San Pietro, l’isola “tabarkina”.

E’ l’isola di San Pietro, divenuta famosa anche per la serie televisiva, ha una superficie di circa 51 kmq. ed è abitata da quasi 6.550 persone quasi tutte residenti a Carloforte, unico centro abitato. Si raggiunge con una traversata di circa trenta minuti con un traghetto che salpa da Calasetta o da Portoscuso ed è di origine vulcanica quindi perlopiù rocciosa con all’interno una folta macchia mediterranea, è “il posto giusto” per la nidificazione di vari tipi di uccelli.

La sua storia è indicativa di come quest’isola faccia parte sì della Sardegna, ma ne sia anche “separata”, infatti si può dire che sia un pezzo di Liguria perché conserva lingua, tradizioni culturali e culinarie delle famiglie originarie di Pegli, che hanno avuto il permesso di colonizzare l’isola da re Carlo Emanuele III provenienti da Tabarka in Tunisia. Pare che a dare il nome all’isola sia stato il fatto che San Pietro si sia fermato qui per evitare una tempesta nel suo viaggio di ritorno a Roma.

Carloforte, come detto, è l’unico centro dell’isola, con seimila abitanti, è un paese in salita caratterizzato da strette viuzze con palazzi del novecento, da residui di fortificazioni, infatti l’isola è stata soggetta a numerose invasioni e occupazioni, come quelle dei tunisini e degli algerini o dei francesi e dei Barbareschi alla fine dell’anno millesettecento ma anche da belle vedute sul mare e stupendi tramonti, proprio per questo motivo il cantautore Fabrizio De André ha soggiornato per diversi mesi a Carloforte prima di registrare Creuza de mä. Oggi lo sviluppo economico dell’isola è legato principalmente al turismo, che va aumentando di anno in anno, grazie alle bellezze naturali del luogo ed anche ai notevoli sforzi degli operatori del settore.

Sono arrivato in Sardegna al porto di Olbia partendo da Livorno con il traghetto della Compagnia Grimaldi, il viaggio è stato tranquillo, avevo prenotato una cuccetta e prima di fare colazione sono andato sul ponte per guardare sorgere il nuovo giorno, questo era lo spettacolo.

Oltre alla storia che caratterizza e diversifica quest’isola ci sono altri aspetti che raccontano la sua particolarità e impossibili da dimenticare. Il primo è la cucina.

La cucina carlofortina è prelibata, è un incrocio di sapori sardi e liguri quindi unici, è famosa soprattutto per i suoi piatti a base di tonno e di tutte le sue parti, dalla testa alla coda alle sue interiora, dall’ esofago(i gurezi) allo stomaco, (il belù) tantoché vi si volge il Girotonno evento di cucina in cui si da libera creatività al “preparare” il tonno, ma il tutto non si esaurisce qui. Non ci si deve dimenticare del couscous, per questa pietanza ad aprile si organizza la sagra detta cascà. Altri piatti prelibati sono il pastissu, pasticcio condito con pesto e tonno, o la cappunadda, a base di gallette e di salumi di tonno, e ancora l’agiadda, salsa a base di aglio, pomodori ed aceto. Si possono degustare primi piatti come i maccaruin o lo scucuzù, elencare tutte le prelibatezze di questa cucina diventa impossibile. Ho avuto la grande fortuna di poter assaporare alcuni di questi deliziosi piatti direttamente dove ho alloggiato grazie alla sapiente maestria culinaria della padrona di casa. Altre sere sono uscito e ho mangiato da Andrea, dove la cortesia del personale ha fatto da contorno ai piatti, al Tonno di corsa, dove oltre agli speciali piatti di tonno si possono osservare i caratteristici vicoli di Carloforte, ed infine all’Osteria della Tonnara, anche qui ottimo pesce fresco, in ogni caso è sempre doveroso prenotare e talvolta anche aspettare che si liberino i tavoli.

Il secondo è la lingua, questo dialetto molto simile al genovese usato solamente nella parlata tra i residenti anche se viene tramandato con l’insegnamento nella scuola, per questo è abbastanza diffuso anche tra i giovani. Ed infine il mare e le spiagge, il vero patrimonio di quest’isola, si può scegliere tra insenature, rocce da cui tuffarsi, sabbia fine su cui stendersi a prendere il sole sempre addolcite da un mare dai colori intensi e dalla flora e fauna sottomarina che invitano ad un’esplorazione con maschera e boccaglio.

Partendo da nord, meglio andarci se non soffia il maestrale, la prima che si incontra è la spiaggia della punta, in realtà è rocciosa, liscia a causa del vento, il mare è di un azzurro intenso ed è consigliabile per la mancanza, quasi totale, di turisti, ma anche per fare snorkeling.

Dall’ampio parcheggio, tutto sterrato, è possibile vedere gli edifici della Tonnara Isola Piana, ancora in uso e l’isola dei Ratti.  Sulla strada comunale, prima di arrivare alla punta, sulla sinistra al bivio inizia la strada sterrata per Cala Lunga. Di forma allungata e delimitata da alte scogliere di tufo, con poca sabbia e molti sassi levigati, anche qui pochissimi turisti, scoraggiati dal ripido e scosceso sentierino che si deve percorrere per arrivarvi. Il fondale è basso con un misti sabbia e ciottoli. Si respira silenzio e tranquillità e farci il bagno, godendosi uno stupendo mare è un’emozione unica.

Sempre nella parte settentrionale dell’isola si trovano le piscine naturali di Nasca. Arrivarci non è facilissimo, si deve percorrere una stretta strada che attraversa località Commende e prosegue fino al bacino artificiale.

Una volta superato il bacino, dove tartarughe e pesci rossi convivono, si continua a piedi lungo un percorso, molto ripido, con rocce appuntite, per nulla sicuro perché talvolta poco riconoscibile.

Il posto è molto particolare, si deve fare attenzione anche ad uscire dall’acqua, ma è talmente isolato che farci il bagno è di una suggestione rara. Continuando sulla costa settentrionale troviamo ancora due bellissime insenature prima di arrivare al faro dell’ottocento, di Capo Sandalo, il più a ovest d’Italia e al suo magnifico belvedere da dove si ammira un tramonto scenografico, quindi sempre parecchio affollato. Si accede al mare attraverso una scalinata che si trasforma in una stradina molto impervia.

La prima che si incontra è Cala Vinagra, arrivarci anche in questo caso non è semplicissimo, si deve scendere lungo un sentiero che dapprima non presenta nessuna difficoltà ma poi si fa sempre più pericoloso.

Per questo motivo l’impatto turistico è molto basso questa spiaggia sassosa con rocce e scogli è perciò l’ideale se si cerca silenzio e tranquillità, tant’è che talvolta è possibile anche vedere qualche rapace che nidifica da queste parti. Il mare ovviamente è splendido, coloratissimo di verde azzurro e spesso anche calmo perché riparato.

La seconda è l’incantevole Cala Fico. Come tutte le spiagge a nord sono caratterizzate da formazioni sassose e da poca, se non inesistente, sabbia presente quasi solamente sul fondale. Anche in questo caso, quindi, regna il silenzio e la tranquillità. Arrivarci è più semplice rispetto alle altre cale perché prima di arrivare, sulla destra, si trova il centro visite e campo base della LIPU, fondato con lo scopo di salvaguardare il falco della regina che nidifica su queste scogliere. Se scegliamo di andare vero ovest, viaggiando sulla provinciale 103 arriviamo alla spiaggia della Calletta, facilmente raggiungibile, è la più estesa dell’isola, ed è resa famosa dalla casa del set della miniserie televisiva San Pietro. Per chi volesse farne uso è dotata di servizi di ristorazione e noleggio.

La spiaggia di sabbia bianca, molto ampia e a forma di arco, ha un fondale che degrada dolcemente, una rigogliosa vegetazione e degli scogli rossastri la circondano. Il mare è invitante per i colori che variano dal verde all’azzurro, spostandosi verso gli scogli è ricco di fauna e flora sottomarina, infatti spesso si vedono persone in immersione. Continuando il nostro giro alla ricerca delle spiagge, a sud, sempre seguendo la provinciale 103 e poi le varie diramazioni perlopiù sterrate, incontriamo le scogliere a strapiombo della Conca. Il parcheggio è improvvisato e per arrivare al mare si deve scendere lungo la scogliera.

Di sabbia neanche l’ombra, ma è come fare il bagno in una piscina naturale circondata da rocce da cui tuffarsi, da provare il divertimento è assicurato. Anche immergersi e andare alla scoperta degli anfratti più nascosti o solo rilassarsi in un’acqua pulita, limpida dal colore intenso. Comunque, anche se di scoglio si tratta, si trova sempre un posticino dove sdraiarsi a prendere il sole o a leggere un buon libro. Come avrete capito per me questi scogli sono tra i più incantevoli che abbia mai frequentato, è importante anche fermarsi un attimo sul promontorio da dove si ha una vista incomparabile di questo tratto di mare che arriva fino alle colonne di Carloforte.

Scendendo lungo un sentiero che non presenta alcuna difficoltà si arriva sulla punta Genio da dove si vede l’isoletta omonima e può scendere nella magnifica caletta di Geniò e alla vicina spiaggia del Lucchese.

La caratteristica principale della caletta sono due grossi massi di tufo colorati che delimitano assieme a degli scogli sulla parte opposta, una strettissima spiaggia di sabbia lunga solamente una cinquantina di metri.

Qui oltre al colore del mare si ammirano il grigio e il rosa delle rocce. anche la vicina spiaggia del Lucchese, raggiungibile con non poca fatica dalla precedente caletta ha le stesse caratteristiche ad esclusione della fascia di sabbia. Data la vicinanza di punta delle colonne e della spiaggia della Bobba è poco frequentata. Sempre a sud lungo la statale 103 4 la la spiaggia più frequentata di tutta l’isola, soprattutto in caso soffi il maestrale, è la scenografica spiaggia della Bobba.

Spiaggia di sabbia bianca e fine è inserita tra due basse scogliere, dietro si estendono arbusti di macchia mediterranea utilissimi nei momenti più caldi della giornata. Il fondale basso, sabbioso che degrada lentamente, l’acqua tiepida e dai colori turchesi invita più ad un bagno rinfrescante che allo snorkeling o a lunghe nuotate.

Un sentiero conduce dal parcheggio alla Punta delle Colonne, due faraglioni, di origine vulcanica, che sono diventati il simbolo di Carloforte. Dopo una violentissima mareggiata, nel 2013 di una delle due resta solamente la base. Infine Guidi, mi dicono, perché non ci sono stato, una spiaggia di sabbia bianca e finissima, a pochi chilometri dal centro di Carloforte perciò sempre abbastanza affollata, preferendo andare alla spiaggia di Punta Nera meno ampia, ma più caratteristica. Spiaggia di sabbia divisa da una scogliera in pietra nera. Il fondale è sabbioso e degrada dolcemente, come è caratteristica di tutte le spiagge di questo versante. È inserita in una zona con case private e giardini, è anche presente un piccolo bar. dalla spiaggia si ha anche la vista sull’isola di Sant’Antioco. Lì vicino c’è lo stagno della Vivana, zona umida dove si possono veder diverse specie di uccelli in particolare un numeroso gruppo di fenicotteri.

Altra spiaggia ad est, raggiungibile sempre dalla strada provinciale 103 ma che non ho frequentato è quella di Girin. Sabbiosa interrotta da alcuni scogli a mio avviso troppo vicina al porto e al centro abitato di Carloforte. Lo stesso discorso vale per la spiaggia del Giunco, che ha la particolarità di avere tratto della spiaggia riservato agli amici a quattro zampe. unica a Carloforte. Per finire la spiaggia di Tacca rossa a nord del paese di Carloforte, perciò facilmente raggiungibile seguendo la provinciale 101, o della punta. È una spiaggia che alterna tratti di sabbia con altri rocciosi. E poi mai dimenticare il vento, per cui ogni mattina per scegliere dove andare a prendere il sole o a immergersi in acqua è certamente consigliabile interrogarsi sulle condizioni del tempo di giornata, soprattutto sulla sua direzione, in questo modo si evitano situazioni che possono diventare molto spiacevoli.

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