Veniamo al lato più visitato, più famoso, più attrezzato turisticamente, più fresco, che non è poco soprattutto d’estate, diverso nella fauna e soprattutto nella flora composta perlopiù da bassi cespugli, il South Rim del Grand Canyon. Per entrare al parco ci sono due possibilità, dipende da dove si arriva, io sono a partito da Page quindi l’entrata è stata quella da est che porta al Desert View. Vale la pena fermarsi subito in questo piccolo insediamento perché le navette interne al parco non arrivano fino qui. Oltre il bellissimo panorama c’è da ammirare la Watchtower che non è un residuato dell’antichità, anche se la sua architettura è influenzata dalle costruzioni del popolo dei Pueblo originari del Colorado, è stata innalzata nel 1932.
Fermandosi lungo il percorso degli ottantacinque gradini e guardando attraverso le finestre, munite di riflettoscopi, si riescono ad evidenziare gli strati multicolori del canyon e un lungo tratto del Colorado River. Ci si deve soffermare nella sala Kiva costruita sul modello tradizionale della sala cerimoniale e perciò del tutto simile a quelle visibili al Parco Nazionale di Mesa Verde in Colorado, però adibita ad altro scopo, quello commerciale.

Riprendendo la Desert View Drive la strada panoramica lunga circa quaranta chilometri, che non è servita dalle navette si attraversa tutto il parco e ci si può fermare in diversi punti panoramici fino ad arrivare al Grand Canyon Visitor Center, punto di arrivo e partenza di tutte le navette, dove oltre al film di orientamento sul parco, a vari caffè, ristoranti e negozi di vario tipo, si possono ricevere tutte le informazioni necessarie per visitare il parco in sicurezza e parcheggiare comodamente la macchina.
Quali sono i punti migliori e più interessanti dove fermarsi per immortalare con una foto un panorama mozzafiato che cambia in continuazione secondo le ore della giornata? In questo tratto troviamo a seguire dopo il Desert View, oltre alle cosiddette aree picnic, alcuni punti panoramici interessanti come Lipan Point, scenografico perché permette un’ampia vista a 180°, ma soprattutto è visibile la Hance Rapid, una delle rapide più lunghe ed impegnative del fiume Colorado, volendo a poca distanza sorge il Tusayan Ruin and Museum che non ho visitato. A seguire consiglio è di fermarsi in almeno un altro punto, il Moran Point, da qui si osservano le tre diverse stratificazione delle rocce riconoscibili dalle differenti colorazioni, dalle verdastre più profonde alle biancastre più superficiali a cui si interpongono quelle colorate di rosso. In verità ce ne sono altri, Navajo Point, il punto più alto di tutto il canyon o il Grandview Point, da dove si vedono alcune anse del fiume, da qui parte anche il sentiero denominato appunto Grandview Trail ,stretto e ripido per cui adatto ad esperti, oppure il Pipe Creek Vista da dove parte il Rim Trail un sentieri, facile ed asfaltato che in 13 miglia arriva fino a Hermits Rest. L’unico punto non accessibile con l’auto sulla Desert View Drive è Yaki Point, perciò è necessario prendere la navetta del percorso arancione.

Da questo luogo la vista è impareggiabile, si arriva a vedere in lontananza, nelle giornate limpide, la Desert View Watchtower, ma è soprattutto al tramonto o all’alba quando la luce mette in evidenza tutte le colorazioni degli strati rocciosi che assume il suo miglior splendore. Seguendo il Rim Trail, oppure il percorso rosso della navetta, la Hermis Rest Route, si percorrerà il tratto più paesaggistico e spettacolare dell’intero South Rim. Lungo il sentiero troviamo punti panoramici fuori dal comune, iniziamo con Hopi Point, forse il più popolare in virtù dell’ampiezza del panorama, sempre molto affollato a qualsiasi ora del giorno in particolare all’alba e al tramonto, vale comunque la pena fermarsi e meravigliarsi di fronte a questo scenario naturale. Il punto di osservazione seguente è Mohave point, dove è meglio arrivare per il tramonto, offre una vista sul fiume alquanto ampia, infatti consente di vedere le rapide di Salt Creek, Granite e Hermit, a picco sul canyon permette di osservare una collina di creste dal vivace color rosso, denominata l’alligatore.
The Abyss, anch’esso in verticale sul canyon come il precedente, offre una vista particolare, si raccomanda di non superare le barriere per spingersi fino al limitare della rupe, è pericoloso, anche perché spesso la roccia si frammenta e cade, infatti la natura geologica è lievemente diversa, in questo punto poca acqua scorre verso il fiume. Guardando verso il basso si nota una piccola spiaggia dove spesso si accampa chi si avventura lungo il fiume.

Continuando a camminare dopo poco tempo arriviamo in vista di Pima point, perfetto per l’alba, è lontano e quindi di solito poco affollato per cui nel silenzio assoluto si riescono a sentire i rumori delle Granite Rapids, inoltre sullo sfondo si distingue un altopiano, detto Cataract Plains. A mio parere, diventa perciò indispensabile sceglierli rispetto a cosa si vuole vedere il tramonto, l’alba o il mezzogiorno senza pensare a quale è meno affollato, ma a quello che rende meglio lo spettacolo.

Volendo si può fare una sosta prima al Powell Point, dove si erge un memoriale che celebra le prime avventurose esplorazioni del fiume Colorado. Il sentiero termina a Hermis Rest, un punto di ristoro con servizi igienici.
I sentieri portano giù fino alle sponde del fiume Colorado, il più popolare è senza alcun dubbio il Bright Angel Trailhead, lungo tredici chilometri, non molto difficile da percorrere perché ben tenuto, si incunea tra una faglia del canyon e perciò offre panorami completamente diversi da quelli visibili dai punti di osservazione di superficie. Io ho percorso solo un tratto di questo sentiero, circa sei miglia andata e ritorno, sono quasi dieci chilometri, mi sono sentito quasi come un pioniere di altri tempi osservando quel panorama particolare di vita vegetale e animale che difficilmente si incontra sulla strada che scorre lungo tutto il Rim.

Ovviamente ce ne sono altri come ad esempio un altro molto “trafficato” è il South Kaibab Trail che parte da Yaki Point, per percorrerli è necessario attenersi scrupolosamente ad alcune regole essenziali, meglio ancora consultare un ranger presso un centro informazioni, in questo modo ci si procurano, la mappa del percorso che fornisce informazioni sulle le stazioni dei Ranger, sui campeggi e dove rifornirsi di acqua, ed i permessi per trascorrere la notte. Altre regole implicano avere un’attrezzatura adeguata, cibo per almeno due giorni, infatti non è consigliabile scendere e salire in giornata c’è troppo dislivello circa millecinquecento metri all’andata e altrettanti al ritorno, è avere con sè un kit di primo soccorso per curare eventuali vesciche o escoriazioni.
Camminando lungo i sentieri non di rado si possono fare piacevoli incontri, anche ravvicinati, con animali di vario tipo, i più comuni sono i mule deer ovvero cervi propri del Nordamerica, e le bighorn sheep, capre dalle corna lunghe, ma possiamo vedere anche animali di piccola taglia come lucertole di specie e colorazioni diverse, oppure roditori come gli scoiattoli. Nel Grand Canyon vivono molti uccelli, il condor della California, difficilissimo da vedere in quanto in via di estinzione, ma anche l’aquila calva, il simbolo nazionale degli Stati Uniti, oppure falchi e avvoltoi, i più comuni sono comunque i corvi neri del tutto assomiglianti a dei rapaci per come si muovono nell’aria.


Ci sono anche animali velenosi primo tra tutti il serpente a sonagli o crotalo che dir si voglia, dal colore rossastro per confondersi meglio con il terreno, attenzione agli scorpioni, il più pericoloso è quello detto della corteccia dell’Arizona, il suo “morso” causa fortissimi dolori. Per ultimo il puma, il leone di montagna, per fortuna è difficilissimo incontrarli perché animali schivi, solitari e notturni. Importante: mai dare da mangiare a qualsiasi animale che si incontra ed evitare assolutamente di addentrarsi in angoli nascosti e bui. La flora è altrettanto varia a causa della differenza altimetrica tra il livello del fiume e il punto più alto del South Rim sono quasi esclusivamente piante endemiche cioè proprie del parco. Troviamo, quindi, alberi come il pino ponderosa, diversi tipi di abete, bianco, rosso, e ancora salici, querce e ginepri alla base dei quali si osservano felci e mirtillo rosso. Scendendo lungo i sentieri, dove la temperatura aumenta considerevolmente, si incontrano cactus di differenti dimensioni e specie e altre piante grasse come l’agave o la yucca bacata. Ovviamente è severamente vietato raccogliere qualsiasi tipo di pianta o fiore.
Per dormire nelle vicinanze consiglio di prenotare in anticipo un soggiorno a Tusayan da dove oltretutto con il servizio navetta si arriva Grand Canyon Visitor Center, inoltre, utilizzando questa modalità si salta la fila d’ingresso. Come scritto nel articolo precedente per organizzarsi una visita senza perdersi nessuna meraviglia è necessario consultare il sito, in questo modo si riescono a scaricare a le diverse mappe e le brochure ed ottenere tutte le informazioni necessarie.