Ålborg, la città più felice d’Europa.

Secondo una statistica della società Eurobarometro, al primo posto tra le città dove si vive più felicemente in Europa, troviamo Aalborg, perché il 99% dei suoi residenti si dichiara soddisfatto del proprio tenore di vita. Aalborg, la quarta città per popolazione della Danimarca eretta nel VIII secolo direttamente sul Limfjord, il canale che mette in comunicazione il Mare del Nord con il Kattegat che le permise di divenire un fiorente centro commerciale soprattutto tra la seconda metà del sec. XVI e il principio del XVII, sono di quel periodo, infatti, gli edifici più importanti. Oggi ha un importante commercio e industrie fiorenti grazie al miglioramento delle comunicazioni ferroviarie e navali. A mio parere ci vogliono almeno due giorni completi per visitare questa città a dovere, da dove partire? Dal centro e precisamente partendo da piazza Nytorv lungo la Østerågade, una via, con i suoi dintorni, sempre piena di vita, ma anche di antichi edifici.

Il primo che salta all’occhio è la Jens Bangs Stenhus, (foto di copertina) un palazzo edificato nel XVII secolo in stile rinascimentale olandese è sicuramente la più bella struttura privata della città e forse dell’intero Paese. Impressiona subito la facciata ricca di decorazioni con le finestre ad arco e l’ingresso a forma di una torre.

All’interno originariamente c’era una farmacia, di cui sono ancora conservate le suppellettili. Oggi spiccano due negozi, una gioielleria e una cantina dove degustare una birra o altro. Proseguendo verso il canale a pochissima distanza un altro palazzo degno di nota, la Jørgen Olufsens Hus, costruito qualche anno prima nello stesso stile, in pietra e a graticcio, più bassa, ha solo due piani, si nota per il solo colore vivace, un tempo era destinata a fattoria e lo si nota dalla sua struttura adatta a contenere mercanzie e granai, ora sede di attività commerciali. Continuando nella stessa direzione arriviamo in Toldbod Plads una grande piazza, ricca di locali alla moda, dove spicca una fontana, realizzata nel 2007 che spruzza schizzi ad altezze variabili accompagnati da un’ouverture della Musica sull’acqua di Georg Friedrich Händel, inoltre è un divertimento per i bambini di ogni età che possono bagnarsi soprattutto d’estate.

Appena sulla destra, di fronte al porto, con vista sul Limfjord vediamo l’entrata all’Aalborghus Slot, il castello di Aarhus, situato all’interno di un piccolo parco da dove si ha una visione dall’alto del cortile interno, dei bastioni e delle casematte originari. Costruito verso la metà del XVI secolo a graticcio, di questo periodo rimane ancora ben poco, solo l’ala est. Sul lungomare si trova Aalborg Havnebad, una piscina pubblica direttamente sul canale, un’opportunità per fare il bagno, in estate, senza andare in spiaggia.

Continuando la nostra passeggiata nel parco, dove il verde si scontra con il grigio del lungomare e dove si può riposare su panchine particolarissime, che in origine erano destinate al foyer della Sydney Opera House, incontriamo l’Utzon Centre, progettato dall’omonimo architetto, ovvero Jørn Oberg Utzon, è stato il suo ultimo lavoro, infatti, è morto nello stesso anno del suo completamento, il 2008.

La visita a questa struttura, dall’architettura che sembra ispirarsi al mare con le sue vele e alle fabbriche con i loro camini non si può perdere. Il centro non è un museo, né un monumento, ma un luogo di incontro per conferenze ed eventi essendo strutturato in piccoli padiglioni e cortili interni riparati dal vento.

Volendo organizzarsi una visita è utile consultare il sito apposito. Dopo aver scattato qualche fotografia di questa stupenda opera proseguendo nella passeggiata arriviamo alla Musikkens Hus, altra meraviglia architettonica.

Inaugurata nel 2014, è il completamento del centro culturale della città ed è diventata, con il tempo, un centro di riferimento per tutta la regione perché vi si svolgono concerti di ogni tipo, infatti contiene ben quattro sale da concerto, tre sono nel piano interrato, una sala prove, un ristorante e altre strutture didattiche.

Principalmente è utilizzato dall’orchestra sinfonica della città, da quella del conservatorio ma anche da altri istituti musicali. Se invece ci incamminiamo nella direzione opposta, passando davanti al Vecchio Municipio in stile tardo barocco e rococò edificato nel millesettecento, oggi vi si svolgono matrimoni ed eventi vari, siamo in Gammeltorv dove vediamo la Cattedrale di San Botulfo, patrono dei viaggiatori, è la cattedrale di Aalborg. Eretta verso la fine del milletrecento, in stile gotico, sopra altre chiese dei secoli precedenti, di cui si sono perse gran parte delle tracce. Le uniche sono visitabili nella cripta della chiesa. Il colore bianco e la sua architettura sono alquanto sorprendenti ed attirano immediatamente l’attenzione. Il campanile, quadrato della fine del XVIII secolo, con la guglia raggiunge l’altezza di quasi trenta metri ed è quindi visibile da qualsiasi punto della città.

Da notare anche gli orologi, identici tra loro, posizionati sui quattro lati che furono installati quasi un secolo più tardi. I rimaneggiamenti seguirono anche fino al secolo scorso con la costruzione della sacrestia, del coro, dell’innalzamento del soffitto e dell’aggiunta di una nuova cappella. L’interno, proprio per questo motivo, è un susseguirsi di stili diversi, si va dagli affreschi del millecinquecento del soffitto alla facciata barocca dell’organo, alla pala dell’altare anche in stile barocco, al pulpito della fine del XVII secolo fino alla fonte battesimale in marmo donata negli anni trenta del millesettecento. Alcune iscrizioni sepolcrali, datate tra il XVI e il XVIII secolo, denotano ulteriormente la diversità degli stili che hanno contraddistinto nei secoli questa chiesa.

Contigua a questa piazza entriamo in CW Obelsplads, una piazza con molti locali che in inverno diventa una pista di pattinaggio, ad un certo punto di apre una viuzza che porta al Helligandsklostret, un monastero del millequattrocento dedicato allo Spirito Santo visitabile solamente con una visita guidata (condotta in danese e inglese). Non ci si deve stupire della quantità di automobili parcheggiate nei cortili, infatti all’interno sono stati ricavati una trentina di appartamenti.

Uscendo dalla piazza e percorrendo Algade arriviamo in vista di un’altra chiesa, Vor Frue Kirke, la chiesa di Nostra Signora. In origine era parte dell’abbazia di suore benedettine, fu demolita verso la fine del XIX secolo e ricostruita immediatamente. Un’altra data importante, il 1534,perchè con il saccheggio della città la chiesa venne spogliata di tutto quello che aveva un valore. In seguito al passaggio al luteranesimo della Danimarca la chiesa divenne una delle chiese parrocchiali fino a quando l’ultima suora nel 1560 lasciò il convento, e un paio di secoli più tardi venne demolita. Sopra le macerie venne eretta una nuova chiesa in stile neoromantico. Di notevole valore, anche storico, il portale in granito e la torre perché appartenuti alla chiesa originale.

Fra le cose da vedere ad Aalborg ci sono le tante casette colorate a graticcio sparse per la città. Hjelmerstald però merita una menzione, è una via incantevole, si trova in un antico quartiere, le quattro abitazioni una volta erano usate come stalle, ora sono alloggi.

Tra i tanti musei di Aalborg uno è indimenticabile, il KUNSTEN Museum of Modern Art Aalborg, il museo di arte moderna, costruito tra il 1968 e il 1972 sul progetto di Alvar Aalto. Già esternamente la costruzione di marmo di Carrara, legno, vetro e rame, ben si integra con la natura circostante. Internamente poi, il chiarore della luce e delle sale mettono in evidenza tutte le opere esposte di arte moderna sia nazionali che internazionali, sia dipinti che sculture. Gli spazi esterni circostanti comprendono un parco ben curato dove troviamo altre sculture, una in particolare una scultura di Pierre Huyghe, Untilled (Lignder Frauenakt) dove un alveare vivente copre la faccia dell’installazione, un anfiteatro e una terrazza. Alcune opere della collezione permanente da non perdere assolutamente sono alcuni dipinti di Fernand Lèger, di Marc Chagall e del danese Per Kirkeby. Quando l’ho visitato ospitava una mostra intitolata “Marmor” dove spiccavano opere di Jeff Koons, il Busto borghese, oppure di Giovanni Lorenzo Bernini, il busto di Camilla Barbadori o ancora la Venere degli stracci di Michelangelo Pistoletto.

Il sito illustra in modo esaustivo la collezione e informa su come organizzarsi una visita. Dall’esterno, si scorge l’Aalborgtårnet, una torre eretta subito dietro al museo nel 1933 per un’esposizione e mai più demolita. Salendo con l’ascensore sulla piattaforma panoramica si ha una vista inconsueta della città.

Nella periferia, in posizione dominante sulla città, precisamente nel quartiere di Nørresundby, all’interno di una foresta dove pascolano pecore e capre, dobbiamo assolutamente fermarci per visitare Lindholm Høje, la più importante necropoli sia dell’età del ferro germanica che dei vichinghi, quindi tra il 400 d.C. e il 1000 d.C.

Vi si trovano circa settecento tombe, interessante oltre alla disposizione delle tombe, le più antiche in alto sulla sommità della collina, anche la conformazione circolare delle pietre di forma diversa a seconda se vi è sepolto un uomo, la forma è più appuntita, certe addirittura triangolare, oppure una donna con la tomba dalla forma molto più circolare. Un’altra diversità sta nel fatto che nelle tombe del V secolo furono trovate sepolture di corpi interi mentre in quelle dell’era vichinga i corpi venivano cremati prima di essere sepolti. Quelle più antiche si trovano nell’area superiore dell’area tombale, quelle meno antiche in quella inferiore.

Per tutta la preistoria, il Lim Fjord rimase una via per il trasferimenti di merci e uomini verso le terre del nord anche perché le navi erano in grado di risalire il fiume, inoltre il terreno, sabbioso, era adatto alla coltivazione, ma col il passare del tempo questo luogo venne ricoperto dalla sabbia diventando una zona desertica almeno fino alla metà del millenovecento quando iniziarono gli scavi. Associato vi è il museo omonimo dove si può approfondire la storia di questo sito. Un’ultima cosa, girovagando nei vari quartieri si possono ammirare molti murales di artisti diversi che abbelliscono le vie non solo del centro.

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