Lago di Resia e Glorenza.

Alla fine della val Venosta prima del confine con l’Austria si trova il lago di Resia, reso famoso per il suo campanile che si erge dall’acqua che ha dato ispirazione ad un libro ma soprattutto ad una serie televisiva trasmessa su un noto canale a pagamento. Lo si raggiunge percorrendo la strada statale che da Merano arriva a Spondigna e poi devia verso destra verso Malles Venosta e San Valentino alla Muta. Il lago di Resia è artificiale ed è più vasto dell’intera provincia di Bolzano, non è balneabile anche in considerazione dell’altitudine a cui si trova, quasi millecinquecento metri sul livello del mare. Lungo le rive si possono praticare sport e bellissime passeggiate, il bacino, visto il vento che molto spesso è forte si praticano, oltre alla pesca il kitesurf e d’inverno, quando ghiaccia l’ice boat ovvero la vela sul ghiaccio.

Questo lago è famoso soprattutto per il campanile che emerge dall’acqua del lago. Tempo fa c’erano tre laghi poi la costruzione di una diga che unì il lago di Resia con quello di Curon comportò lo smantellamento dei paesi omonimi, ricostruiti in altra posizione.

L’unico rimasto è appunto il campanile di Curon, leggenda vuole che in certe particolari giornate si possa ancora sentire il suono delle sue campane, in verità sono state rimosse nell’anno della costruzione della diga, il 1950. Se invece a Sluderno giriamo verso sinistra prima del valico di Tubre che ci fa attraversare il confine con la Svizzera c’è un paese, o meglio la città, né conserva ancora il titolo anche se i residenti sono meno di mille, particolare, dall’architettura medioevale ancora ben conservata e ricco di leggende da visitare assolutamente, Glorenza o Glurns in tedesco. Questa città, si può fregiare di questo appellativo sin dal milletrecento, è la più piccola dell’intera provincia dell’Alto Adige e forse dell’intera Europa.

Medioevale, già nota nei primi anni del millecento, conserva ancora oggi quello spirito medioevale che la caratterizza tant’è che mantiene ancora inalterata la cinta muraria del XVI secolo che la circonda e le tre torri punti di entrata al borgo.

Nata come fortezza di confine si è man mano trasformata in centro commerciale ed economico soprattutto del traffico del sale trovandosi sull’antica via Claudia Augusta. Dentro le mura si snodano viuzze porticati e palazzi finemente decorati con affreschi e che presentano i tipici Erker ornati di fiori.

Da veder oltre all’incantevole piazza principale e le torri, in particolar modo la torre Sluderno dove oggi si può approfondire la storia di questa bellissima città e la torre di Tubre, che sovrasta l’omonima porta, dove è allestita una mostra del suo cittadino più famoso, l’artista Paul Flora.

Imperdibile, inoltre, la via dei Portici, dove si teneva il mercato, la seicentesca Frauenkirche, dalla costruzione neoromanica con la sua caratteristica torre che presenta una cupola a cipolla e la chiesa di San Pancrazio, tardo gotica, edificata alla fine del millequattrocento, appena fuori delle mura da qui il detto “la nostra città è così piccola che dobbiamo andare a messa fuori dalle mura” si contraddistingue per l’affresco del giudizio universale che si ammira sulla sua torre.

Infine, una leggenda, tipica di queste parti, narra di un insolito processo contri i topi che avevano invaso la città e tutto il circondario querelati da un cittadino, tale Simone Fliess di Stelvio, il tutto si concluse saggiamente con l’invito a questi indesiderati animaletti ad andarsene per aiutarli fu costruito appositamente un ponte affinché lasciassero il territorio con tutte le loro famigli, gatti e altri rapaci furono rinchiusi il tempo necessario. Per saperne di più basta consultare i numerosi siti che la raccontano.

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