Camminando a Bruxelles.

Perché a piedi? Perché le attrazioni principali sono molto vicine tra loro, quindi sono facilmente visitabili senza servirsi dei mezzi pubblici.

Atterrando all’aeroporto di Charleroi Bruxelles, da dove con il bus si arriva, in meno di un’ora, alla stazione di Bruxelles Midi, il centro della città dista una mezz’oretta a piedi. È considerata la capitale d’Europa essendo il centro politico dell’Unione Europea, ma anche militare per la presenza della Nato, è un miscuglio di lingue e culture. Vi ho soggiornato in agosto del 2018 presso l’Happy guesthouse, posizione eccezionale, vicinissimo alla Grand Place e a tutte le attrazioni che vi sono nelle vicinanze come il Palazzo Reale, i Musei Reali delle Belle Arti del Belgio al cui interno si trova anche il museo Magritte o il Manneken Pis. Ho mangiato a Chez Leon le Moules e frites, cozze e patatine fritte, si dice le abbiano inventate loro. Che dire della birra. Il Belgio è uno dei maggiori produttori di birra se ne trova una grande varietà, da quelle bianche alle scure, dalle trappiste alle Lambic, birre particolarissime, acide e alla frutta, e molte altre ancora. Altrettanto famose sono le cioccolaterie che si trovano ad ogni angolo delle strade più trafficate, non saprei consigliare quella migliore, le specialità sono parecchie e si possono degustare un po’ ovunque nei pub, nei ristoranti o nei locali specializzati in birre artigianali. Non sono andato a vedere l’Atomium anche se è un vero e proprio feticcio della città, né al quartiere europeo, immaginandolo, come una zona anonima, con poca animazione perché dedicata per la maggior parte ad uffici delle sedi della Commissione Europea e del Parlamento della UE, infatti, non ho ritenuto che siano queste due attrazioni a rappresentare bene la città, ma altre realtà che narrano la diversità e il miscuglio di lingue e culture presenti in Belgio.

E allora cosa vedere?

La prima cosa che ha attirato la mia attenzione sono i murales con i fumetti che adornano le case, devo dire che in questa città esiste una vera e propria cultura che si ritrova soprattutto al museo del fumetto. In qualsiasi infopoint si riesce a trovare una cartina che illustra la posizione di queste opere d’arte che da Tintin ad Asterix, da Lucky Luke ai Puffi hanno allietato e percorso la mia giovinezza e la mia adolescenza, forse anche la vostra.

Faccio solo un esempio, lungo Quai des Péniches che costeggia il canale si trovano bellissime dimostrazioni dell’arte di Hugo Pratt raffiguranti le imprese di Corto Maltese. A onor del vero devo dire che non sono però andato al museo del fumetto preferendo il museo Magritte di cui parlerò in seguito. Altro simbolo di Brussel è il Manneken Pis, una statua in bronzo di una cinquantina di centimetri, la si trova facilmente in quanto è vicino alla Grand Place. Pare che la prima statuetta sia del milletrecento e che venne sostituita con una in bronzo in seguito alla sua trafugazione, ma ancora oggi la sua data di nascita è incerta.

Le leggende che la circondano sono numerose e fantasiose, si va dal fatto che un ragazzo urinando sopra un incendio che stava per avviluppare la città lo spense, ma anche che con la sua pipì evitò che Bruxelles venisse devastata da un’esplosione spegnendo una miccia, oppure che venne trasformato in una statua da una strega perché aveva urinato su un albero del suo giardino. Un’altra unicità sono i circa novecento vestiti che gli vengono offerti e che indossa in occasioni particolari come ad esempio il 27 aprile in onore di Nelson Mandela oppure i primi di luglio per il Tour de France.

Esiste anche la sua versione femminile, la Jeanneke-Pis una statua, ma anche fontana, di pochi centimetri, trenta, costruita nel 1985, quindi più moderna. Si trova nel vicolo cieco di Impasse de la Fidélité (Vicolo della Fedeltà). Un’altra scultura con lo stesso tema è quella del cane che urina contro un palo, lo Zinneke Pis, ancora più giovane delle due precedenti essendo stata realizzata nel 1988 che però a differenza dei primi due non è una fontana ma solo un scultura, non è molto famoso e nemmeno un simbolo della città, ma a ben guardare ha un volto molto simpatico ed espressivo.

La scelta di visitare questa città è dipesa dal fatto che ogni due anni la Grand Place viene ricoperta di fiori, il magico Flower Carpet. Un rettangolo lungo 70 metri e largo 24, di fiori recisi soprattutto begonie e dalie che sono assemblate in otto ore da circa cento volontari.

Lo spettacolo è a dir poco impressionante per i colori i profumi e i disegni che si vengono a comporre ma a sera l’accompagnamento di luci e suoni rende il tutto speciale, fantasioso, ed incantevole. Questa era la ventunesima edizione, ed il tema era Guanajuato, orgoglio culturale del Messico” l’affinità è dettata che anche in questa città messicana è abitudine decorare le sue strade. Inoltre in quell’anno ricorrevano i vent’anni da quando questa piazza è stata riconosciuta Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.  La Grand Place è comunque l’immagine più simbolica di Bruxelles, in primo luogo perché è la piazza centrale, il cuore anche economico della città ma soprattutto perché è circondata da edifici costruiti tra il XV e il XVII secolo, le case delle corporazioni dove si notano delle decorazioni molto ricche. Due sono quelle che più delle altre attirano l’attenzione, l’Hotel de Ville, il municipio, del millequattrocento, riconoscibile dalla sua torre in stile gotico con la statua dell’arcangelo Michele sulla sommità e la Maison du Roi, la casa del re, del XIII secolo, era la casa dove si vendeva il pane, successivamente restaurato in stile tardo gotico, anche per questo dal 1998 è patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. La sua storia risale al XI secolo quando dopo la bonifica di un terreno paludoso si diede vita ad un mercato e contemporaneamente all’incremento e sviluppo commerciale di Bruxelles. Vari avvenimenti lungo i secoli hanno modificato questa piazza che ad esclusione di un breve periodo, ha sempre conservato il suo ruolo centrale.

Un’altra meraviglia da vedere assolutamente è la Cattedrale di San Michel e Santa Gudula, gotica con archi, i tre portali ma principalmente con le due torri dominanti che la fanno riconoscere a distanza è un luogo di culto cattolico. Internamente spiccano il pulpito della fine del millesettecento, le vetrate, in particolar modo la cinquecentesca che propone il giudizio universale e le due cappelle, stupendamente ornate con scene prese dalla Bibbia con vetrate che ricordano la vita di Maria.

Un’altra “chicca” è il Palazzo Reale è la residenza ufficiale del re del Belgio, la famiglia reale vive altrove, sempre a Bruselles ma nei sobborghi precisamente nel castello di Laeken. Consultando il sito è possibile, infatti, approfondire l’importanza delle funzioni amministrative e di altre cerimonie che si organizzano e si svolgono nel palazzo. Quello che colpisce sono però gli interni. Ricostruito e ristrutturato nei primi del millenovecento in stile neoclassico. Negli anni con altri rinnovamenti si è trasformato in un eccezionale insieme di maestosità dagli ornamenti in oro all’installazione di arredi e opere d’arte moderne. Purtroppo non è sempre possibile visitarlo ma se si è fortunati ci sono stanze che lasciano a bocca aperta per la ricchezza degli addobbi come ad esempio il salone degli specchi.

Vederlo esternamente ha comunque il suo fascino oltre alla facciata si può fermarsi nel giardino, molto curato che lo circonda. Di fronte il Parco de Bruxelles, il parco più grande della città. Fermarsi nel verde inframezzato da fontane, sculture della mitologia altri monumenti è un’oasi di pace in cui riposare, passeggiare oppure godersi qualche spettacolo fuori programma. Subito nelle vicinanze, al di là della piazza, Koningsplein, ci sono i Musei reali di Belle Arti del Belgio, un complesso di musei che si trovano nello stesso edificio e perciò visitabili con lo stesso biglietto, basta consultare il loro sito per capire la portata e l’importanza delle opere esposte e ovviamente scegliendo tra le varie opzioni anche come organizzarsi la visita.

Tra questi quelli imperdibili sono il Magritte Museum, e l’Oldmaster Museum. Il primo espone la collezione più vasta delle opere del maestro del surrealismo, René Magritte. Uno spazio molto variegato dove si possono osservare dai dipinti ai manifesti pubblicitari, dai disegni alle fotografie e anche agli spartiti musicali di questo eclettico artista belga.

Il secondo espone tele che si datano tra i secoli XV e XVIII. Troviamo autori come Hieronymus Bosch, Lucas Cranach,  proseguendo nei secoli , Pieter Bruegel il Vecchio e la sua  “La caduta degli angeli ribelli“.

Da non tralasciare tutti gli artisti che rappresentano la scuola fiamminga come ad esempio Peter Paul Rubens, Anthony van Dyck e quella italiana come Giovani Battista Tiepolo. Oltre a questi due, ne fanno parte anche altri due, il Modern Museum dove seno esposti quadri di Georges Seurat o Paul Signac o ancora come “l’incoronazione di Maria” di Peter Paul Rubens, che coprono gli ultimi secoli dal diciottesimo fino ai giorni nostri.

La più famosa e fotografata è senza alcun dubbio la “Morte di Marat” di Jacques-Louis David, datata 1748. Nelle stanze adiacenti ci sono anche altre opere da non perdere. Il quarto, ma non per questo da scartare, è il Fin-de-Siècle Museum riservato al millenovecento e in particolar modo all’Art Nouveau, troviamo capolavori di James Ensor oppure di Pierre Bonnard o ancora di Paul Gauguin solo per citarne alcune tra i più famosi. 

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