Comacchio, non è Venezia.

Comune di poco più di ventimila abitanti, in provincia di Ferrara, da cui dista solo cinquanta chilometri, sul delta del Po, nata come città lagunare, perché separata dal mare da circa tre chilometri. Fondata dagli etruschi, ha una storia del tutto particolare, soprattutto per le invasioni che ha subito, dai Longobardi, ai Veneziani fino al Regno di Sardegna. È conosciuta per i suoi sette lidi, per il carnevale e per il Parco Regionale del Delta del Po. Ci sono arrivato da Ferrara percorrendo la superstrada in meno di un’ora.

Parcheggiata la macchina al Piazzale Caduti per la Pace, mi sono inoltrato a piedi nella città di Comacchio, dopo pochi minuti sono arrivato all’attrazione più famosa e visitata: il ponte dei Trepponti. Costruito nel 1638 dall’architetto Luca Danese, è costituito da cinque archi in pietra con due torri alla sommità delle scalinate, sulle sui pareti ci sono delle iscrizioni con passi di Torquato Tasso e Lodovico Ariosto.

Per raggiungere il Museo Delta Antico, (sito) dove sono raccolti reperti e testimonianze di vita nel delta del Po , si deve passare sul ponte degli Sbirri. Altro ponte dello stesso architetto Danese, che prende il nome dalla vicinanza alle carceri, è il punto d’intreccio navigabile più importante di Comacchio, da qui si dividono i canali che portano in tutte le direzioni.

Seguendo il canale di arriva in vista della Torre dell’Orologio e, al suo fianco, della Loggia dei Mercanti del Grano. La prima costruita, come i ponti, attorno alla metà del milletrecento in pietra d’Istria, fu ricostruita nel 1816 e nel 1824. La sua storia è raccontata dalle iscrizioni inserite sul basamento.

Loggia del Grano
Torre dell’Orologio

Le sue particolarità sono l’orologio meccanico, aggiunto in seguito, e la nicchia che contiene la Madonna e il Bambino. La Loggia fu eretta nel 1621 e serviva come deposito del grano nella sua parte superiore sostenuta da un colonnato.

Proseguendo ancora lungo il canale, su via Cavour, dopo una svolta verso destra si arriva al ponte del Carmine da dove si ammira la Chiesa del Carmine. La sua edificazione risale al seicento, di fattura semplice si distingue dal campanile, più curato, forse perché eretto in seguito.

Se invece costeggiamo la Piazzetta Ugo Bassi, arriviamo in Piazza XX Settembre dove si trova la Basilica Concattedrale di San Cassiano Martire, ovvero il Duomo di Comacchio. La facciata che domina con la sua grandezza l’intera piazza, è costituita da mattoni ad esclusione di alcune parti come ad esempio i capitelli che sono in pietra. All’interno quello che cattura immediatamente l’attenzione è l’altare maggiore con gli angeli ai lati e le statue dei Santi che fanno da cornice a quella in legno del santo protettore della città, San Cassiano. A lato del Duomo si erge il campanile, ultimato alla metà del millesettecento, fu poi riedificato un secolo dopo dopo il suo crollo.

Chiesa del Carmine
Loggiato dei Cappuccini

Dal Duomo passeggiando lungo Corso Mazzini Loggiato dei Cappuccini, un lungo porticato di 142 archi della metà del milleseicento che conduce al Santuario di Santa Maria in Aula Regia. Da lì al parcheggio la strada è breve anche a piedi. Volendo imbarcarsi per un’escursione nelle Valli di Comacchio si deve arrivare alla Stazione Foce, in automobile bastano dieci minuti. Vicino al punto di imbarco ho mangiato al Bettolino di Foce, un casone ristrutturato, un ambiente familiare, un menù con un prezzo leggermente alto. Le Valli di Comacchio, sono una zona umida protetta, con un susseguirsi di canali e paesaggi straordinari che vale la pena di vedere. Il tour in battello proposto è di circa due ore con visita ai casoni, le vecchie stazioni di pesca dove si possono vedere, oltre alla struttura e agli arredi interni, gli attrezzi e gli impianti che venivano usati per pescare. Questo giro turistico permette anche un contatto con la natura tipica di questi luoghi che ospitano una grandissima quantità di flora, dalla quercia al pino a fiori come il limonio, e di fauna come fenicotteri, garzette, aironi, circa trecento specie diverse di uccelli, ma anche anguille, pesci, lontre e perfino volpi.

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