Quest’affermazione è estremamente veritiera, infatti, oltre ad essere la città natale di Wolfgang Amadeus Mozart ed anche per questo motivo luogo di molti eventi musicali, all’architettura barocca, che si ritrova in molti suoi palazzi e chiese, alle specialità culinarie, come i Mozartkugel, cioccolatini di marzapane, nocciole e pistacchio ed essere Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO dal 1997, è anche recentemente diventata la patria di una nota bevanda.
Inizio raccontando brevemente la storia di questa città. Ci sono tracce di insediamenti celtici già dal periodo neolitico, ma è a partire dal VIII secolo che viene nominata col nome che porta ancora oggi, Salzsburg, ovvero il borgo del sale, che si estraeva nelle vicinanze e che era l’economia portante della città. Nel corso dei secoli fu luogo di incendi, distruzioni, guerre e la peste. Circa nel milleseicento, grazie a tre arcivescovi cattolici, assunse quel carattere barocco, ben visibile ancora oggi, nonostante il passaggio dal potere temporale a quello secolarizzato. Un altro tassello importante e buio della sua storia coincide con l’annessione dell’Austria alla Germania avvenuta poco prima dell’inizio della seconda guerra mondiale, il famoso Anschluss con l’attraversamento del confine operato delle truppe naziste. Dopo le distruzioni a causa dei molto bombardamenti e l’occupazione americana, la città inizia a rinascere e già nel 1945 venne riprogrammato il festival musicale di Salisburgo che negli anni seguenti ha acquistato sempre maggior notorietà e fama.
Passeggiando attraverso le vie di questa città sembra di tornare indietro nel tempo. Iniziamo dall’alto cioè dalla fortezza di Hohensalzburg, raggiungibile con una funicolare, ma anche a piedi percorrendo una salita alquanto ripida. La sua costruzione iniziò nell’ anno mille e proseguì, ingrandendosi e trasformandosi da castello medioevale in bastione difensivo, anche se non esercitò mai questa funzione. Dalla sua posizione dominante si ha una affascinante vista sull’intera città e allo stesso tempo è visibile da ogni contrada per cui è diventata il simbolo della città, infatti, non c’è Salisburgo senza l’immagine della sua imponente fortezza.

Entrandovi si notano molti cortili interni su cui si affacciano i vari edifici, alcuni custodiscono dei musei interessanti sono quello delle marionette, frequentato soprattutto dalle famiglie con bambini, il Museo del Reggimento Rainer dove, con l’esposizione di armi e divise vengono ricordati i successi militari e i sacrifici di questa unità fedele all’imperatore Francesco I°. Per gli interessanti all’evoluzione delle armi e delle armature fare un salto a visitare l’armeria storica è un obbligo. Salendo ai piani superiori si entra negli appartamenti principeschi, dal mobilio originale, particolare la camera da letto completamente in legno con un soffitto ornato con bottoni dorati inseriti in disegni geometrici ad imitare il cielo stellato, nella Goldene Stube si nota una bellissima stufa in maiolica dai colori vivaci, nella Goldener Saal, con le sue colonne il soffitto a cassettoni e gli stemmi di famiglie influenti e città tedesche. Un altro incanto è la cappella dell’arcivescovo Leonhard von Keutschach, dove già la porta d’ingresso, ricoperta, internamente, di stucchi, gli stemmi e il soffitto a volta, arricchito con stelle, lasciano a bocca aperta. Infine il Salzburger Stier il cosiddetto toro di Salisburgo, un organo a canne meccanico del XVI secolo, restaurato alcune volte, che suona tre volte al giorno.
Scendendo verso il centro della città, prima di inoltrarsi nel DomQuartier, è doveroso fermarsi all’Erzabtei Sankt Peter, ovvero l’ Abbazia di San Pietro, è il monastero più antico nell’area tedesca, Dimora dei benedettini sin dall’anno della sua costruzione, il VII secolo, sui resti di una precedente chiesa. Oggi quello che si vede, dopo le molte ristrutturazioni avvenute a causa degli incendi, è una chiesa in stile romanico, il campanile ne è l’esempio, con uno splendido interno in stile barocco con tocchi rococò. Qui viene ospitata anche la più antica biblioteca dell’Austria.
Annesso c’è il Friedhof St. Peter, un cimitero molto particolare con tombe dallo stile barocco, ornate con croci in ferro battuto. Risale al periodo tardoromano cioè al VIII secolo come la prima chiesa del monastero benedettino di cui è parte integrante. La chiesa attuale , visibile ancora oggi, è datata XII secolo restaurata più volte, abbina elementi di vari stili, dal romanico come il campanile, al rococò come l’interno. molto colorato e lussuoso.

Al centro del cimitero si erge la Margarethenkapelle (Cappella Margherita), costruita attorno alla fine del millecinquecento, ristrutturata in puro stile gotico tre secoli più tardi, si riconosce facilmente dal suo tetto appuntito, internamente spiccano le vetrate, la pala d’altare con una statua della Madonna, attorno, in rilievo quattro scene riguardanti la sua vita, precisamente, l’annunciazione, la nascita di Cristo, l’adorazione dei Magi e la sua morte e le volte a crociera del soffitto. Da visitare anche le catacombe, scavate nella roccia della montagna, il Festungsberg, sono il luogo di sepoltura cristiano più antico della città. Salendo una scalinata si arriva alla Cappella Gertrude costruita nel XII secolo, internamente si notano delle nicchie e quel che resta di un affresco, sopra la porta d’ingresso, raffigurante il martirio di Thomas Becket. anche all’esterno della cappella si possono vedere altri frammenti di pitture tra cui un affresco romanico della crocifissione.
Continuando sul sentiero si raggiunge un punto panoramico sul centro storico, altri gradini per arrivare alla Cappella Maximus, nota per l’errore interpretativo commesso dall’abate Kilian Püttricher che confuse il luogo del martirio di San Massimo, non avvenuto a Salisburgo e che vi installò una tavoletta che commemorava la morte in quel luogo.
Volendo prolungare la discesa verso il. centro città possiamo fare una deviazione per andare a visitare l’Abbazia benedettina di Nonnberg, un’abazia benedettina femminile, la più antica al mondo, infatti venne eretta nei primi anni del VIII secolo, ovviamente in stile romanico, di cui la torre campanaria, con il suo caratteristico tetto rosso, ne è un esempio. Subendo alcune ristrutturazioni e soprattutto una ricostruzione, avvenuta tra i secoli XV e quello seguente ha assunto un aspetto gotico, rilevabile negli altari interni, nel polittico con la statua di Marianna e nelle volte delle cripte. Osservando con attenzione si scoprono altri piccoli capolavori come un crocefisso e alcuni affreschi datati XII secolo.
Procedendo lungo Kaigasse arriviamo in Mozartplatz realizzata nel milletrecento per il monumento dedicato a Wolfgang Amadeus Mozart installata verso la metà del milleottocento, al posto di quella di San Michele, un anno dopo la commemorazione del cinquantesimo dalla sua morte. Un mosaico romano è visibile tutt’oggi ai piedi del memoriale. Gli edifici che fanno da contorno alla piazza hanno contribuito alla storia di Salisburgo, infatti, dietro all’ufficio delle informazioni turistiche ci sono alcuni resti delle vecchie mura, al n.8 la residenza della vedova del compositore ricordata da una targa sulla parete.
Adiacente si trova la Residentplatz, la piazza principale della città, ricavata nel 1587 dell’abbattimento di moltissimi palazzi privati. Al centro si erge la maestosa e barocca Residenzbrunnen, una fontana del XVII secolo, nella vasca superiore, sorretta da tre delfini si nota la figura del tritone da cui di innalza la colonna d’acqua, a sua volta questa vasca è sorretta da giganti e nella vasca inferiore si notano quattro cavalli che spuzzano acqua dalla bocca.

Fu progettata dall’architetto italiano Vincenzo Scamozzi con uno schema manieristico. Volgendo lo sguardo tutt’attorno si scorgono, entrando da Mozartplatz, la Neue Residenz un palazzo in stile rinascimentale che ospita il Panorama Museum, subito vicino il Duomo e più a sinistra, a ovest la Alte Residenz, un palazzo storico del XIII secolo che fu la residenza dei principi vescovi di Salisburgo, visitandolo si scopre la spettacolare galleria che ospita una collezione di arte europea tra cui spicca il quadro di Rembrandt “Donna anziana in preghiera”. Oggi è spesso sede di avvenimenti come concerti e in dicembre del mercatino di Natale.

Attigua c’è la Domplatz, dove si staglia la Mariensäule ovvero la colonna di Maria Immacolata, rappresentata sulle nuvole con ai lati delle figure allegoriche. Sulla piazza si staglia anche l’imponente facciata del Duomo, con le sue due torri gemelle e la grande cupola ricostruita dopo la guerra. Consacrato ai Santi Ruperto e Virgilio, è la cattedrale cattolica della città, perciò già osservando l’esterno, che domina tre piazze si capisce la sontuosità che ci attende. Eretto già nel ottavo secolo, in stile romanico, ha subito molte variazioni con il passare del tempo, infatti, a causa di due incendi venne ricostruito ed ampliato dapprima nella metà del millecento, poi alla fine del millecinquecento, in stile barocco, infine non venne risparmiato neanche dalle bombe della seconda guerra mondiale, per fortuna venne distrutta e ricostruita solo la cupola. Esternamente presenta un imponente facciata bianca e si notano immediatamente le due alte torri campanarie dove al secondo ordine ci sono un orologio e le quattro statue dei santi Paolo, Pietro, Ruperto e Virgilio, poste lateralmente ai tre portali in bronzo di ingresso che ricordano le virtù divine, fede, speranza e amore.
Entrando si viene avvolti da una luce incantevole, accentuata dal colore chiaro della navata, che mette subito in risalto un soffitto finemente decorato con affreschi che raccontano la vita di Gesù. Ai lati della navata ci sono quattro cappelle ognuna con il proprio altare, in una di queste venne battezzato Wolfang Amadeus Mozart. Proseguendo si arriva, prima sotto la cupola dove, alzando lo sguardo, si ammirano copie di affreschi del XVII secolo, poi dinanzi all’altare maggiore. Di ispirazione barocca, essendo del XVII secolo, si competa con una pala che raffigura la resurrezione di Gesù e con le statue dei santi a cui è dedicata la cattedrale e termina superiormente con tre angeli. Ai lati ci sono le iscrizioni sepolcrali dei due arcivescovi che ne curarono la ricostruzione del XVII secolo.

Sulla destra del Duomo si apre Kapitelplatz, dominata dalla fortezza presenta due interessanti attrazioni. La prima è la cosiddetta Goldene Kugel, opera dell’artista Stephan Balkenhol si tratta di una grande sfera dorata con sulla sommità un uomo con pantaloni neri e camicia bianca è la contrapposizione della Frau im Fels, dello stesso artista, una donna con il vestito rosso in una nicchia che si trova in Toscaninihof, una piccola piazza vicino alla Franziskanerkirche di cui scrivo di seguito. Insieme sono l’opera d’arte chiamata Sphaera. L’altra è la Kapitelschwemme, un abbeveratoio per cavalli trasformato nel XVIII secolo. La struttura barocca presenta un parapetto in marmo che si apre su uno scivolo che consentiva ai cavalli di abbeverarsi, di fronte una nicchia con Nettuno, il dio del mare, che cavalca un cavalluccio marino ai lati della cavità due tritoni.
Ripartendo da Domplatz, abbiamo la possibilità di visitare la Franziskaner Kirche arrivandoci dal vicolo omonimo. Edificata nel VIII secolo e successivamente ricostruita una prima volta nel XII secolo in stile romanico, dopo l’incendio della metà del secolo seguente che la devastò, fu ampliata con l’aggiunta prima del coro e poi del campanile gotico anch’esso risistemato ancora più tardi. A destra, scolpita nella pietra del portale d’ingresso, c’è la cosiddetta mano d’asilo, chi la toccava poteva entrare in chiesa peccatore o meno.
Internamente si assiste ad una combinazione di stili che vanno dal romanico della navata al barocco delle nove cappelle, arredate con stucchi e dipinti, al gotico del coro che ha attirato immediatamente la mia attenzione anche perché le grandi finestre lo illuminano di un luce intensa, a differenza delle navate. La magnificenza parte dall’alto soffitto a volta stellare sostenuto da pilastri rotondi. Al centro l’altare maggiore, barocco, realizzato in marmo rosso da Johann Bernhard Fischer von Erlach presenta al centro la Madonna di Michael Pacher.

Accanto al Duomo si erge la Kollegienkirche, è la chiesa universitaria, anche se ha cambiato ruolo durante i secoli, ultimata all’inizio del XVIII secolo, internamente domina la cupola alta una sessantina di metri e il bianco che mette in risalto, pervaso dalla luce che filtra da grandi finestre, gli stucchi che arricchiscono la chiesa, non ci sono affreschi. L’altare maggiore, in marmo rosso, è particolare, infatti, si slancia verso l’alto presentando a centro il tabernacolo riccamente ornato da putti, dietro sette colonne che sorreggono una struttura che termina con le statue di sette angeli, sopra di esso un meraviglioso stucco della Madonna su una falce di luna in oro posta all’interno di un’areola di raggi anch’essi in oro circondata da un’infinità di angeli giubilanti in un tripudio di nuvole.
Lateralmente, oltre ai due altari del transetto, più grandi, con una pala ciascuno inserita tra colonne che rappresentano i santi a cui sono dedicati, San benedetto da Norcia e San Carlo Borromeo proseguendo troviamo quattro cappelle dedicate ai santi patroni delle facoltà universitarie, in particolare, Luca per la medicina, Tommaso d’Aquino patrono della teologia, Ivo per il diritto, e Caterina patrona della filosofia.
La facciata, convessa, inserita tra due campanili uguali che terminano con con le statue, su una, degli evangelisti, sull’altra di quattro padri della Chiesa, presenta la statua della Vergine Maria a cui è dedicata la chiesa, dietro si intravvede la cupola. Progettata anch’essa da Johann Bernhard Fischer von Erlach presenta uno stile barocco, forse il più bello dell’intera città.

Di pregevolissima fattura anche l’organo della metà del milleseicento. Come dalla fotografia sottostante al centro della città ci sono quattro magnifiche chiese. Si possono visitare queste meraviglie, chiese e residenze, percorrendo Il Domquartier.
Rientrando verso Residenzplatz e facendo poi lo slalom tra i molti turisti, lungo le Goldgasse, la Judengasse e soprattutto la Getreidegasse, le strade dello shopping, vi si trovano negozi di ogni tipo, sia di marche internazionali che negozi artigianali, per cui si si può comperare di tutto, dai vestiti, anche tradizionali, ai gioielli, fino alla gastronomia. Molto interessanti sono le insegne in ferro battuto le decorazioni dei palazzi e alcuni passaggi come ad esempio quello che collega all’Universitätsplatz, percorrendolo si noterà una Madonna con Bambino conservata all’interno di una nicchia.
Al numero 9 della Getreidegasse si trova la Casa natale di Mozart, un edificio giallo in cui il 27 gennaio del 1756 nacque il famosissimo compositore che vi abitò con la famiglia fino all’età di diciassette anni. Veramente le case di Mozart sono due, infatti, oltrepassando la Marko-Feingold-Steg, una passerella solo per pedoni e ciclisti, dedicata ad un internato ebreo sopravvissuto ai campi di concentramento di Auschwitz, Neuengamme, Dachau e Buchenwald, che collega la città vecchia con quella nuova. La sua caratteristica sono i parapetti abbelliti da lucchetti colorati e bigliettini di coppie di innamorati, in pochi minuti da qui si arriva alla Mozart Wohnhaus, la casa dove visse dal 1773 al 1780. Entrambe sono dei musei, nella prima, oltre alle stanze dell’appartamento, sono ospitati alcuni oggetti molti particolari come ad esempio delle lettere e dei suoi ritratti ma soprattutto il violino che suonava da bambino e il clavicembalo. Nella seconda si trovano il pianoforte a martelli e documenti sulla storia della casa e sulla famiglia di Mozart.
Dalla Marktplatz passando davanti all’università della musica e delle arti drammatiche, il Mozarteum, in pochissimi minuti si arriva al Castello di Mirabell, un palazzo eretto nel XVII secolo dall’ arcivescovo Wolf Dietrich von Raitenau per la sua amante, che dopo vari ampliamenti venne ricostruito prima in stile barocco e poi dopo un pauroso incendio in stile neoclassico pur conservando, per fortuna, due facciate barocche, quella verso il giardino e quella verso il cortile. Internamente lo scalone d’onore, in stile rococò, in granito, con la balaustra ornata da putti e statue. Salendolo si arriva nella sala del marmo con il pavimento in marmo appunto, e le pareti decorate con affreschi in sintonia. Oggi è una sala per matrimoni ed eventi come mostre o concerti. Infine la cappella palatina che presenta, sul soffitto un grande affresco che ritrae San Nepomuceno e l’altare, una ricostruzione del XIX secolo, con state di alcuni santi.
Il fuoco dell’incendio avvento nel 1818 ha risparmiato il giardino che si estende tutt’attorno alla dimora. Sullo sfondo del parco, in stile francese, si vedono chiaramente la Fortezza e il Duomo. Passeggiandovi si incontrano grandi aiuole fiorite, statue che ci raccontano la storia di Troia oppure di Ercole o di Persefone, leoni e unicorni. Da ammirare anche le fontane, in particolare modo quella che raffigura Pegaso, altri punti di interesse sono il Teatro delle Siepi del XVIII secolo, dalla forma particolare, il roseto, con il suo profumo penetrante, il Giardino dei nani con le sue piccole statue settecentesche e l’Orangerie.

Uscendo dalla città, partendo dal centro, per esempio, da Mirabellplatz, ma anche dalla stazione ferroviaria centrale, con l’autobus n. 25 in una ventina di minuti si arriva al Castello di Hellbrunn.

Realizzato nel XVII secolo dall’architetto italiano Santino Solari per conto dell’arcivescovo cattolico Marcus Sittikus von Hohenems è una classica dimostrazione di architettura barocca. Oltre alle sale riccamente affrescate, ammobiliate con reperti datati XVIII secolo, alla collezione di presepi e di arte religiosa, al magnifico parco con stagni, fontane e prati fioriti o innevati a seconda delle stagioni, ideale per passeggiare lungo i vialetti circondati da querce o castagni, per rendesi conto della bellezza del parco la vista migliore si salendo il sentiero che conduce al Monatschlössl, un piccolo castello usato per la caccia, anch’esso barocco, oggi sede del Volkskundemuseum, il museo del folclore.
Questa residenza è famosa però soprattutto per gli spettacolari giochi d’acqua, fontane di forme diverse, anche teste di cervi appese alle pareti esterne, sparse nel parco che spruzzano acqua, all’epoca utilizzate come divertimento e scherzo per gli ospiti del castello ma funzionanti ancora oggi. La più famosa è sistemata vicino ad un tavolo con sedie usato per banchettare dove chi si bagnava erano solo i commensali e non il capotavola. Un’ulteriore attrazione è una stretta grotta dove uno spruzzo di acqua solleva una corona, dalle pareti però provengono altri schizzi per cui gli astanti si bagnano. Quello che mi ha maggiormente stupito è il teatro meccanico in miniatura animato dallo scorrere dell’acqua e musicato da un organo idraulico.

Da qui con lo stesso autobus arriviamo alla stazione a valle della funivia dell’Untersberg, che ci porta sul monte omonimo un monte che non arriva ai duemila metri ma da cui il panorama, sulla città e i suoi dintorni, la regione di Berchtesgaden e la valle di Rosittental, è stupefacente. Come in tutti i luoghi di montagna anche qui c’è una leggenda, si dice, infatti, che sotto le sue terre riposano niente meno che Carlo Magno ed i suoi guerrieri e quando la sua barba sarà cosi lunga da fare il giro del tavolo della sala del trono sotterranea allora si risveglierà e trionferà sul male, non ci saranno più fame, malattia e nessuno morirà. Dalla stazione a monte si possono fare delle belle escursioni tra cui quella sull’ altopiano che caratterizza questa montagna non abbandonando mai sentieri che comunque sono ben segnalati ricordandosi che siamo in montagna quindi facendo attenzione alla condizioni climatiche, e alle variazioni del tempo. Per avere molte altre informazioni sulle attività che si possono svolgere su questo massiccio e su come organizzarsi la salita in funivia è utile consultare questo sito.
Oltre a quelli citati in precedenza si possono visitare altri musei tra cui il Museo di Salisburgo dove tornare indietro nel tempo osservando i tesori della Sala degli Specchi, direttamente collegato troviamo il Museo del Panorama dove salendo su una piattaforma, con un binocolo è possibile ammirare i dettagli del dipinto panoramico circolare di Michael Sattler, che ritrae Salisburgo nel 1829 e ha una circonferenza di 26 metri, e ancora le due sedi del Museo di Arte Moderna, quella costruita sul Mönchsberg, dall’architettura unica da cui si vedono i tetti della città vecchia e quella nel Rupertinum. Per gli appassionati degli arei c’è l’Hangar 7 dove è esposta una collezione di velivoli storici dei Flying Bulls.