Riprendiamo da Mesa Verde National Park dove sono stato due volte, nel 2011 e nel 2017. Un parco veramente speciale che ti fa tornare indietro nella storia di qualche millennio tra petroglifi e villaggi scavati nella roccia. Da questo parco con qualche ora di guida si raggiunge la Monument Valley, famosissima, qui si sono girati moltissimi film western, ma anche alcune scene di Forrest Gump. È un tribal park quindi gestito dai nativi americani, l’ho visitata due volte nel 2011 e nel 2017 ne vale sempre la pena. Ho dormito a Kayenta presso il Kayenta Monument Valley Inn, stanza ampia e pulita anche se un po’ ancorato al passato, nei dintorni ci sono solo due fast food e un benzinaio.
Altre tre ore di guida e si arriva a Page. ci sono arrivato nel weekend, per fortuna ho trovato un Motel 6. Sono motel molto economici puliti e con ampio parcheggio, il vantaggio di questo è che si trova vicino alla partenza dei tour organizzati per attraversare il lago Powell. Il lago è artificiale, formato dalla diga sul fiume Colorado e con il battello si raggiunge il Rainbow Bridge National Monument, un arco naturale, sacro per alcune tribù di nativi americani, per mostrare rispetto bisognerebbe evitare di passarci sotto. In una giornata di caldo mi sono dedicato a prendere il sole e fare un bagno sulla spiaggia di Lone Rock, bella, isolata, silenziosa, passando dall’Arizona allo Utah. In un quarto d’ora da Page si arriva all’Antelope Canyon, eroso dall’acqua e dal vento che hanno allargato il passaggio tra le rocce, L’attrazione sono i giochi di luce che cambiano in relazione alla forma e disposizione della roccia e alle diverse ore del giorno. Molto vicino è lo Yellowstone National Park che merita una descrizione a parte. È entrato nel mio cuore non solo per i suoi geyser, le sue fumarole e le sue sorgenti termali o per i molti animali che ho visto ma per il mio incontro più appassionante ed eccitante, il lupo, il mio animale preferito e l’orsa con il suo piccolo.
Spostandoci da Las Vegas verso la California passiamo attraverso la Death Valley, il punto più basso, caldo e secco degli Stati Uniti, un posto dove vivere è davvero difficile. Passando per Bakersfield, dove è meglio fermarsi a dormire e mangiare per ripartire il giorno dopo, in meno di due ore si entra nel Sequoia National Park, abbracciare questi antichi giganti ti riappacifica con la vita di ogni giorno, ti rasserena, capisci la grandezza della natura, quanto è fragile e quanto va protetta. Passando attraverso Visalia e Fresno città ai piedi della Sierra Nevada, in poco tempo si arriva allo Yosemite National Park, il parco, con la P maiuscola, almeno per me, grandioso, imponente, uno spettacolo della natura che descriverò a parte.
Spostandoci dalla California verso Denver si passa ancora da Bakersfiels e Flagstaff, in Arizona, città molto carina dove si può fare tappa. Sempre percorrendo l’interstatale 40 mi sono fermato alla Petrified Forest National Park, nota per i fossili soprattutto tronchi di alberi di duecento milioni di anni fa. Proseguendo sull’interstatale 40 e passando da Albuquerque e Santa Fe, città particolare, dal sapore spagnoleggiante dove fermarsi assolutamente. Rientrando in Colorado mi sono fermato al Great Sand Dunes National Park, grandi dune di sabbia, dal colore dorato che si mescola con il bianco delle cime innevate delle Montagne rocciose, colori che si mescolano con il blu del cielo.
Viaggiando verso nord percorrendo la interstatale 25 da Denver si entra nello stato del Wyoming, ventoso e noto per le fabbriche di fuochi di artificio e per i ranch è lo stato meno popolato di tutti gli U.S.A.
Il primo sito che ho visitato è stato il Fort Laramie national historic site, avamposto militare nelle pianure del Nord testimone di molte guerre, poi Mount Rushmore National Memorial, il monte dove sono state scolpite le facce di quattro presidenti degli Stati Uniti. Poco prima, il Crazy Horse Memorial, l’imponente monumento, ancora da terminare, sulle Black Hills, in onore di Cavallo Pazzo. Il Badlands National Park, è poco distante, un vero e proprio sedimento di fossili di ogni tipo. Altro sito da visitare è il Devils Tower National Monument, si innalza dalla pianura, la sua conformazione la rende terreno per le arrampicate. Sul ritorno si passa attraverso la Black Hills National Forrest, casa del pino ponderosa. Concludendo prima di partire una giornata per rilassarsi all’Estes Park, dove ci sono una gran quantità di attività ricreative e si ammirano i panorami delle Montagne Rocciose.
Alcuni altri luoghi di particolare interesse visitati lungo la strada per i parchi: il primo è Four Corners, punto di confine di quattro Stati, Colorado, Utah, New Mexico e Arizona, si riesce ad essere in questi stati contemporaneamente, come? Due piedi in due stati e due mani negli altri due. Il secondo è l’’Horseshoe Bend, vicino a Page, è la curva a ferro di cavallo del fiume Colorado. Sulla strada da Sante Fè per Alamosa e il Colorado troviamo il Rio Grande del Norte National Monument, o meglio la vista della gola scavata dal Rio Grande dal ponte noto come “Gorge Bridge”. Prima della Petrified Forest National Park troviamo il Meteor Crater, non vale la visita lo dico a ragion veduta perché ci sono stato, una cavità meteoritica, un buco dal paesaggio lunare con un diametro di circa un miglio.
Infine, prima di risalire verso Denver vicino a Colorado Springs si può salire da Manitou Springs in vetta al Pikes Peak, con una cremagliera rossa, la più alta del mondo, simile se non uguale a trenini visti in Svizzera. La vista è impagabile, consiglio di vestirsi a dovere perché si arriva ad un’altitudine di oltre quattro mila metri. Sempre a Manitou Springs c’è il Garden of the Gods Visitor and Nature Center un giro in un parco cittadino in cui grandi rilievi di arenaria si stagliano sullo sfondo del Pikes Peak. Per finire le Seven Falls, una scalinata con più di duecento gradini per raggiungere la prima delle sette cascate consecutive, lo spettacolo è assicurato.