A mio avviso il parco più spettacolare e seducente tra quelli che ho visitato, ancora oggi a ripensarci mi assale un che di nostalgia e voglia di ritornarci, di rivedere quella natura così grandiosa, rigogliosa e dominante. Vicinissimo a San Francisco, ci vuole solo una mezz’ora di strada per arrivarci, purtroppo è visitabile solo una piccola parte dell’immenso parco che si estende per più di tremila chilometri quadrati in mezzo alla Sierra Nevada. La sua storia sia geologica che antropologica parte da molto lontano, addirittura dal periodo precambriano, qualcosa come quattro milioni di anni fa, con ricorrenti modificazioni che hanno interessato anche gli ultimi secoli grazie ai continui cambiamenti climatici che ne minano l’esistenza. Per organizzarsi una visita a dovere meglio consultare il sito che avverte di possibili chiusure stradali, di come salire sulla cima all’Half Dome, di dove alloggiare e di altre notizie importanti come ad esempio le aree chiuse alla visita. Come per tutti i parchi degli Stati Uniti d’America l’ingresso è a pagamento, in questo 35 dollari, per automobile, per sette giorni consecutivi. Da questo sito io mi sono scaricato la mappa, sono entrato da sud proveniente dal Sequoia Park e uscito dall’Arch Rock Entrance. Quando visitarlo? In ogni mese dell’anno tenendo presente che per esempio la strada che porta al Glacier Point è chiusa verosimilmente fra novembre a maggio. Io ci sono stato a fine maggio del 2017 e la strada era ancora innevata, ma percorribile.
Se si visita il parco nei mesi estivi è consigliabile usare il bus navetta gratuito consultando il sito stesso del parco, segnalato in precedenza, che indica le tappe gli orari e il circuito che compie il bus. La Yosemite Valley ha anche grande estensione di piste ciclabili, anche questa opzione potrebbe essere interessante per visitarlo. Comunque il parco di Yosemite Valley è una bizzarria della natura, si è formato con la glaciazione e la parte visitabile è lunga poco meno di quindici chilometri e larga circa uno e mezzo. Si presenta con pareti alte e molto ripide ne sono esempio El Capitan, all’ingresso della valle e l’Half Dome, la montagna iconica ed ispiratrice del Parco di Yosemite, inoltre è un insieme di boschi dove si trovano querce, pini e abeti, piante rare e formazioni con una geologia rara e una datazione di milioni di anni, la fauna, difficilmente visibile, comprende roditori, lepri ma anche linci, puma, l’orso nero e uccelli di vario tipo come la ghiandaia, il picchio e il martin pescatore, pesci, rane tritoni e anche rettili, attenzione ai crotali, insomma un vero e proprio incanto, un gioiello della natura diviso tra rocce di granito, torrenti, cascate, zone umide e praterie.
Yosemite è un posto molto frequentato dal turismo e il Glacier Point, quando la strada consente di arrivarci è il punto più intasato anche se ci si può isolare abbastanza facilmente spostandosi dal negozio di souvenir e altro che si trova vicino al parcheggio, alquanto piccolo. Si arriva sopra i duemila metri, da lì l’emozione è grande, la vista incomparabile mi ha lasciato senza parole, seduto su un precipizio, in tutta sicurezza, ad osservare in silenzio la valle sottostante, le Yosemite Falls e sua maestà l’Half Dome.

L’Half Dome, lo si riconosce immediatamente perché si presenta come un grosso masso di granito tagliato per metà. È alto più di duemilacinquecento metri, ma quello che impressiona è la sua parete. È possibile salire fino alla vetta, ma la salita deve essere prenotata e lo possono fare al massimo trecento persone al giorno, in alcune date solo cinquanta. Il “sentiero”, se così si può dire, è molto impegnativo, due lunghi cavi a cui attaccarsi, vi impegneranno per un lungo tratto.
Sicuramente questa scalata da delle grandi emozioni ma anche una delle più difficili, bisogna perciò essere molto ben preparati, è necessario l’abbigliamento adatto ed essere allenati, i due sentieri sono abbastanza lunghi, uno di circa undici chilometri, l’altro quasi di trenta.

Questa valle è anche il regno delle cascate, le più famose e visitare sono le Yosemite Falls, le cascate più alte del Nord America. Il miglior mese per osservare questi tre salti, Upper , Middle Cascades e Lower Yosemite Falls, in tutta la loro impetuosità è appunto maggio, dopo il disgelo di primavera. Per osservarle da vicino si devono seguire alcuni sentieri più o meno difficili ma tutti portano ai cosiddetti point of view che promettono viste mozzafiato soprattutto in giornate soleggiate dove si vedono i colori dell’arcobaleno e molti turisti a farsi fotografare.
Altra meraviglia è la cascata che scende dal El Capitan, è una cascata stagionale cioè è visibile solo in inverno, è nota come cascata di fuoco perché quando viene illuminata dal sole al tramonto assume una colorazione tale da assomigliare ad una cascata lavica.
Le cascate sono numerosissime c’è solo l’imbarazzo della scelta, io mi sono fermato alla Bridalveil Falls, sulla via dell’uscita da El Portal, raggiungibile facilmente dal parcheggio che si trova all’inizio del sentiero. Spesso quando la portata è potente si riempie di acqua sia il sentiero che il parcheggio, attenzione a non scivolare. Anche il vento, sempre presente contribuisce notevolmente a bagnarti, io l’ho trovato così, per cui, dopo un paio di fotografie che esprimono tutta la forza della natura, bagnato ma felice sono ripartito alla volta di San Francisco.

El Capitan, è un blocco unico di granito, alto più di duemila metri, è una sfida per tutti gli alpinisti del mondo, tuttavia si può giungere in vetta seguendo un sentiero, lunghissimo ed impegnativo, io non l’ho fatto, ma la vista da lassù deve essere qualcosa di stupefacente. Restando con i piedi in basso da dove vederlo meglio?
I point of wiev non sono molti, il migliore è appena superato il tunnel Wawona sulla statale 41. Altra vista da non perdere su tutta la valle è quella da Inspiration point, una piattaforma di granito raggiungibile con un sentiero non molto lungo ma difficile soprattutto nella sua prima metà.

Nota finale, consiglio di non recarsi a Yosemite nel fine settimana soprattutto in estate, per via del traffico intenso che si potrebbe trovare, il rischio è di restare bloccati a lungo. La soluzione migliore in questo caso è quella di arrivarci la mattina presto oppure il pomeriggio tardi se si sceglie di pernottare nel parco.