Antichi siti e città nell’entroterra di Malta.

Un’altra città da visitare per il fascino dei suoi palazzi medioevali e rinascimentali, è sicuramente Mdina, detta la città silenziosa, perché ormai è abitata da pochissime persone. Antica capitale, si trova al centro dell’isola di Malta. La sua storia inizia in epoca fenicia, passando attraverso la dominazione romana divenne una città fortificata degli arabi. Entrando dalla porta principale del XVIII secolo che è ben rappresentata dai due leoni ai lati, si crea immediatamente una suggestione strana, si entra in una capitale. Girovagando all’interno, lungo stradine strette, in alcuni casi non ci passano nemmeno le automobili, si arriva a vedere alcune preziosità. Il primo incontro, subito dopo aver oltrepassato la porta, è un palazzo dall’architettura barocca edificato nella prima metà del millesettecento che oggi ospita il Museo di Storia Naturale le cui esposizioni hanno lo scopo di ricreare l’habitat dell’isola, si tratta di Palazzo Vilhena. Anticamente era un’università e poi la sede di un tribunale ed infine anche un ospedale.

Proseguendo la nostra passeggiata arriviamo in vista della Cattedrale di San Paolo che fece naufragio proprio su quest’isola diretto a Roma. Venne edificata nel XVII secolo in stile barocco sopra ad altre precedenti di epoche diverse che vanno dalla romana alla normanna fino alla aragonese e a quella spagnola.

La facciata, è caratterizzata da una scalinata e da tre portoni, divisi da colonne in stile corinzio. Sopra quello centrale si notano tre stemmi e sul arco che sovrasta il portone un altro colorato. Altra particolarità sono i due campanili laterali, uguali, che terminano con una guglia in stile barocco, di interesse sono i due orologi con quadrante bianco alloggiati sulle due torri, uno segna l’ora mentre l’altro, quello a sinistra, segna i minuti e i mesi dell’anno. Non ho potuto entrare perché era in corso una funzione, quindi non ho visto gli interni. C’è ancora un altro edificio da vedere, il Palazzo Falson, di costruzione medioevale, quindi molto antico, dopo varie ricostruzioni e cambi di proprietà oggi è sede museale che accoglie una varietà di collezioni tra dipinti, argenteria, mobilio, e una vasta biblioteca. Uscendo una tappa obbligatoria sono i giardini che si sviluppano tutt’attorno al vecchio fossato, ci si può fermare all’ombra sedendosi su una delle numerose panchine e degustare magari un gelato o una bibita in santa pace.

Anche Rabat, contigua a Mdina, si deve assolutamente visitare per vedere, le Catacombe di San Paolo, uno dei primi insediamenti cristiani usato sia prima che dopo l’epoca romana, ma soprattutto per la Domus Romana il principale ritrovamento di epoca romana di tutto l’arcipelago. In questo museo si trovano anche altri manufatti trovati a Malta che completano la collezione, pur non trattandosi di pezzi unici, testimoniano la ricchezza dell’abitazione, soprattutto i mosaici sui pavimenti, e dello stile di vita e delle tradizioni di quel tempo. Esternamente si possono visitare anche gli scavi archeologici.

Sliema è la capitale turistica di Malta, sede di uffici, scuole di inglese e negozi alla moda, dormire qui è molto più conveniente che a La Valletta che si raggiunge velocemente sia con il bus che con il traghetto.

A sud c’è Marsaxlokk o Marsaskala, in maltese Wied il-Għajn, il più grande porto peschereccio dell’isola, dalle case colorate così come le barche, i luzzi, dove si mescolano sgargianti colori dal rosso al giallo, dal blu al verde. Queste imbarcazioni hanno una particolarità, hanno gli occhi, dipinti sulla prua, secondo gli storici simili a quelli che ornavano le barche dei Fenici e dei Greci come simboli di prosperità e salute ma anche come portafortuna contro le tempeste. Ci troviamo in una cittadina tranquilla dal punto di vista turistico, il punto di maggior interesse, oltre alla St. Peter’s Pool, di cui parlerò nel prossimo articolo, è il mercato, dove trovare i prodotti tipici della cucina maltese e anche i classici souvenir, non è popolato solo dai turisti ma anche dagli abitanti del luogo. La domenica si ingrandisce con l’esposizione del pescato mattutino. La storia recente ci ha consegnato questa città come il luogo dove nel 1989 Bush e Gorbaciov rilasciarono dichiarazioni che misero fine della Guerra Fredda.

Dall’antichità ci arrivano i templi megalitici e i più famosi e visitati sono quelli di di Hagar Qim e Mnajdra l’altro è quello di Ggantija. Nel primo si entra in un tempio di pietra edificato probabilmente verso il tremilaseicento (3600) a. C. quindi prima delle piramidi d’Egitto e di Stonehenge, anche i tre del secondo sito sono dello stesso periodo. L’uso di questi templi ha ancora un’aura misteriosa, infatti, furono edificati con scopi religiosi ma forse anche funerari. Interessante è il posizionamento di un tempio di Mnajdra rispetto all’allineamento astronomico, durante gli equinozi il sole, all’alba, lo attraversa, da angolazioni diverse, andando a illuminare l’altare principale. Sono molto vicini, collegati da una stradina lastricata, si trovano a sud, a poca distanza dal paese di Il-Qrendi, Crendi.

Un luogo interessante è l’Ipogeo di Hal Saflieni che si trova a Paola, a circa 5 km di distanza da La Valletta. All’interno dell’Ipogeo non è permesso scattare foto né girare video e la vista è solamente permessa con guida a solo sessanta persone al giorno per cui è indispensabile prenotare anche in loco. Si tratta di una struttura su più livelli sotterranei dove troviamo, al primo livello, delle caverne adattate a stanze e una stanza forse usata come deposito al terzo livello. Al secondo livello la stanza principale, rotonda, mette in mostra alcuni trittici a formare porte che conducono ad altre stanze, interessante è il color ocra delle pareti. Lateralmente la stanza dell’oracolo, sulla parete se un uomo infila la testa dentro una cavità e parla lo si sente per tutto l’ipogeo, effetto diverso ha la voce femminile. Sono però le spirali color ocra dipinte sul soffitto che attirano l’attenzione. Usciti da questa si entra nella stanza decorata, dove dei motivi geometrici e una mano scolpita fanno bella mostra di sé. Proseguendo lungo il camminamento, facendo attenzione a dove si mettono i piedi, possiamo vedere ad un certo punto un enorme buco dal significato ancora ambiguo ed infine arrivare al sancta sanctorum, dove ammirare un altro trittico.

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