Il giardino dei tarocchi, una piacevole scoperta.

Si trova al confine tra la Toscana e il Lazio, nel comune di Capalbio, arrivarci non è molto complicato sia da nord che da sud la direzione è quella verso Grosseto o Civitavecchia, poi percorrendo la via Aurelia ovvero la E 80, verso Orbetello da nord, o Montalto di Castro da sud si arriva al bivio con la strada Pescia Fiorentina Chiarone, dopo pochi chilometri girando sulla sinistra lungo la strada Garavicchio si entra nel parcheggio, gratuito del Giardino dei Tarocchi. Per vederlo con un po’ di tranquillità ci vogliono almeno due ore, di più ovviamente se ci si vuole immergere nel paesaggio che lo circonda e godere della sua singolarità. Ho voluto visitarlo e ci sono stato a luglio del duemilaventi.

Questo parco è stato creato da Niki de Saint Phalle con l’aiuto del marito, Jean Tinguely, sposato nel 1971, e aiutata da un gruppo di operai e di artisti dell’arte contemporanea. Si tratta di un’opera che si ispira chiaramente al Parco Güell di Barcellona. Sono ventidue enormi sculture metalliche che rappresentano l’esoterismo delle carte dei tarocchi, in alcune vi si può perfino entrare, altre, invece, si muovono. La sua progettazione è iniziata nel 1979, la costruzione è durata indicativamente diciassette anni con un’enorme spesa, si dice di qualche miliardo di lire, l’apertura al pubblico avvenne nel 1998. Queste sculture, ricoperte con decorazioni di specchi, vetri e ceramiche colorate mi hanno immerso in un’atmosfera del tutto particolare, magica, incantata e spensierata che mi ha riportato indietro nel tempo a quando da bimbo giocavo a carte.

La più intrigante è senza dubbio l’Imperatrice, abitata da Niki de Saint-Phalle durante tutta la costruzione del parco. Questa struttura è visibile da ogni lato del parco e al suo interno costudisce tre altre sculture il Carro, la Stella e il Giudizio.

La prima tappa si trova alla fine del sentiero che porta verso la cima, ci si trova davanti una piazza con una fontana sovrastata dal Mago e dalla Papessa, dalla cui bocca scorre l’acqua che vivacizza la fontana della Ruota della Fortuna che è animata meccanicamente. Di fianco, sulla sinistra, ammiriamo una ragazza che controlla un drago, la Forza. Guardando verso l’altro vediamo la Torre di Babele, imponente, luccicante e abbellita con finestre di forma diversa, sulla sua estremità c’è un marchingegno detto “fulmine-macchina-ferraglia”.  Se saliamo la scalinata posta sulla destra passiamo sotto l’arco del Sole, e proseguendo si incontrano altre opera come la Morte, il Diavolo e il Mondo.

Se invece seguiamo verso sinistra dopo la mastodontica imperatrice troviamo l’Imperatore, struttura complessa dove al suo interno abbiamo una piccola piazza con porticato le cui colonne sono ornate con vetro di murano da teschi e altre figure.

La fontana centrale, è composta da quattro nanas che spruzzano acqua dai loro seni. Altre due realizzazioni che mi hanno affascinato sono l’Albero della Vita, un grosso tronco coloratissimo i cui rami sono serpenti con la bocca spalancata, se si entra si vede la figura dell’impiccato, un delicato “scheletro” in blu e giallo. Facendo attenzione da qui si sente uno stridore, sono i meccanismi interni al tarocco che simboleggia la Giustizia, una statua in bianco e nero che propone i suoi seni come i due piatti della bilancia, caratteristici della sua simbologia. All’interno il responsabile del cigolio, un meccanismo con croci e scheletri che secondo il suo ideatore, Jean Tinguely sta ad indicare l’ingiustizia. Ci sono anche altre figure interessanti come ad esempio gli Innamorati, un uomo e una donna che guardandosi consumano un pasto o la Temperanza, una cappella a cui si sovrappone una figura d’angelo che sembra danzare.

Chi è stato a Parigi non può non ricordarsi della Fontaine Stravinsky vicino al Centre Pompidou anch’essa è nata dalla collaborazione con lo scultore Jean Tinguely. Consultando il sito si ottengono informazioni molto utili per organizzarsi la visita, non sono previste ne quelle guidate ne un percorso prestabilito, ognuno può muoversi all’interno come meglio crede.

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