Salento, terra dai mille volti: la costa ionica.

Come detto in precedenza il Salento ha mille volti e quello più conosciuto, ora, sono le sue coste e il suo mare diversi a seconda del versante, adriatico o ionico. Partiamo, quindi, da Gallipoli per poi spostarci verso Santa Maria di Leuca e poi descrivere, in un secondo tempo, il versante adriatico fino ad Otranto, ben sapendo che i confini sia geografici che culturali del Salento la oltrepassano arrivando fino ad Ostuni da una parte e Taranto dall’altra. Gallipoli, quindi, divisa in due, il centro storico, con origini antichissime che risalgono al cinquecento e forse anche prima, ci sono resti addirittura del periodo neolitico. Un dedalo di stradine su un isolotto collegato con un ponte risalente al milleseicento alla città nuova, dalla punta estrema si vedono due isolotti, uno più piccolo, l’isola del Campo e uno più grande l’isola di Sant’Andrea, riconoscibile anche da lontano per il suo faro. La spiaggia caratteristica di Gallipoli è la spiaggia della Puritate, o della purità, si trova proprio nel centro storico, vi si accede scendendo dai bastioni, frequentata perlopiù dai locali, ma ideale per rinfrescarsi e riposarsi dopo aver visitato la cittadina. La sua carica si esprime soprattutto di notte, quando l’oscurità della spiaggia contrasta con le luci del borgo.

Seguendo il Lungomare Galileo Galilei troviamo un’alternanza tra diversi lidi e spiagge libere, che si affacciano su un lungo spiaggione che arriva fino all’inizio del Paro Naturale regionale isola di Sant’Andrea. I più rinomati e frequentati sono la spiaggia di Baia Verde e il lido Sottovento, All’interno del Parco è quasi obbligatorio fermarsi, sdraiarsi al sole e chiaramente farsi un bagno a Punta della Suina, una delle spiagge più belle dell’intero Salento per la sua integrità e conservazione e a Punta Pizzo dove alla spiaggia sabbiosa si contrappongono una scogliera da cui tuffarsi in un mare cobalto e una pineta riparatrice nelle ore più calde. Spostiamoci ora da Gallipoli verso Nardò lungo la strada provinciale 108, in estate molto trafficata, è bene ricordarsi di avere sempre con sé asciugamano e costume da bagno.

Spostandosi da Gallipoli verso Santa Maria di Leuca, sempre lungo la strada litoranea provinciale 91, una volta attraversato il Parco di Punta della Suina, un’ampia macchia mediterranea che fa da contorno ad alcune spiagge e piccole baie di sabbia che si inseriscono in un degradare roccioso, il litorale cambia a poco a poco. Iniziano ad intravvedersi lunghe e larghe spiagge di sabbia, che degradano lentamente in mare, adatte anche per le famiglie con bambini, un esempio sono quelle comprese tra Torre Suda e Torre Vado e Pescoluse dette anche le Maldive del Salento. In quel periodo non c’era gente, ma posso immaginare il caos nei mesi estivi, perché il colore, quasi bianco, delle spiagge e la trasparenza del mare sono uno spettacolo naturale di rara bellezza.

Se invece prendiamo la direzione di Porto Selvaggio, verso Taranto, incontriamo una serie di spiagge, tra cui quella di Rivabella, riparata da una pineta, prima di arrivare a Conchiglie-Alto Lido, tutte spiagge sabbiose che degradano lentamente in un mare dai colori limpidi e trasparenti che si incastonano tra le scogliere più ci si avvicina a Santa Maria al Bagno.

Si passa attraverso Montagna Spaccata, un parco rupestre ma anche un mare dove tuffarsi dall’alto. Proseguendo si arriva il località Quattro Colonne, le restanti torrette di un’unica fortificazione. La spiaggia, rocciosa, è apprezzata perché mescola le acque fredde di una sorgente di acqua dolce a quelle calde del mare. Continuando sulla stessa strada si arriva a Santa Maria al Bagno, la cui spiaggia, incastonata tra le case del paese, è sabbiosa, quasi nascosta e penso non molto frequentata anche in piena estate perché è preferibile proseguire sulla strada provinciale e in una decina di minuti si arriva all’entrata del Parco naturale regionale di Porto Selvaggio, un rinfresco anche per la mente grazie ai pini e alle ginestre.

La spiaggia, rocciosa che aumenta il contrasto con il colore del mare. Poco più avanti Torre Uluzzo dove si può parcheggiare al Ficodindia, ovviamente vuoto dato il momento. Una spiaggia poco affollata, penso anche in estate perché selvaggia, rocciosa e non facilmente raggiungibile dominata dai resti di una torre di avvistamento. Vale comunque la pena di farci un bagno ed esplorare le grotte nelle vicinanze.

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