Salisburgo, molti motivi per visitarla.

Quest’affermazione è estremamente veritiera, infatti, oltre ad essere la città natale di Wolfgang Amadeus Mozart ed anche per questo motivo luogo di molti eventi musicali, all’architettura barocca, che si ritrova in molti suoi palazzi e chiese, alle specialità culinarie, come i Mozartkugel, cioccolatini di marzapane, nocciole e pistacchio ed essere Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO dal 1997, è anche recentemente diventata la patria di una nota bevanda.

Entrandovi si notano molti cortili interni su cui si affacciano i vari edifici, alcuni custodiscono dei musei interessanti sono quello delle marionette, frequentato soprattutto dalle famiglie con bambini, il Museo del Reggimento Rainer dove, con l’esposizione di armi e divise vengono ricordati i successi militari e i sacrifici di questa unità fedele all’imperatore Francesco I°. Per gli interessanti all’evoluzione delle armi e delle armature fare un salto a visitare l’armeria storica è un obbligo. Salendo ai piani superiori si entra negli appartamenti principeschi, dal mobilio originale, particolare la camera da letto completamente in legno con un soffitto ornato con bottoni dorati inseriti in disegni geometrici ad imitare il cielo stellato, nella Goldene Stube si nota una bellissima stufa in maiolica dai colori vivaci, nella Goldener Saal, con le sue colonne il soffitto a cassettoni e gli stemmi di famiglie influenti e città tedesche. Un altro incanto è la cappella dell’arcivescovo Leonhard von Keutschach, dove già la porta d’ingresso, ricoperta, internamente, di stucchi, gli stemmi e il soffitto a volta, arricchito con stelle, lasciano a bocca aperta. Infine il Salzburger Stier il cosiddetto toro di Salisburgo, un organo a canne meccanico del XVI secolo, restaurato alcune volte, che suona tre volte al giorno.

Continuando sul sentiero si raggiunge un punto panoramico sul centro storico, altri gradini per arrivare alla Cappella Maximus, nota per l’errore interpretativo commesso dall’abate Kilian Püttricher che confuse il luogo del martirio di San Massimo, non avvenuto a Salisburgo e che vi installò una tavoletta che commemorava la morte in quel luogo.

Adiacente si trova la Residentplatz, la piazza principale della città, ricavata nel 1587 dell’abbattimento di moltissimi palazzi privati. Al centro si erge la maestosa e barocca Residenzbrunnen, una fontana del XVII secolo, nella vasca superiore, sorretta da tre delfini si nota la figura del tritone da cui di innalza la colonna d’acqua, a sua volta questa vasca è sorretta da giganti e nella vasca inferiore si notano quattro cavalli che spuzzano acqua dalla bocca.

Ripartendo da Domplatz, abbiamo la possibilità di visitare la Franziskaner Kirche arrivandoci dal vicolo omonimo. Edificata nel VIII secolo e successivamente ricostruita una prima volta nel XII secolo in stile romanico, dopo l’incendio della metà del secolo seguente che la devastò, fu ampliata con l’aggiunta prima del coro e poi del campanile gotico anch’esso risistemato ancora più tardi. A destra, scolpita nella pietra del portale d’ingresso, c’è la cosiddetta mano d’asilo, chi la toccava poteva entrare in chiesa peccatore o meno.

Internamente si assiste ad una combinazione di stili che vanno dal romanico della navata al barocco delle nove cappelle, arredate con stucchi e dipinti, al gotico del coro che ha attirato immediatamente la mia attenzione anche perché le grandi finestre lo illuminano di un luce intensa, a differenza delle navate. La magnificenza parte dall’alto soffitto a volta stellare sostenuto da pilastri rotondi. Al centro l’altare maggiore, barocco, realizzato in marmo rosso da Johann Bernhard Fischer von Erlach presenta al centro la Madonna di Michael Pacher.

La facciata, convessa, inserita tra due campanili uguali che terminano con con le statue, su una, degli evangelisti, sull’altra di quattro padri della Chiesa, presenta la statua della Vergine Maria a cui è dedicata la chiesa, dietro si intravvede la cupola. Progettata anch’essa da Johann Bernhard Fischer von Erlach presenta uno stile barocco, forse il più bello dell’intera città.

Dalla Marktplatz passando davanti all’università della musica e delle arti drammatiche, il Mozarteum, in pochissimi minuti si arriva al Castello di Mirabell, un palazzo eretto nel XVII secolo dall’ arcivescovo Wolf Dietrich von Raitenau per la sua amante, che dopo vari ampliamenti venne ricostruito prima in stile barocco e poi dopo un pauroso incendio in stile neoclassico pur conservando, per fortuna, due facciate barocche, quella verso il giardino e quella verso il cortile. Internamente lo scalone d’onore, in stile rococò, in granito, con la balaustra ornata da putti e statue. Salendolo si arriva nella sala del marmo con il pavimento in marmo appunto, e le pareti decorate con affreschi in sintonia. Oggi è una sala per matrimoni ed eventi come mostre o concerti. Infine la cappella palatina che presenta, sul soffitto un grande affresco che ritrae San Nepomuceno e l’altare, una ricostruzione del XIX secolo, con state di alcuni santi.

Il fuoco dell’incendio avvento nel 1818 ha risparmiato il giardino che si estende tutt’attorno alla dimora. Sullo sfondo del parco, in stile francese, si vedono chiaramente la Fortezza e il Duomo. Passeggiandovi si incontrano grandi aiuole fiorite, statue che ci raccontano la storia di Troia oppure di Ercole o di Persefone, leoni e unicorni. Da ammirare anche le fontane, in particolare modo quella che raffigura Pegaso, altri punti di interesse sono il Teatro delle Siepi del XVIII secolo, dalla forma particolare, il roseto, con il suo profumo penetrante, il Giardino dei nani con le sue piccole statue settecentesche e l’Orangerie.

Uscendo dalla città, partendo dal centro, per esempio, da Mirabellplatz, ma anche dalla stazione ferroviaria centrale, con l’autobus n. 25 in una ventina di minuti si arriva al Castello di Hellbrunn.

Realizzato nel XVII secolo dall’architetto italiano Santino Solari per conto dell’arcivescovo cattolico Marcus Sittikus von Hohenems è una classica dimostrazione di architettura barocca. Oltre alle sale riccamente affrescate, ammobiliate con reperti datati XVIII secolo, alla collezione di presepi e di arte religiosa, al magnifico parco con stagni, fontane e prati fioriti o innevati a seconda delle stagioni, ideale per passeggiare lungo i vialetti circondati da querce o castagni, per rendesi conto della bellezza del parco la vista migliore si salendo il sentiero che conduce al Monatschlössl, un piccolo castello usato per la caccia, anch’esso barocco, oggi sede del Volkskundemuseum, il museo del folclore.

Questa residenza è famosa però soprattutto per gli spettacolari giochi d’acqua, fontane di forme diverse, anche teste di cervi appese alle pareti esterne, sparse nel parco che spruzzano acqua, all’epoca utilizzate come divertimento e scherzo per gli ospiti del castello ma funzionanti ancora oggi. La più famosa è sistemata vicino ad un tavolo con sedie usato per banchettare dove chi si bagnava erano solo i commensali e non il capotavola. Un’ulteriore attrazione è una stretta grotta dove uno spruzzo di acqua solleva una corona, dalle pareti però provengono altri schizzi per cui gli astanti si bagnano. Quello che mi ha maggiormente stupito è il teatro meccanico in miniatura animato dallo scorrere dell’acqua e musicato da un organo idraulico.

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