Lasciando Baden-Baden ci si inoltra in strade che attraversano paesaggi diversissimi tra loro, si passa dal verde dei prati e delle foreste di intere vallate al blu dei laghi dove si specchiano le montagne circostanti. Ci sono due strade da percorrere, la prima è la Schwarzwaldhochstraße, l’alta via della Foresta Nera, conosciuta anche come B (Bundesstrasse) 500, lunga circa sessanta chilometri, aperta nel 1930 per scopi militari oggi è una via turistica per visitare, partendo da Baden-Baden, luoghi davvero incantevoli, Ancora nella città di Baden-Baden, una sosta doverosa è presso il Kloster Lichtenthal, un monastero cistercense, costruito nel XIII secolo in stile gotico, alcuni rifacimenti degli anni seguenti hanno ricostruito alcuni edifici in stile barocco.
Proseguendo, su questa strada alquanto tortuosa, per circa una venticinquina di chilometri arriviamo al Mummelsee. Un lago carsico, profondo quindi, con acque scure, inserito in un paesaggio boschivo dove, seguendo il sentiero che fa il giro del lago, si vedono strane figure legate alle leggende che lo riguardano. Si tratti di una sirena, o dei fantasmi che vivrebbero nel lago, o del re Mummelsee, oppure ancora meglio dell’ingresso che porta al centro della terra.
La leggenda più comune narra che sul suo fondo ci sia un bellissimo castello di cristallo dimora appunto di un re e delle sue figlie, le sirene, che convivevano pacificamente con gli abitanti del luogo fino a quando una di loro si innamorò di un giovane contadino perdendo la cognizione del tempo e disobbedì al padre rientrando al castello dopo il tempo che le era stato concesso.

Quando si tuffò, dal lago risalì acqua color rosso sangue, la sirena era morta per amore. Il nome però probabilmente deriva dalla varietà di ninfee che crescevano qui, le Mummeln appunto. A ovest si innalza il “Katzenkopf” mentre a nord la “Hornisgrinde”, una serie di sentieri portano fino alla cima di entrambe da dove si ha una splendida vista sui dintorni.
Continuando a percorrere questa iconica strada arriviamo a Freudenstadt, la cui storia non risale ai primi secoli del nostro tempo, ma è comunque interessante, infatti, se ne ha notizia dal XVI secolo quando Federico I del Württemberg decise di costruire una capitale completamente nuova. La città venne rasa al suolo durante la seconda guerra mondiale e ricostruita in pochi anni. Si deve iniziare a visitarla dalla grande Marktpaltz, si dice sia la piazza più grande di tutta la Germania, sicuramente il luogo dove si svolgono tutte le manifestazioni importanti della città, come ad esempio il mercatino di Natale. Su un lato si erge la Stadtkirche, dalla forma particolare, ad angolo retto, con due campanili ai lati, fu costruita nei primissimi anni del milleseicento. L’interno, di una semplicità quasi unica, mette in mostra un crocefisso, tardogotico, delle dimensioni notevoli datato XVI secolo circa, la fonte battesimale, romanica, in arenaria, dal colore rosso vivo, probabilmente scolpita da alcuni monaci lombardi che frequentavano le vicinanze e il leggìo, anche esso romanico, del XII secolo, in legno di tiglio ornato con le figure dei quattro evangelisti, dalla sua posizione si riescono a vedere contemporaneamente le due navate. Sempre in piazza troviamo due particolarità, la prima i portici, sono sparsi anche in altre parti della città, sotto le cui arcate ci sono negozi di ogni tipo, la seconda, più interessante la fontana, dal pavimento lastricato fuoriescono una cinquantina di getti che sono rinfrescanti in estate, giocosi per i bambini e uno sfondo perfetto per le fotografie della piazza.

Dalla piazza si può iniziare una piacevole passeggiata di poco meno di due chilometri verso la collina di Kienberg, passando attraverso dei roseti ai lati della Rosenweg, la via delle rose appunto si giunge ad un punto panoramico su tutta la città dove spicca una torre alta venticinque metri, la Herzog-Friedrich-Turm innalzata per festeggiare il trecentesimo anniversario della fondazione della città. Una altra bella visuale, questa volta, su tutta la piazza si ha salendo sulla torre dello Stadtverwaltung Freudenstadt, il municipio, si ammirano le case dai tetti spioventi color rosso disposte a scacchiera con lo sfondo della Foresta Nera.
Da qui percorrendo la Deutsche Uhrenstraße, la strada tedesca dell’orologio, la seconda per importanza, che ci guida attraverso uno dei paesaggi più impressionanti della Foresta Nera, ovvero alla scoperta degli orologi a cucù con la possibilità di visitare laboratori ed esposizioni di questi manufatti. il primo centro abitato interessante è Schiltach, una cittadina che ha conservato la sua impronta medioevale riscontrabile nella città vecchia soprattutto nella Marktplatz, triangolare ed in salita con al centro una fontana. Sono le case a graticcio, sicuramente rinnovate che una volta erano abitate da conciatori e fabbricatori di zattere, vista la vicinanza del fiume. Sulla piazza si affaccia il municipio cinquecentesco la sua facciata è ornata da affreschi che narrano la storia della città.
Si devono percorrere venti chilometri per arrivare a Guttach museo all’aperto, un’attrazione da non perdere assolutamente in quanto visitarlo ci riporta indietro nella storia e ci racconta la cultura e le tradizioni di questa terra, per questo motivo segnalo il sito in modo da poter organizzare una visita completa.

Quindi se volete passare una giornata a stretto contatto con la natura e la cultura contadina il Vogtsbauernhof è il posto giusto. In questo museo, si possono vedere come erano organizzati i masi della Foresta Nera nei secoli che vanno dal sedicesimo fino al diciottesimo. Si vedono segherie, magazzini ma soprattutto l’interno delle abitazioni con le cucine con le pareti annerite dal fumo, i salotti con le stufe di maiolica e le stanze da letto con i mobili in legno dipinti. Esternamente i balconi fioriti fanno da cornice ai prati dove scorrazzano oche, maiali, capre, galline e conigli, le mucche sono dentro alle stalle o in apposti recinti.
Continuando il nostro viaggio percorrendo la Landstrasse 33 appena fuori da Hornberg si può fotografare un grande orologio a cucù, inserendo 1 euro nell’apposito raccoglitore si attiva il meccanismo completo di musichetta e movimenti dei personaggi raffigurati.

Riprendendo la B 500 si arriva al Triberg, appena fuori del centro abitato un sentiero ci porta alle cascate di Triberg. Sono le più alte dell’intera Germania per un’altezza totale di 163 metri scivolando su una roccia di granito.
Formate dal torrente Gutach si dividono in due salti, il primo con ulteriori tre livelli, il secondo, più spettacolare, ne ha sette, tutto tra una serie di grossi massi e una fitta foresta di alberi. Per godere a pieno della loro magnificenza, che si riscontra non solo nel suono ma anche nello scontro tra il color biancastro dell’acqua, il verde della vegetazione e il grigio dei sassi, basta percorrere uno dei sentieri, di difficoltà e caratteristiche diverse, ma segnalati molto bene, che salgono lungo le cascate arrivando ad una delle molte piattaforme panoramiche. Di sera, sono aperte fino alle ventidue tutto l’anno, anche d’inverno, e vengono illuminate per cui lo spettacolo è ancora migliore e più suggestivo.

Nelle vicinanze si può visitare un tipico paese di queste parti, Schonach, famoso per il primo orologio a cucù più grande del mondo, primato conteso da tutti i paesini dei dintorni, chi sia il vincitore è difficile da dire. Il museo dell’orologio più ricco, però, si trova a Furthwangen, comprende, moltissimi pezzi pregiati provenienti da tutto il mondo, un percorso indietro nel tempo.

Volendo fare una pausa Friburgo è molto vicina, se invece si vuole fare una piccola deviazione dal percorso consiglio la visita al Monastero di St. Trudpert Münstertal/Schwarzwald. Dedicato ad un monaco, venne distrutto durante la guerra dei trent’anni e ricostruito successivamente alla fine del XVII secolo, nella chiesa si ammirano gli affreschi di Francesco Antonio Giorgioli, pittore del periodo barocco, grande viaggiatore, infatti, le sue opere si possono osservare in tutta l’Europa.
Se invece di deviare continuiamo sulla B 500 arriviamo in vista del Titisee, il cui nome è di derivazione romana, infatti, il generale Titus si accampò in questa regione con il suo esercito attorno al I secolo d.C.. Merita una tappa per compiere una passeggiata lungo il sentiero che circonda il lago per fermarsi a riposare godendo di una bella vista da cartolina stendendosi al sole dopo un bel bagno ristoratore.

Un altro lago molto vicino è lo Schluchsee, formato da una diga costruita negli anni trenta del XX secolo, ma originariamente era un lago glaciale data la sua altezza, circa mille metri, sul livello del mare. Anche qui una pausa è d’obbligo per rifocillarsi e godersi un po’ di riposo sulle sue sponde. Dopo aver costeggiato tutto il lago e attraversato la cittadina omonima si gira a destra ed in una decina di chilometri si arriva al Monastero di Sankt Blasien, un’abbazia benedettina in stile neoclassico, costruita nel 1776 dopo un incendio, non c’è alcuna certezza sulla data della sua prima costruzione, pare l’XI secolo. Quello che però meraviglia è la sua enorme cupola, alta sessantatré metri e larga trentadue. Anche qui una leggenda che narra delle apparizioni di due monaci che terrorizzavano gli abitanti del luogo, tutto terminò con la loro cattura dopodiché furono gettati nel Feldsse, un piccolo lago glaciale, dalla montagna sovrastante. Infine, per completare questo meraviglioso viaggio ci si dirige verso Schaffhausen di cui scriverò in seguito.