Due luoghi dove vedere street art a Roma.

Roma, come moltissime grandi città del mondo, è letteralmente invasa dalla cosiddetta street art, infatti sono moltissimi i graffiti che si trovano lungo i muri delle sua vie, ma a mio avviso due sono i posti da visitare, il primo nei pressi della stazione Ostiense e quindi facilmente raggiungibile in metropolitana, il secondo è il quartiere di Tormarancia raggiungibile dalla stazione Termini con il bus 714 in circa mezz’ora a cui aggiungere ancora una decina di minuti a piedi. Iniziamo dai graffiti che si trovano nelle vicinanze della stazione Ostiense. Una volta oltrepassato il sottopassaggio della via omonima all’incrocio con via del Porto Fluviale, ci troviamo immediatamente di fronte al murales mangia smog più grande d’Europa intitolato “Hunting Pollution” realizzato Federico Massa, in arte Iena Cruz con pitture che riducono l’inquinamento. Come si vede dalla foto di copertina è la rappresentazione di un airone, specie in lotta per non estinguersi, che cattura la preda immerso in quello che sembra il mare inquinato.

Proseguendo su via Ostiense si arriva in piazza del Gasometro, imboccando via del Commercio, sulla sinistra, ci si trova dinanzi ad un altro murales che mi è piaciuto particolarmente il “Fuoco Fatuo” di Diamond & Solo dove, secondo gli intenditori, si coniugano alcuni tratti di Art Nouveau cari a Diamond e la predilezione per i fumetti di Solo.

Se invece imbocchiamo la via sulla sinistra, via dei Magazzini Generali, vediamo, anche se mal ridotte, le immagini di alcuni personaggi importanti in ogni tempo, sono ventisei raffigurazioni in tutto, in rigoroso ordine alfabetico, si riconoscono Juri Gagarin, Frida Khalo, Dante, Zorro e molti altri, per questo motivo è titolato ” Wall of fame”, l’autore è l’artista romano JB. Rock. Di fronte un altro bel dipinto, anche questo purtroppo non ben conservato, che raffigura una serie di persone che gli artisti, Sten &Lex immaginano come abitanti del quartiere.

Seguendo, in senso inverso la storia che ci rivela questo murale, si arriva di fronte ad un interessante caseggiato che fa angolo con via delle Conce si tratta dell’ex caserma dell’Aeronautica, dipinto da Blu, artista di cui non si conosce il nome. Sulle due facciate si trovano numerosi volti di persone, ora hanno perso un poco del loro colore originario, che ci ricordano il problema dell’occupazione delle case, fatto che ha riguardato anche questo edificio. Continuando lungo via delle Conce sia lungo le pareti che la costeggiano, che all’interno del sottopasso si ammirano molti altri graffiti e arriviamo in piazza Vittorio Bottego e da lì, seguendo le Mura Aureliane, si arriva nuovamente alla stazione della metropolitana Piramide in un battibaleno. Questi son solo quelli che mi hanno impressionato maggiormente, ma ce ne sono molti altri descritti con dovizia di particolari da numerosi siti.

L’altro quartiere da visitare è senza dubbio quello di Tormarancia, detta anche Shanghai per le condizioni in cui si trovava questo rione negli anni trenta, che si trova tra la Garbatella e l’Eur.

La seconda, “Io sarò” dipinto da Van Helten, riproduce il ritratto, di un realismo straordinario, di una bambina sfollata dalla sua casa distrutta per costruire via della Conciliazione e trasferita a Tor Marancia, è la trasposizione di una fotografia di Francesco Paolo Michetti. Di questi tempi mi ricorda la povertà, la miseria legata alle guerre e al degrado. Questo sito raccoglie tutte le ventidue fotografie che si trovano nel Museo Condominiale di Tor Marancia.

Questi sono i luoghi che vanno per la maggiore e senza ombra di dubbio i più famosi, ma in giro per le vie della città eterna si vedono un’infinità di murales, per fare un esempio in via Rocco da Cisinale proprio all’incrocio con piazza Michele da Carbonara, ce ne uno che ricorda Alfredo, meglio conosciuto come Alfredino, Rampi, quel ragazzino di sei anni caduto in un pozzo artesiano a Vermicino. I soccorsi per salvargli la vita ebbero un eco mediatica eccezionale, attorno al pozzo si raccolsero un’infinità di perone, si dice circa diecimila, e la diretta televisiva tenne incollati alla televisione moltissimi italiani, fu la presenza dell’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini, che volle parlare con il bambino, a far continuare le riprese.

Poco più in là, in via Ignazio Persico c’è quello dedicato ad Alberto Sordi che veste i panni del Marchese del Grillo così come in via Capraia o in via Tonale, sempre nel quartiere del Tufello, ci sono quelli per Gigi Proietti, anche se in verità se ne trovano moti altri dedicati a questo attore, sono molti gli attori celebrati dalla street art a Roma, un ultimo esempio è quello di vicolo Santa Maria a Trastevere c’è quello riservato alla Sora Lella, la sorella di Aldo Fabrizi.

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