Chi era Ludwig II di Baviera? Era il figlio di Massimiliano II di Baviera e di Maria di Prussia e fu re di Baviera dal 1864 al 1886. Nacque nel 1845 nel palazzo di Nymphenburg, salì al trono ancora molto giovane, aveva solo 18 anni, in seguito alla morte del padre. Viene ricordato soprattutto per la sua morte, annegato con il suo dottore personale nel lago di Starnberg anche se era un perfetto nuotatore, la sua stravaganza, spesso si muoveva in incognito tra la gente, per il suo gusto artistico, ne è testimone la grande raccolta di disegni utili alla costruzione di castelli, alcuni ultimati altri no e molti mai edificati, e per le sue idee pacifiste. Quello che ci rimane sono i castelli, magnifici, per l’opulenza e altamente simbolici della Baviera.
Sopra il paese di Schwangau, a pochi chilometri da Füssen, notissima città turistica, dove si intersecano alcune tra le strade più interessanti ed antiche come la Romantische Strasse, si trova il castello di Hohenschwangau. Questo maniero non si può considerare una creatura di Ludwig II perché costruito dal padre anche se, come dicono gli storici, ha senza dubbio influenzato la sua vita, qui trascorse la sua giovinezza ed ospitò Richard Wagner, compositore a lui molto caro.

In origine era una fortezza medioevale del dodicesimo secolo, caduta in rovina e poi restaurata fino a diventare quello che è oggi, più un palazzo in stile gotico che un maniero vero e proprio. Gli interni sono visitabili, solo con visita guidata, di rilevante interesse la sala degli eroi, ornata con dipinti che raffigurano la leggenda di Walkina e di Teodorico di Verona. I dipinti che ornano le altre sale sono circa novanta e tutti raffigurano la storia del castello e le saghe medioevali. Una sala particolare è la cosiddetta camera del Tasso, ovvero la camera da letto reale, dove un gioco di luci ricrea sul soffitto un cielo stellato. Attorno al “castello” partono molti sentieri che si inoltrano in una natura splendida e rigogliosa fino ad arrivare all’Alpensee, un lago dove poter fare qualsiasi tipo di sport acquatico. Per una passeggiata rilassante consiglio di procedere lungo il sentiero circolare attorno al lago, una camminata di circa due ore.
Dal parcheggio attraverso un ripido sentiero cementato che si può percorrere a piedi oppure con una carrozza trainata da cavalli, ovviamente a pagamento, si arriva all’entrata del castello di Neuschwanstein. Sicuramente il più famoso e visitato di tutta la Baviera, è il castello delle fiabe, quello che si dice abbia ispirato Walt Disney per alcuni dei suoi film. Il Re è morto prima della sua ultimazione e come per gli altri suoi palazzi è stato aperto al pubblico solamente dopo la sua scomparsa. La sua costruzione, anche se avvenuta in epoca poco tecnologica si è avvalsa di tecniche moderne come dei campanelli elettrici con cui il re chiamava i suoi servitori e i pasti erano portati usando dei montacarichi.

In stile romanico con interni gotici e bizantini come, ad esempio la sala del trono, raggiungibile attraverso una stretta scala a chiocciola. Appena si entra si nota immediatamente il grande lampadario somigliante ad una corona bizantina, per pulirlo ci si serviva di argano appropriato. Il pavimento è un mosaico che rappresenta la terra con le sue piante ed i suoi animali, così come la cupola le stelle. A mio parere la sala di maggior spicco, perché la più grande e senza dubbio quella dei cantori abbellita con dipinti che ricordano il santo Graal. Molto spesso negli arredi ricorre la figura del cigno in quanto questo animale era il simbolo araldico dei conti di Schwangau, di cui il re si considerava successore. Le foto ed i selfie migliori per avere una visuale esterna del castello vengono fatte dal Marienbrücke, un ponte sulla gola di Pöllat, proprio dietro al castello stesso. Sempre molto affollato per cui è indispensabile armarsi di pazienza e non aver paura di attraversarlo o di fermarsi in mezzo per scattare una fotografia ricordo. Principalmente per acquistare il biglietto d’ingresso online è necessario consultare il sito di questa attrazione. Se si vuole visitare ii castello nei suoi interni quest’operazione è da farsi con anticipo principalmente nei periodi estivi e natalizi.
Altro castello è quello di Linderhof, a mio parere il più sfarzoso, non per nulla era la sua residenza preferita. Trasformato da semplice casolare adibito alla caccia in quello che si presenta oggi ai nostri occhi, un palazzo con una facciata barocca ma con un moltitudine di richiami rococò.

Il castello, terminato nel 1878, ha un aspetto più nascosto e spirituale, sono solo quattro le stanze adibite a rappresentanza. La visita guidata inizia dal vestibolo che ricorda re Luigi XVI di Francia, per poi continuare nella sala degli arazzi, non veri in quanto dipinti su tela. Da qui attraverso il gabinetto giallo, si arriva alla stanza delle udienze, mai usata per questo compito, sembra sia stata più uno studio o la sala del trono, visto il tavolo in malachite con scritte in bronzo dorato posto sotto un baldacchino con piume di struzzo. Proseguendo entriamo nella camera da letto, ampia, dove fa bella mostra di sé un candelabro in vetro di Murano. Il letto, completamente blu sotto un baldacchino è circondato da arredi in oro e da quadri, sopra le porte che raffigurano scene di vita di corte. Si attraversa il gabinetto rosa per entrare nella sala da pranzo, famosa per il suo tavolo che si spostava in cucina. Ludwig amava la solitudine. Infine, la sala degli specchi, l’effetto di luce che si otteneva si può immaginarlo facilmente. Siccome si dice fosse una persona che amava più la notte del giorno, era la più frequentata. Osservando bene qui tutto è prezioso, i mobili, le sculture e anche i tappeti.

Nel parco circostante si vede come Ludwig II fosse affascinato dal cavalleresco, ma anche dal mistico, infatti, c’è una combinazione tra questi elementi. Si nota un amalgama di vari stili, per esempio le terrazze e le fontane, come il tempio di Venere e la geometria delle aiuole sono di stile tipicamente barocco, mentre i giardini sono in stile inglese. Gli edifici che vi si trovano sono da una parte un chiaro riferimento a Richard Wagner e dall’altra un legame alla tendenza orientale.
Nel primo caso, scopriamo tre edifici, una grotta, artificiale, la grotta di Venere, illuminata con l’elettricità già a quel tempo, con un lago, con all’interno una barca a forma di conchiglia, qui, su un piccolo palcoscenico, si tenevano esibizioni musicali e di canto. La sua architettura è ispirata al 1° atto dell’opera wagneriana “Tannhauser”.

Di seguito la Capanna di Hunding, una casa tedesca, costruita seguendo i consigli del musicista preferito da Ludwig II come scenografia della sua opera “la Valchiria”. Infine una capanna con la forma di una cappella, l’Eremo di Gurnemanz, la scenografia dell’opera “Parsifal”. In questi luoghi il re era abituato a soffermarsi per leggere poesie ed immergersi nei suoi sogni ad occhi aperti.

Nel secondo caso incontriamo due edifici particolari, il Chiosco moresco, un edificio con una storia molto particolare. Creato per l’esposizione universale di Parigi del 1867 fu acquistato dal re che lo fece abbellire inserendo un bellissimo lampadario ma ancor più splendidi sono il trono e la fontana di marmo.
Anche la Casa Marocchina, acquistata dopo l’esposizione mondiale del 1873 venne allestita in modo più vicino alle sue consuetudini fantastiche, qui leggeva attorniato dalla servitù in costume sorseggiando del tè come se fosse in una qualsiasi abitazione del Marocco.
Dobbiamo spostarci di parecchi chilometri per trovare l’ultimo castello di Ludwig II, infatti, Il castello di Herrenchiemsee sorge in una posizione incantevole, sulla Herreninsel un’isola del Chiemsee. In questo caso Ludwig II voleva costruire una replica della reggia di Versailles che, nei progetti, l’avrebbe dovuta superare in dimensioni e fastosità. Buona parte del palazzo è rimasta incompiuta e Ludovico vi soggiornò solo una volta. Fu costruito a partire dal 1878 e anche questo non è mai terminato per la sopraggiunta morte del re.
Ludwig II non era intenzionato a copiare in tutto e per tutto Versailles, questo suo intento lo si può vedere sia negli interni del palazzo che nel giardino che si sviluppa lungo una unica direttrice. Antistanti, ai lati del castello due fontane, la Fama e la Fortuna. Scendendo una piccola scalinata arriviamo ad una fontana ovale, la Latona con rane e tartarughe da cui zampilla l’acqua e a delle aiuole in fiore.

Seguendo uno dei due sentierini laterali, contornati da alberi di tiglio, con la centro un prato verde e ben curato ci avviamo verso il lago. Il castello è visitabile nei suoi interni solamente con una visita guidata. da segnalare gli appartamenti del re in stile rococò e la grande galleria di specchi, del tutto somigliante a quella di Versailles anche se più lunga. Una chicca è il tavolo da pranzo a scomparsa, il re in questo modo, non veniva mai a contatto con i suoi servitori.