Entrambi questi parchi si trovano nel South Dakota, lo stato a cui appartengono le Black Hills di cui ho scritto in un post precedente, e sono visitabili entrambi partendo da Rapid City e viaggiando in automobile per meno di un’ora.
Partiamo da quello più lontano, il Badlands National Park. Il nome tradotto “Terre Cattive” deriva dal fatto che qui vivevano le tribù indiane dei Lakota che chiamavano mako sica, terre cattive appunto, questo territorio, ma perché questo nome? Il problema principale era la sopravvivenza e il loro difficile attraversamento. A seconda delle stagioni le difficoltà erano diverse, ma sempre importanti: diventavano scivolose quando pioveva, d’inverno per la neve e il freddo e d’estate per la siccità e il caldo, per questi motivi l’attività prevalente era la caccia a carattere saltuario. Approfondendo l’argomento questa teoria è stata dimostrata dagli studi archeologici che hanno rinvenuto molti siti adibiti a bivacchi, alla lavorazione delle pietre o alla macellazione degli animali cacciati, quindi erano alloggiamenti temporanei per cacciatori. Una curiosità, inizialmente il primo nome proposto era Wonderland National Park!
Le Badlands furono abitate in pianta stabile quando, con gli Homestead Acts, ogni persona poteva appropriarsi gratuitamente di un terreno ad ovest confiscandolo ai nativi. Iniziarono così a trasferirsi molti coloni che costruirono case, iniziarono a recintare le proprietà per coltivare la terra dove era fertile oppure per allevare il bestiame. In seguito l’aeronautica degli Stati Uniti ha trasformato parte di questo terreno, prima e durante la seconda guerra mondiale, almeno fino alla fine degli anni sessanta del secolo scorso, in un poligono di tiro e di bombardamento per cui ancora oggi si possono trovare reperti di quel periodo come proiettili e bombe inesplose, perciò è raccomandato non raccogliere niente da terra.
Il modo migliore per godersi i bellissimi panorami di questa area protetta è viaggiare lungo la Highway 240 che non è altro che la strada che costeggia per un lungo tratto questo parco. La meraviglia di questo parco sono le formazioni rocciose dai colori vivaci, nate dalla deposizione di materiale roccioso di diverso tipo moltissimi secoli fa a cui è seguito un processo di erosione che continua ancora oggi, determinato dall’acqua. Si creano in tal modo canyon picchi e creste, i calanchi.

In questo parco vivono animali come i bisonti adatti alle condizioni rigide dell’inverno e torride dell’estate, reintrodotti in questo territorio dopo la loro scomparsa a causa della caccia indiscriminata praticata nelle Badlands. Altri animali sono i cani della prateria anche loro quasi decimati a causa degli allevamenti di bovini perché rovinavano i pascoli, la stessa sorte avvenne per i bighorn e i pronghorn, le capre di montagna, difficilmente visibili in quanto non sono ancora un numero molto alto. Ci sono anche rettili, più pericoloso è il serpente a sonagli perché il suo morso è estremamente velenoso, uccelli rapaci come l‘aquila reale o il gufo, e molte farfalle.


Il Custer State Park, invece è statale, diverso dal precedente, per visitarlo basta scegliere uno dei molti percorsi percorribili con ogni mezzo, quello migliore, provenendo dal Crazy Horse Memorial è senza dubbio viaggiare lungo la statale 87, la prima parte è detta anche Needles Scenic View, la seconda dopo l’incrocio con la 16A Wildlife Loop Road.
Percorrendo la prima, dopo un tunnel e un altro, si passa nelle vicinanze di Sylvan Lake, un lago molto frequentato dai turisti per il paesaggio che presenta. Nelle sue acque trasparenti si riflettono rocce di granito modellate dagli elementi atmosferici che appagano la vista. Volendo si possono percorrere molti sentieri tra cui il più noto è il Black Elk Peak Trail, lungo e alquanto impegnativo, perché porta al punto più alto dello Stato del South Dakota. Consiglio comunque di fare il giro del lago, seguendo il Sylvan Lake Shore Trail, meno di due chilometri per camminare in tranquillità godendosi una vista spettacolare.

La seconda parte della Hwy 87, si inoltra tra le praterie e le colline del parco e transitarla è il miglior modo per avvistare mandrie di bisonti, capre di montagna, tacchini selvatici o antilocapre, ma l’attrazione maggiore sono i Begging Burros, ovvero gli asini mendicanti, questi animali, infatti, bloccano la strada avvicinandosi alle automobili in cerca di cibo, mangiano qualsiasi cosa sia commestibile, panini, patatine, cracker, non sono per niente di gusti difficili, anzi sono molto affabili per cui si deve fare attenzione con la guida.