Dal bellissimo giardino, che contraddistingue la residenza estiva della regina Anna, attraversando Prašný Most, ovvero il Powder Bridge, che scavalca il fossato esterno, dove ad ogni cambio d’ora, si può vedere e fotografare il cambio della guardia, si entra nel Castello di Praga, costruito nel IX secolo su una delle alture caratteristiche della città boema di cui è diventato il simbolo. In realtà ci sono altre due entrate oltre a questa. Una secondaria che di solito è l’uscita dal castello in quanto contigua al vicolo d’Oro, da cui si ha una bellissima vista sul quartiere di Mala Strana. La principale, o meglio quella ufficiale, è la Hradčanské náměstí, ovvero la Porta dei Giganti, sopra le garitte delle guardie, ai lati della cancellata, barocca in ferro battuto, si vedono due titani che lottano e attraversandola si entra nella prima corte dove, ogni ora, avviene il cambio della guardia. qui attraverso Matyášova brána, la porta di Mattia, si arriva alla seconda corte che spesso si oltrepassa per entrare nella terza corte, da qui si inizia di solito la visita, perché ci si trova subito davanti alla Cattedrale di San Vito e immediatamente si viene investiti dalla sua vastità e dalla storia. Questa chiesa, simbolo della città, è la più grande ed importante di Praga e una delle più grandi d’Europa. Qui si incoronavano i re ed è tutt’ora il luogo dove sono conservate le spoglie di molti principi, re, vescovi e persone storiche.

Costruita sulle rovine di due chiese precedenti, andate distrutte, nel XIV secolo in stile gotico, ma quello che si vede oggi è il frutto di molte traversie, soprattutto guerre, infatti, venne completata nel XIX secolo. La facciata presenta due campanili con una serie di pilastri adornati da statue di santi ed un rosone, sopra all’ingresso, raffigurante la creazione. Si entra attraversando un portone in bronzo con scene della costruzione della cattedrale stessa e leggende di San Venceslao. Sulla destra la torre campanaria alta un centinaio di metri. Vi si può salire “scalando” quasi trecento gradini, lungo il percorso oltre alla vista sull’intera città si incontrano le campane tra cui quella chiamata Sigismondo, la più grande di Praga.
Purtroppo, entrare attraverso la Porta d’Oro, non è più possibile, si tratta di un porticato riconoscibile dal bellissimo e coloratissimo mosaico del milletrecento, lungo una ottantina di metri composto da artisti veneziani, che rappresenta il giudizio universale. Diviso in tre pannelli in quello centrale la figura di Cristo contornata dagli apostoli con Maria e Giovanni Battista, sotto si riconoscono re Carlo IV e consorte. Nelle tavole laterali, a sinistra, la resurrezione dei morti aiutati dagli angeli mentre a destra la dannazione di chi è destinato all’inferno.

Volgendo lo sguardo verso l’alto da non perdere sono i moltissimi doccioni ovvero i gargoyle e una serie di busti della famiglia di Carlo IV, arcivescovi, e persone che hanno contribuito alla costruzione della cattedrale come architetti e capi costruttori. Una volta entrati si rimane stupiti di fronte alla navata centrale, gotica, una ricchissima volta a stella illuminata dalla luce che trapela dalle varie vetrate, colorate, in stile Art Nouveau. Le due navate laterali sono più basse, all’incrocio tra queste e quella centrale, all’altezza del transetto, troviamo, sulla sinistra, il pulpito, riconoscibile per le foglie d’oro e i ritratti dei reali di Boemia che lo ornano.

Altra opera stupenda è l’altare maggiore, anch’esso barocco, la sua altezza è impressionante, infatti si sviluppa su tre piani, scuro per cui risaltano gli elementi decorativi, statue quadri e stemmi tra i quali quello del benefattore riconoscibile perché inserito tra due putti. Le due navate laterali inoltre, sono collegate tra loro da molte cappelle che continuano anche dietro all’altare maggiore, tutte con altari datati prima metà del XVIII secolo. Tra queste troviamo la tomba d’argento di Giovanni Nepomuceno. In stile barocco, impressionante, facilmente riconoscibile per la sua imponenza, per lo splendore dell’argento che la connota e per il baldacchino con drappi rossi che la racchiude.
La più nota, però, è quella di San Venceslao, sicuramente la più bella e ricca di opere d’arte come gli affreschi del IV secolo che raccontano la vita di Gesù. Al centro, sotto una volta a stella, troviamo la tomba del santo eretta, in stile gotico, nel XIV secolo ornata da pietre preziose, sopra di essa sono custodite le reliquie del santo. Tutte le pareti sono addobbate con pitture del VI secolo che ricordano la vita di questo santo. Osservando con attenzione la cappella si scopre che in un angolo c’è una piccola porta che una volta ogni otto anni viene aperta e ci fa entrare nella camera della corona dove sono custoditi i gioielli reali.

Prima di uscire guardate verso l’alto per ammirare l’Organo a canne, barocco, uno dei più grandi d’Europa posto su un soppalco del millecinquecento. Anche le vetrate, del XX secolo, sono straordinarie e di grande impatto visivo soprattutto quella dove viene rappresentato il Giudizio Universale o il rosone a tema creazione del mondo.
Attraversando il cortile si deve assolutamente visitare il Vecchio Palazzo Reale che fino al millecinquecento era la sede del re di Boemia. La sua costruzione è del nono secolo poi dopo varie ristrutturazioni avvenute nei secoli successivi a raggiunto lo stato attuale. Il centro degli appartamenti reali è la Sala san Venceslao, dalla chiara impronta medioevale, caratterizzata da un soffitto a volte, in stile gotico, rettangolare, lunga più di sessanta metri, al quel tempo vi si svolgevano anche per tornei cavallereschi che vi entravano dalla scala dei cavalieri che la collegava direttamente con la piazza San Giorgio e ancora oggi usata per grandi eventi quali l’elezione del presidente della repubblica. Un portale conduce nella sala Ludvík, rinascimentale, era la Cancelleria, è anche storicamente importante, infatti, dalla finestra furono gettati, nel 1618, due governatori imperiali cattolici, non morì nessuno perché caddero sul letame ma così ebbe inizio la guerra dei Trent’anni. Proseguendo si visitano altre sale tra cui la Chiesa dei Santi, aperta solamente per le funzioni religiose o concerti, e la quattrocentesca Sala della Dieta, in stile tardogotico dove si riuniva il “parlamento”, si notano il trono al centro, accanto la poltrona dell’arcivescovo e i posti dei dignitari divisi per rango.

Un’altra sala da non perdere è quella accanto, una volta ufficio del catasto, si deve alzare lo sguardo per ammirare la volta ricoperta di di stemmi araldici. Un’altra ala è quella detta Teresiana in quanto edificata da Maria Teresa d’Austria, si tratta di una sala che oggi ospita esposizioni d’arte.
Uscendo siamo in vista della Basilica di San Giorgio, inizialmente una chiesa preromanica perciò molto antica, infatti venne costruita prima dell’anno mille, nel corso degli anni però ha subito diverse modifiche, come ad esempio l’aggiunta delle due torri chiamate una Adamo e l’altra Eva e pur mantenendo lo stile romanico iniziale si presenta con una facciata barocca, e internamente con alcuni elementi gotici. Il pezzo forte è sicuramente l’abside con i suoi affreschi datati XII secolo ma non bisogna dimenticare il portale riconoscibile per il bassorilievo con San Giorgio e il drago. In una cappella, seminascosta, sono conservati i resti della prima martire della Boemia, Santa Ludmilla.

Sulla parte destra della Basilica di San Giorgio, una volta superata, si trova il Vicolo d’oro (Zlatá ulička u Daliborky) vicino alle mura a nord della fortezza. Il Vicolo d’oro è una stradina caratterizzata da una serie di casette dal variopinto colore, la casa color azzurro, al numero ventidue, è dove hanno abitato Kafka e Seifert, premio Nobel del 1984 per la letteratura.

Il suo nome deriva dal fatto che qui c’erano le botteghe degli orafi che vivevano assieme agli arcieri ed altri bottegai. Entrando nelle casette si può immaginare come si viveva in quel periodo anche se oggi sono adibite, per la maggior parte a negozi di souvenir. Queste case furono abitate fino alla seconda guerra mondiale e poi restaurate nel 1956. Il biglietto per accedere a questo vicolo è compreso in quello della visita al castello. Oltre agli orafi si dice ci fossero molti laboratori dove maghi ed alchimisti facevano i loro esperimenti.
Esternamente, proprio prima di uscire troviamo due torri, erano delle prigioni, una per i nobili l’altra per il popolo. Volendo ci sono anche altri palazzi da visitare come ad esempio la pinacoteca nel secondo cortile che ospita quadri di Rubens e Tiziano, oppure sempre nella stessa corte la Cappella della Santa Croce dove si possono ammirare alcuni tesori. Entrando nel prossimo cortile troviamo, oltre alla cattedrale, un bellissimo edificio realizzato in stile barocco, la casa del Prevosto, e sulla destra il balcone presidenziale. Esistono poi anche altre due belle torri, quella delle polveri, cilindrica e quella nera, romanica, davanti ad essa un belvedere sulla città e l’entrata ai giardini Reali che corrono lungo il castello da est ad ovest. Non dimentichiamo di palazzo Rosemberg e ii Palazzo Lobkowicz, in stile barocco, dove si trovano opere dl Canaletto di Diego Velazquez e Pieter Brueghel e spartiti di Mozart e Beethoven.
Per ottenere informazioni esaustive su tutto ciò che si può visitare al castello di Praga è utile consultare il seguente sito anche in considerazione del pregevolissimo tour virtuale visionabile.