La Romantische Strasse, affascinante e ricca di storia.

L’ho percorsa partendo da Dachau su cui non metterò alcun commento né tanto meno fotografie, ma invito a vedere questo “memoriale” se siete a Monaco di Baviera, dista solo una trentina di chilometri e non lo dimenticherete molto facilmente, spero. Il viaggio è iniziato in maniera strana, la prima tappa è stata Augsburg, ma solo per dormire, poi mi sono diretto verso nord fino a Rothenburg ob der Tauber, quindi non sono arrivato a Würzburg, per poi scendere fino a Füssen, perciò ho viaggiato al contrario, non l’ho percorsa in tutta la sua lunghezza, che è più di trecentocinquanta chilometri.

Da Augsburg la prima tappa è stata Donauwörth, cittadina che sorge alla confluenza tra il Danubio e il Wörnitz in Baviera, come tutte le altre che si incontrano lungo questa strada, forse la più famosa ed iconica di questo Land della Germania. Antica città imperiale, collegava il Nord Europa con Venezia perciò divenne una città fiorente e di commercio. Attraversando la Riedertor, la vecchia porta della cittadina costruita nel primo milleottocento, che faceva parte della cinta muraria, della quale ancora oggi si possono vere le torri di guardia, si entra nel centro storico, l’isola di Ried. Circondata da due fiumi é caratterizzata dalla finezza e dalla vivace colorazione delle facciate delle abitazioni, innalzate nel cosiddetto stile svevo-bavarese, un esempio di questa forma è il Municipio, il Rathaus, edificato nel 1236, ma rifatto più volte negli anni. Pregiato è il carillon che suona alle undici e alle sedici.

Salendo lungo la leggera salita della via principale, la Reichsstrasse, si arriva dinanzi alla Chiesa di Nostra Signora, Liebfraukirche, in stile barocco del XV secolo, entrando si fare attenzione perché il pavimento è in discesa. Il soffitto e le pareti presentano pitture gotiche, di pregevole fattura una Pietà del millecinquecento posta sopra all’altare laterale e un crocefisso, anch’esso del XVI secolo, posto sopra l’altare maggiore. Poco più il là sulla via omonima troviamo la Chiesa di Santa Croce, o meglio Heilig Kreuz, grandiosa e barocca nota perché qui è conservata una scheggia della Santa Croce, quindi meta di pellegrini in venerazione.

Dopo trentacinque chilometri sono arrivato a Nördlingen, città che mantiene la sua struttura medioevale con le sue mura, erette nel milletrecento, ancora molto ben conservate ed interamente percorribili, e le sue torri di avvistamento. Oltre ad una salubre passeggiata lungo la cinta muraria, un’altra possibilità è salire sul campanile della Chiesa di San Giorgio, alto 89 metri, per avere una visuale completa di tutta la città e poter così apprezzare dall’alto il centro storico con le case a graticcio dai tetti spioventi, molto comuni in questa zona.

Cosa sono le case a graticcio? Sono edifici particolari con uno scheletro in legno, con assi portanti, a vista, disposte in direzione verticale, orizzontale ed obliqua, quasi sempre le facciate sono adornate con iscrizioni bibliche, santi o particolari che richiamano al numero dei figli o agli imperatori romani, esempio ne sono il Rathaus e la Tanzhaus. Questo modello di costruzione è stato usato per molti anni dal medioevo fino al tardo milleottocento e oltre che in Germania è diffuso anche in altri paesi Europei, ne ho trovate in Francia, in Polonia e anche nel nord Italia. Interessante è il luogo in cui è nata questa città, un cratere, lo si evince sempre dalla vista dal campanile da dove si notano le colline che circondano tutt’attorno il paesaggio, visitando il museo Rieskrater si scopre tutta l’ origine di quest’evento determinato dalla caduta di un meteorite.

Dopo aver percorso un’altra trentina di chilometri si arriva a Dinkelsbul, dove bisogna fermarsi assolutamente per dedicare un po’ di tempo ad una visita. Dalla storia particolare in quanto proclamata città libera dell’Impero dal Sacro Romano Impero come altre in questa zona, ma ciò che la distingue è il fatto che rimase integra durante la seconda guerra mondiale e per questo motivo conserva il centro storico e le mura medioevali con le sue torri e porte in modo quasi integrale. Oltre alle case a graticcio nel centro storico possiamo ammirare la Münster St George ovvero Cattedrale di San Giorgio, tardogotica, edificata nel XV secolo presenta un interno spettacolare, in primo luogo si deve alzare lo sguardo per meravigliarsi di fronte al soffitto, dalla volta a ventaglio, altri capolavori sono l’altare maggiore con il dipinto del millequattrocento che riproduce la crocefissione, sopra domina una Madonna con Bambino, la fonte battesimale e il pulpito opere scolpite artigianalmente e che dire della finestra a Brezel sulla navata di destra, ovviamente non poteva mancare una statua di San Giorgio e il drago. Spostandoci di pochi passi dalla Marktplatz, la piazza del mercato entriamo in un altro lato pittoresco il Weinmarkt, il mercato del vino, la piazza più viva con i suoi ristoranti e locali che conservano pero l’antica struttura architettonica, tetti spioventi e colori vivaci e fiori su ogni finestra, una in particolare ha attirato la mia attenzione particolare la Deutsches Haus. Le mura, come detto molto ben conservate, con sedici torri e quattro porte d’ingresso, dimostrano come la città fosse ben fortificata e la storia ci dice che resistette a molte invasioni. Sono parzialmente percorribili e consiglio di farlo per avere una vista esclusiva della città ma anche per rendersi conto della loro potenza.

Le torri sono di forme diverse alcune quadrate altre rotonde, alcune tozze altre più slanciate, quelle più tipiche ed interessanti sono la Bäuerlinsturm, lungo il fiume Wörnitz, originale per la sua intelaiatura e il suo tetto, la Faulturm, assieme al laghetto è uno dei lati più incantevoli dell’intera città. Le porte sono quattro, la Nördlingen Tor del millequattrocento, circa, al suo fianco un mulino costruito nel XIV secolo, le altre porte sono la Segringer Tor, ricostruita in stile barocco, la Rothenburger Tor, del milletrecento, e la Wörnitzer Tor, la più antica. Una particolarità è il fatto che ancora oggi durante la notte c’è l’usanza del giro notturno di un guardiano.

Alla fine della giornata dopo altri cinquanta chilometri eccoci a Rothenburg ob der Tauber, città medioevale, posta su una collina sopra al fiume Tauber. La sua storia parte dal X secolo passando attraverso tutti i periodi, tra una guerra e l’altra, tra un passaggio di proprietà e l’altro, è quasi sempre stata una città ricca ed importante. Vistare Rothenburg ha il suo fascino, tant’è che è indicata come la maggior attrazione per turisti sulla Romantische Strasse, solitamente si inizia dalle mura fedelmente ricostruite, dopo la seconda guerra mondiale, per la maggior parte coperte e percorribili, le torri di forma diversa, sono innumerevoli, quella più ricercata è la Röderturm perché ci si può salire, lo scenario da lassù è invitante perché offre una vista alquanto pittoresca.

Le antiche porte sono in verità più interessanti in particolar modo la cinquecentesca Holztor per un particolare della sua entrata che consentiva il passaggio ad una sola persona, quelle più belle, a mio avviso sono due, la Klingentor e la Galgentor. Dopo aver passeggiato lungo la cinta muraria è obbligatorio recarsi nella piazza principale, la Marktplatz, qui si nota immediatamente il Rathaus per la sua facciata in stile rinascimentale, anche se la sua costruzione risale al milletrecento, per chi avesse voglia di una vista alternativa del centro storico e dei dintorni basta salire i circa duecento gradini della sua torre.

L’angolo più fotografato di Rothenburg è Plönlein, una cartolina dove un edificio a graticcio, stretto tra due torri, la Kobolzeller e la Siebers, entrambe del milleduecento, e una serie di palazzi dai colori vivaci. Il patrimonio culturale è anche arricchito dai musei, quello storico che si incentra soprattutto sulla guerra dei trent’anni, quello del crimine medioevale ovvero della tortura e quella della città imperiale che ricorda la storia della Libera Città Imperiale. Non ultima la leggenda della grande bevuta, la città venne salvata dalla distruzione durante la guerra dei trent’anni dal borgomastro, il sindaco di allora, che scommise di riuscire a bere, in un sol sorso tre litri di vino. Anche qui come ad Oberammergau si festeggia Natale tutto l’anno.

Un’altra attrazione è La Gerlachschmiede, una casa privata che un tempo era la bottega del fabbro, è particolarissima per la sua posizione, incastrata tra due vie, che le da una forma a parallelepipedo, con un tetto molto spiovente, un arco all’entrata e ovviamente costruita con la tecnica del graticcio.

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