Nei vantaggi della Copenaghen Card c’è la gratuità dell’entrata e dei biglietti del treno per raggiungere luoghi di interesse situati nelle zone nelle vicino a Copenaghen come, ad esempio, il Castello di Frederiksborg.







Per raggiungere questa fortezza è sufficiente meno di un’ora di treno dalla capitale, scendere alla stazione di Hillerod e proseguire a piedi attraversando il paese. Fu costruito nei primi anni del milleseicento su tre isole, in stile rinascimentale, come dimora di caccia, ora è un museo con molte sale decorate con tappeti e quadri, che raccontano la storia della Danimarca. Quelle più interessanti sono la Sala dei Cavalieri, o sala Rosa, al pian terreno usata come sala da pranzo, la Cappella dell’Incoronazione, costruita su due piani con una lunga navata, un bellissimo organo e una grande pala d’altare e il soffitto ad archi decorato con pregevoli stucchi. La Grande Sala, anch’essa al secondo piano dove si può ammirare lo sfarzo delle pareti e del soffitto. Di notevole interesse sono anche la fontana del Nettuno, all’interno del castello, e i giardini, uno barocco e l’altro all’inglese, ma anche la scala a chiocciola che permette di salire i tre piani e congiunge le varie sale tra loro. Il terzo piano del castello è stato destinato al museo Museo di Storia Nazionale Danese e la Sezione dell’arte Moderna, forse la parte meno interessante di tutto il complesso.
Altro treno e in quaranta minuti si scende alla stazione di Helsingør o Elsinore, da lì è visibile, in dieci minuti circa a piedi si entra nel cortile interno, il Castello di Kronborg.


Il Castello di Kronborg ad Helsingør è stato costruito attorno alla metà del Millequattrocento e sorge sullo stretto di Øresund, tra l’isola di Zelanda e la Svezia, con l’obiettivo di controllare chi entrava o usciva dal Mar Baltico. È patrimonio UNESCO dall’anno 2000 ed è tra i castelli rinascimentali di grande interesse che si trovano in nord Europa. Ogni estate nel cortile interno, che è il centro da dove si parte per visitare ogni parte del castello, si tengono rappresentazioni del festival Shakespeariano, infatti è qui che si celebra la tragedia di Amleto.
Al centro ci sono i resti di una fontana e su un lato i giochi che venivano utilizzati tanti anni fa. Iniziamo con il visitare la Torre del Cannone salendo una ripida scala a chiocciola di centocinquanta gradini.

Arrivati in cima c’è un piccolo terrazzamento da cui si vedono la città di Helsingborg sulle coste della Svezia, con il suo porto e la guglia della torre principale del castello.
Ritornati nel cortile, sulla destra della torre del Cannone troviamo la piccola chiesa del castello, l’unica parte rimasta in piedi dopo l’incendio del 1629, questo può darci un’idea dello stile di allora dell’intero castello.

I suoi interni sono finemente decorati decorati, con banchi di legno intarsiati ognuno con temi diversi. Il portone di ingresso deve sempre rimanere chiuso per non disturbare, ancora oggi la chiesa svolge le sue funzioni ecumeniche, è scelta molto stesso per la celebrazione di matrimoni.
Da non perdere la visita ai sotterranei del castello, sono bui e molto ampi perché oltre a soggiornarvi i militari e i cavalli ci sono stanze adibite all’immagazzinamento delle merci, d’altronde questa fortezza aveva scopi militari.

Qui sotto si trova la grande statua di pietra che raffigura Ogier il Danese, secondo la leggenda questo mitico personaggio sta dormendo, si sveglierà solamente in caso ci sia la necessità di difendere la Danimarca da gravi pericoli. Per ultimo visitiamo gli appartamenti reali dove vivevano i re e le regine del tempo, salendo un piano di scale dal cortile interno del castello, sono disposti su due piani.
Situati nel corpo centrale del castello sono sale piuttosto anguste anche se decorate con degli arredi lussuosi, molti dei quali sono stati distrutti o saccheggiati.

La sala di maggior pregio è quella da ballo, lunga una sessantina di metri, luminosissima grazie alle ampie finestre che si trovano su un lato, di fronte sono appesi degli arazzi, dal soffitto pendono preziosi lampadari la sala termina con in fondo i troni dei regnanti. Altra sala degna di nota è la sala degli arazzi. Il pavimento in legno e sulle pareti sette arazzi dei molti, circa una quarantina, appartenuti, ai principi danesi, altri sono conservati al Museo Nazionale Danese di Copenaghen, altri sono andati persi.
Nel porto vicino al castello c’è una statua chiamata “Little Mermaid Brother”, un sirenetto. La posizione della statua è stata calcolata in modo che guardi verso la sirenetta, sullo stesso piazzale, di fronte al centro culturale un esempio di arte ambientalista, un pesce colorato nato dall’immondizia recuperata in mare.


Rientrando verso Copenaghen una visita è obbligatoria, dopo dieci minuti, si scende alla stazione di Humlebæk, si prosegue a piedi per circa due minuti e si arriva al Loussiana Museum of Modern Art; partendo da Copenaghen invece sono circa trentacinque minuti di treno, ma ci si può arrivare anche con altri mezzi come il bus o l’automobile. Per maggiori informazioni sulla programmazione di una visita consultate il sito.



Questo museo, oltre ad essere il più visitato di Danimarca è collocato proprio sulla costa dello stretto di Øresund. La sua particolarità, oltre alle collezioni, è l’ambientazione delle opere in una villa del 1870 circondata da un ampio parco collegato direttamente al mare dove sono esposte le sculture di A.Calder. Tra la visita di un’ala e l’altra del museo ci si può fermare al Louisiana Cafe, per una gustosa pausa, si può assaporare un menù molto vario e non dai costi proibitivi. Tra le mostre permanenti si possono ammirare opere di vari artisti tra cui, ad esempio, Mirò, Picasso, Warhol, infatti il museo conserva oltre tremila opere. Inoltre, nel giardino, tra le sculture di Giacometti, si trovano sentieri, un lago e giochi sia per i bambini che per gli adulti per passeggiare o sfogare le proprie energie.
Tra le collezioni permanenti, di questo museo è molto apprezzata Gleaming Lights of the Souls di Yayoi Kusama. L’opera, del 2008, è formata da pareti e soffitto coperti con lampadine che cambiano colore e il pavimento coperto di acqua che riflette tutte le variazioni. Oltre a quelle permanenti ci sono quelle temporanee, due mi hanno incuriosito ed interessato maggiormente la prima è stata Homeless Soul, una collettiva il cui tema ricorrente era l’esilio e quindi i confini e l’identità.

La seconda quella di Pipilotti Rist, Open My Glade. La presentazione di questa artista svizzera, definita da molti un’icona della videoarte, con quest’opera coinvolge non solo la vista ma anche l’udito e non solo. La proposta di vedere da posizioni diverse, dall’alto al basso, sottosopra o immergersi in un percorso in continuo cambiamento, in un clima e in un ritmo di luci e colori ti induce a sognare.

Le sale del museo danno spazio anche ad artisti come Konrad Klapheck, che combina surrealismo e pop art, oppure Birgit Jürgenssen, austriaca dalle mille sfaccettature, oppure , George Condo, che ha influenzato alcuni scrittori moderni, e altri come ad esempio Saul Steinberg e le sue litografie.


C’è anche un’area dedicata ai bambini, aperta nel 1994, dove si organizzano laboratori che danno spazio alla loro immaginazione e alla loro creatività.