrini sono in ginocchio davanti a Maria, una giovane donna, con in braccio Gesù, suo figlio, sulla porta di casa. Tutti sono a piedi nudi, quelli dei pellegrini sporchi, ad indicare, in assonanza con le rughe dei visi, la povertà, i vestiti, anche della Vergine, mostrano l’appartenenza al popolo. Come sempre è la luce a mettere in evidenza queste caratteristiche.

La cappella della Madonna di Loreto ospita anche bellissimi affreschi del XVII secolo di Cristoforo Casolani uno sulla parete destra raffigurante San Guglielmo d’Aquitania, uno su quella sinistra che ritrae Santa Maria Maddalena e la volta dove vediamo l’Annunciazione, l’incoronazione della Vergine e la Natività. Oltre a questo capolavoro la chiesa ospita altre opere degne di nota come ad esempio l’affresco del Profeta Isaia di Raffaello che è visibile sul terzo pilastro della navata centrale, a sinistra dell’entrata principale. Appena sotto si ammira il gruppo scultoreo che raffigura S. Anna e la Madonna col Bambino di Andrea Sansovino. Appena entrati, sulla destra troviamo la Madonna del Parto opera di Jacopo Sansovino, scultura dell’inizio del XVI secolo, molto venerata dai fedeli, lo si nota dagli innumerevoli ex voto che ci sono. L’altare, un progetto del Bernini si fregia di esporre la Vergine con Bambino, un’icona proveniente dalla chiesa di santa Sofia di Costantinopoli.

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