Mainau, un’isola sul lago di Costanza, un tuffo nella natura, con il profumo delle aiuole di fiori, il colore delle farfalle e degli svassi, il rumore delle cascate e il barocco del palazzo al centro dell’isola. Ci sono stato sulla via del ritorno da un viaggio nella Foresta Nera, che ho descritto precedentemente. Per organizzarsi una visita in qualsiasi periodo dell’anno è necessario consultare il sito che oltre alla solite informazioni sugli orari e il prezzo del biglietto, indica anche cosa c’è in fiore mese per mese e una cartina aggiornata per scoprire le varie attrazioni, ma anche dove fermarsi a mangiare.
Un pezzo di Germania di proprietà Svedese, una lunga storia. Dall’insediamento celtico alla dominazione romana, negli anni avanti Cristo, all’ Ordine Teutonico, di cui esistono ancora oggi le tracce, che governò l’isola per circa cinquecento anni fino ai primi anni del milleottocento. Dopo molti passaggi di proprietà avvenuti dall’ inizio del ventesimo secolo l’isola divenne proprietà della famiglia reale svedese, oggi è gestita dalla famiglia Bernadotte.
Subito all’entrata, prima di attraversare il ponte che collega l’isola alla terra ferma, incontriamo la Croce Svedese, tre croci in bronzo del milleseicento che furono lasciate dagli svedesi durante la guerra dei trent’anni. Seguendo il sentiero che costeggia il lago, in senso antiorario, si scoprono tutte le attrazione di questo luogo incredibile e meraviglioso. Si passa dall’osservare sculture di sabbia che riproducono il Palazzo Barocco a rinfrescarsi all’ombra del Viktoria Linde, grandioso tiglio piantato nel 1862 per arrivare all’Aia di Mainau, una fattoria didattica, uno spazio per bambini dove incontrare alpaca, galline conigli, pony, asini e altri animali anche rari o addirittura in via di estinzione come la pecora marrone delle colline.
Proseguendo lungo la passeggiata delle rose selvagge e dei cespugli che ti attira con il suo profumo suadente e i suoi colori delle diverse qualità di rose si incontrano altre attrazioni come due simpatiche teste giganti, alte circa tre metri immerse in un giardino fiorito, opera detta appunto “insieme in giardino”.

Poi il giardino erbaceo, molte piante di tipo e provenienza diversa, più di ventimila, abbinate con sapienza e gusto, con vista sulla Torre degli Svedesi, torre di avvistamento edificata verso la metà del millecinquecento, ora non più accessibile e la Valle della Primavera, una distesa di fiori a seconda delle diverse stagioni e perciò colori, dal rosso al giallo, al bianco al blu intenso del lago che si scorge da qui e profumi diversi in estate piuttosto che in primavera. Seguendo il sentiero si arriva alla Terrazza Mediterranea, delle terrazza dove ammirare un insieme di giardini con piante tropicali ma anche palme e cipressi, di notevole impatto una vite a tromba cinese. Da lassù si ha una vista sul Giardini delle Dalie che rende il massimo del suo splendore verso la fine di agosto, nelle stagioni precedenti un fiorire di tulipani e papaveri.
Infine, prima di arrivare la Palazzo Barocco, un tocco d’Italia, la Cascata Floreale che collega con i suoi gradini il lago alla terrazza mediterranea. La cascata, a gradoni, è fiancheggiata da cipressi e da fiori di specie diverse.

Il Palazzo Barocco, dove abita la famiglia Bernadotte, e la contigua Chiesa del Palazzo di St. Marien, formano un insieme armonioso, costruiti entrambi nella metà del diciottesimo secolo, da J. Bagnato, segnano il trionfo del barocco anche a queste latitudini. Edificato a ferro di cavallo sopra un’altura domina l’intera isola ed è visibile da lontano.

Le sale, aperte al pubblico in certe occasioni, sono adornate con stucchi e ori che ci fanno rivivere l’opulenza della vita di allora. Entrando a visitare la chiesa saltano subito all’occhio il soffitto decorato con dipinti della vita di Maria, l’altare maggiore, il pulpito e le statue, una totalità di arte barocca.
Adiacente al Palazzo si trovano il Roseto Italiano, un puzzle di rose classiche, rampicanti, di diverso assortimento sia per colore che per aspetto e profumo. Molto visibile la Casa delle Palme, un edificio serra che contiene innumerevoli specie di questa pianta provenienti da ogni parte del mondo. Dietro al Palazzo, scendendo una scalinata, arriviamo al giardino sul lago con l’orologio floreale, alberi di faggio e tiglio tra cespugli di rododendri e camelie un insieme che forma la geografia del lago di Costanza. L’orologio è un vero e proprio gioiello essendo stato creato nel 1745. Lasciando il lago sulla destra dopo aver visitato il giardino pensile, un dedalo di sentierini immersi tra i fiori posto proprio sotto il Palazzo, si percorre il Sentiero delle Ortensie, una salitella con vista sul porticciolo che ci porta a rientrare nel cortile del Palazzo barocco attraversando l’edificio dell’Arco. Scendendo dal piazzale si raggiunge costeggiando l’Arboreto, un’assortimento di alberi vari tra cui sequoie, cedri, abeti, querce, un luogo dove fermarsi la Granduca Friedrich Terrace, dedicata al Duca Federico I di Baden, da cui si ha una spettacolare vista sull’arboreto.
Da lì si raggiunge la casa delle farfalle, uno sfavillio di colori che si confondono con il verde della vegetazione; un ambiente umido e caldo, una serra tropicale, dove si possono osservare centinaia di farfalle in libertà originarie di ogni parte del mondo che vengono allevate e quindi si può seguire il loro ciclo vitale dalle uova, al bruco fino alla farfalla adulta.

Camminando lungo Viale Metasequoia, uno spettacolo di alberi, la sequoia cinese, che con le loro fronde ti riparano invitandoti a riflettere sulla conservazione di questo patrimonio, si ritorna verso il punto di partenza con il cuore pieno di pace e di entusiasmo, con ancora negli occhi tutte queste meraviglie della natura e ci si avvia con un po’ di invidia verso Costanza. Sicuramente ho dimenticato di descrivere altre attrazioni e me ne scuso per cui vi invito caldamente a visitare quest’isola in qualsiasi momento dell’anno, si sorprenderà e vi lascerà la voglia di tornarvi in un’altra stagione.