San Gimignano, la città delle torri.

San Gimignano è un comune in provincia di Siena che risale al Trecento dall’architettura medioevale , situato sulle colline senesi, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. La sua storia è lunga e complessa a partire dalla preistoria fino ai giorni nostri. Caratteristica principale sono le sue torri, originariamente erano 72 ora ne sono rimaste più o meno una quindicina a seconda di come si considerano alcuni resti. Ho avuto il piacere di visitare questa cittadina in aprile del 2018.

Le torri, costruite nel Duecento circa, erano il simbolo della potenza e del potere delle famiglie che le commissionavano, per questo ad un certo punto fu emanato un editto che non si potesse costruirne di più alte della Torre Rognosa, ma il podestà nel 1311 ne fece costruire una più alta , è la Torre Grossa tutt’ora la più alta con i suoi 54 metri.

Parcheggiata l’automobile, attraverso alcuni vicoli, si arriva in Piazza Duomo, la piazza centrale, dove guardando verso l’alto si ammirano le torri più alte di San Gimignano la Torre Grossa, le due Torri gemelle, le uniche tre su cui si può salire, e la Torre Rognosa, detta anche Torre dell’Orologio, oltre al Duomo con la sua scalinata, utilizzata volentieri per una pausa ristoratrice.

Attraversando l’arco de’ Becchi, su cui si erge la Torre omonima, si arriva in Piazza della Cisterna caratterizzata dalla sua forma triangolare, da dove si osservano, oltre alla grande cisterna ottagonale situata nel centro della piazza, le Torri degli Ardinghelli alte quasi 52 metri, all’epoca in competizione con la Torre Rognosa e le Torri della famiglia Salvucci e la Torre del Diavolo conosciuta ai più grazie ad un famoso gioco.

Da visitare la Chiesa di Sant’ Agostino, costruita nel 13° secolo, si trova proprio nel centro storico di San Gimignano, al suo interno possiamo godere delle opere di vari artisti sia del Medioevo che del Rinascimento tant’è che viene considerata un vero e proprio museo. Nella zona centrale, dietro l’altare, si possono osservare degli affreschi di Benozzo Gozzoli che raccontano le vite di Sant’Agostino. Ma la maggiore sorpresa, almeno per me, è stata la Pala d’altare del Pollaiolo.

Sulla parete destra della navata un interessante opera di Pier Francesco Fiorentio, Madonna in trono col Bambino e Santi (1494). A sinistra invece una tavola di Ridolfo del Ghirlandaio Madonna in trono con bambino e Santi (1511). Per avere maggiori notizie su tutte le opere è sufficiente acquistare l’opuscolo presso la chiesa. Adiacente alla chiesa il bellissimo chiostro quattrocentesco del convento agostiniano con il suo giardino al centro del quale il pozzo. Infine, notevole anche il punto panoramico situato alle rovine della Rocca di Montestaffoli. Una volta era una fortezza, ora anche dopo il restauro rimangono solo una parte della cinta e la torretta da cui si può ammirare sia il centro che il circondario di San Gimignano ovvero una vista sulla campagna toscana con i suoi vigneti. L’interno della Rocca è arricchito da alberi di ulivo e ci si può riposare al suono di musiche medioevali.

Purtroppo, a San Gimignano, la maggior parte dei visitatori si ferma giusto il tempo per una passeggiata e per consumare una bibita o un gelato, spesso e forse per vedere i dintorni, la val d’Elsa e le colline del Chianti, la stessa Siena che è a circa un’ora di macchina, oppure altre meraviglie come Volterra, San Miniato, Certaldo a soli 15 chilometri e Firenze distante poco più di un’ora. Uscendo da San Gimignano consiglio di farlo dalla Porta delle Fonti, perché meno battuta dai turisti, ma soprattutto in tal modo si possono vedere le Fonti Medioevali.

Ormai abbandonate, erano utilizzate per lavare i panni e anche per rifornire fiaschi per le abitazioni. Furono costruite nel Trecento e presentano una serie di vasche guarnite da archi in stile romanico e gotico. Non sono tutte visibili perché transennate, si spera per la loro ripulitura.

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