Nordjylland, lo Jutland del nord, vento, spiagge, natura incontaminata e turismo.

Lo Jutland è una penisola che si divide tra la Germania e la Danimarca, alla prima appartiene lo Jutland Meridionale in tedesco Schleswig-Holstein, alla seconda la restante parte della penisola a sua volta suddivisa in Jutland meridionale o meglio Sønderjutland, centrale, Midtjylland e settentrionale, Nordjylland, diviso dal resto della penisola dal Limfjord, che collega il mare del Nord con il Kattegat, lo stretto del mar Baltico. Questo territorio è stato popolato dalla popolazione dei Cimbri che scesero verso l’Italia all’incirca verso il 100 a.C. soffermandosi dapprima nell’odierna Baviera per poi stanziarsi in Trentino precisamente sull’altopiano di Asiago, ancora oggi nei paesi di Luserna, Folgaria e Lavarone dove sopravvive ancora l’idioma e la loro cultura è oggi protetta da leggi internazionali essendo riconosciuti come minoranza etnico-linguistica.

Quello più visitato e turisticamente più apprezzato è senza dubbio quello settentrionale. Allora cosa vedere nello Jutland del Nord?

Anche se Ålborg, che descriverò in seguito, è la città più importante e più popolosa dell’estremo nord dello Jutland il punto di partenza per visitarlo è Frederikshavn, nelle cui vicinanze si trovano belle aree verdi e spiagge di sabbia bianca fine e dune, ad esempio Bratten Strand. Un paesaggio che offre molti percorsi per passeggiate ed escursioni a piedi o in bicicletta. Appena fuori città, sulla collina di Pikkerbakken si possono visitare le fortificazioni costiere tedesche della Seconda Guerra Mondiale, utilizzate anche dalla marina danese durante la Guerra Fredda per proteggere il porto della città e annesso il museo di Bangsbo Fort – Bunkermuseum dove vedere i cannoni che venivano utilizzati e la sala degli interrogatori.

Dal porto un traghetto in circa due ore ci porta a Læsø, la maggiore isola del Kattegat, famosa non solamente per le sue case a graticcio dal tetto di alghe, che sono la sua attrattiva maggiore, ma anche per la bollitura del sale, una antica metodologia risalente al medioevo.

Quest’isola ha una splendida e ricca natura composta da spiagge poco frequentate, estese torbiere, piccoli laghetti, brughiere e foreste di pini, abeti e querce, tutto questo facilita la vita e la riproduzione di varie specie di uccelli e animali tra cui la gru e la crescita si innumerevoli specie vegetali anche molto rare come ad esempio l’orchidea.

Rientrati, percorrendo la strada 40, si arriva a Grenen, la punta estrema del nord dello Jutland e della Danimarca una lunghissima penisola sabbiosa, dove si incontrano due mari quello dello Skagerrak, il Mare del Nord, il canale tra lo Jutland e la Norvegia, con il Kattegat, il Mar Baltico, lo stretto che separa la Danimarca dalla Svezia. 

Qui si assiste, oltre agli innumerevoli selfie dei turisti, allo scontro tra le onde provenienti da direzioni opposte che non possono mai unirsi e mescolarsi data la loro diversa densità. Le correnti che si creano sono pericolose quindi non si può fare il bagno, ma solo immergere i piedi e aspettare il proprio turno per scattare una fotografia memorabile. Qualche chilometro e si entra a Skagen, dove si vedono i bunker tedeschi della Seconda guerra Mondiale e si può visitare il museo che racconta la storia della loro costruzione ed utilizzo. Un altro museo da visitare è lo Skagens Museum che raccoglie opere di molti pittori danesi e scandinavi che frequentavano questa città per la sua luce particolare. Sempre sulla costa, sopra una piccola collina c’è il Vippefyret, la copia di un antico faro o meglio di una lanterna basculante costruito nei primi del milleseicento.

Ancora prima, svoltando sulla sinistra si entra nel parcheggio da dove raggiungere Den Tilsandede Kirke, la chiesa sepolta, dedicata a San Lorenzo, costruita nel milletrecento, in stile gotico baltico, venne chiusa nel 1795 perché non era più possibile proteggerla dalla sabbia trasportata dal vento che nel corso dei secoli ha ricoperto il cimitero e la chiesa. Quello che rimane visibile oggi è il campanile del XV secolo restaurato nel milleottocento e dipinto di bianco. Salendo una stretta scalala chiocciola si riesce a salire ai piani superiori da dove si ha una bella vista sul territorio attiguo.

Ripartendo da Skagen e ripercorrendo la strada principale, dopo tredici chilometri troviamo un bivio, sulla destra, in pochissimi minuti arriviamo ai parcheggi per un altro panorama che ha dell’incredibile è Råbjerg Mile, la più grande duna mobile d’Europa, alta quaranta metri, con una superfice di circa un miglio quadrato, da qui il nome, 3,5 milioni di metri cubi di sabbia che si sposta di 15 metri all’anno verso nordest. lo spostamento, causato dal vento, è iniziato già nel XVI secolo, raggiungendo la sommità si ha la vista in lontananza del mare e della zona umida che rimane dopo il trasferimento di questa grande quantità di sabbia. Merita assolutamente una passeggiata a piedi nudi per godere dello spazio e del silenzio rotto solo dal soffiare del vento, un incontro con le forze della natura.

Dirigendosi verso Løkken un’altra fermata obbligatoria è Rubjerg Knude, un faro ormai in disuso operativo fino al 1968, verrà anch’esso ricoperto dalla sabbia e sparirà a causa dell’erosione della costa che avviene regolarmente per circa due metri ogni anno tant’è che tre anni fa è stato spostato di settanta metri vero l’interno altrimenti sarebbe già sparito. chi fosse interessato può vedere come è stato fatto su un noto social media. Ora è visibile solo la torre, quadrata, in muratura, alta una settantina di metri, il resto degli edifici sono stati sommersi dalla duna prima del suo spostamento, è aperta al pubblico e si raggiunge la cima “scalando” una gradinata a chiocciola in ferro spesso bagnata e in certi punti stretta e ripida da dove vedere la scoscesa scogliera.

Proseguendo ancora si arriva alle spiagge di Løkken e di Blokhus, di sabbia bianca, lunghe e battute dal vento che forma le dune alle loro spalle. Alla loro base una lunga serie, ordinata, di bianche costruzioni in legno, caratteristiche di questa zona e con una storia alle spalle che inizia fin dal milleottocento, con l’aumento dei turisti che frequentavano questo territorio. Servono per cambiarsi ad esempio, ma anche per soggiornarvi, prenotando una di queste casette vi si può parcheggiare anche di fronte. Un’esperienza piacevole, oltre a nuotare o passeggiare è guidare l’automobile lungo tutta la spiaggia da Rødhus a Løkken.

Nella parte ovest dello Jutland del nord ci sono più di duecento laghi, lunghe spiagge sabbiose, dune e brughiere, risultato della sedimentazione di materiali sabbiosi di molti secoli, di una bellezza selvaggia, è il parco nazionale di Thy. Questo parco istituito nel 2007 è il più antico della Danimarca, sono 200 km² di sentieri per esplorarlo a piedi, in bicicletta o a cavallo. Attraversandolo non è inusuale, incontrare qualche cervo curioso oppure qualche foca che si rilassa al sole, se poi si è molto fortunati anche qualche gru. Il posto ideale per avvistare questi animali è vicino al lago di Nors (foto di copertina). Il parco è gratuito, aperto tutti i giorni, e facilmente percorribile in una sola visita, bisogna comunque fare attenzione alle aree private.

Oltre alla natura all’interno, lungo la costa, troviamo alcuni luoghi di interesse dove fermarsi assolutamente. Il Primo è l’Hanstholm Fyr è stato per un lungo periodo il faro più potente d’Europa e anche il primo a lente rotante in Danimarca. Costruito verso la metà del milleottocento è alto poco più di venti metri ma essendo su una collina la sua altezza triplica, in questo modo funge da punto di riferimento anche per l’intera città. Ancora in funzione oggi i suoi spazi interni sono anche utilizzati per mostre e convegni, volendo vi si può anche pernottare.

Ad una decina di chilometri, c’è un piccolo villaggio di pescatori, Klitmøller con una bella spiaggia noto in tutto il mondo ai surfisti, viene chiamato “Cold Hawaii” e dal 2010 qui si svolge una prestigiosa competizione di windsurf, la Cold Hawaii PWA World Cup. Sulla strada principale, Ørhagevej, si trovano numerose scuole di surf dove poter noleggiare tutta l’attrezzatura necessaria per provare a cavalcare le onde. Il faro è accessibile durante il giorno e dalla sua sommità si gode un’ampia vista sulla parte settentrionale del parco nazionale di Thy. Durante la Seconda guerra mondiale era un punto nevralgico per impedire l’accesso al Mar Baltico per cui è possibile visitare le fortificazioni e le batterie dei cannoni che costruirono i tedeschi in quel periodo.

Viaggiando ancora per una trentina di chilometri arriviamo nella parte sud del parco dove troviamo il Lodbjerg Fyr, costruito verso la fine del milleottocento, alto una trentina di metri, ancora in funzione, ha la particolarità di essere leggermente storto in conseguenza al tentativo di congiungerlo ad un bunker costruito nel giardino. Tutt’attorno un paesaggio aspro, dominato dalle dune tra cui quella di Penbjerg, dove, seguendo i tracciati dei molti sentieri, si possono fare escursioni davvero interessanti immergendosi in una natura incontaminata.

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