Varsavia la capitale con due centri.

Si è proprio così, uno è quello economico e finanziario in pieno sviluppo, con i suoi centri commerciali, i negozi più alla moda, i suoi grattacieli sedi di società multiservizi o multinazionali, l’altro quello storico, centro della vita politica, commerciale e culturale fino al primo Ottocento, il vero e proprio Rynek. Da quale iniziare? Senza alcun dubbio dal secondo, ricco di storia, di arte e di cultura.

Attraversando il parco pubblico dei giardini sassoni, Ogród Saski, un susseguirsi di viottoli contornati da alberi, aiuole, statue e fontane, aperto fin dalla fine del millesettecento, verso piazza Jozef Pilsudzki, incontriamo la Tomba del Milite Ignoto. Costruita nel 1925, in memoria dei soldati che si sono sacrificati per la Polonia. Ristrutturata dopo la seconda guerra mondiale è continuamente sorvegliata da una guardia d’onore ed illuminata da una fiamma eterna.

Proseguendo si passa davanti al monumento di Adam Mickiewicz e percorrendo la Strada Reale, che unisce il castello di Varsavia alle altre sontuose residenze della famiglia reale ovvero Wilanow e il parco Lezienki, si arriva in pieno centro storico, in Plac Zamkowy.

Una camminata non molto lunga ma piena di storia cultura e di scorci di una Varsavia antica. Piazza del Castello è dominata al centro dalla Colonna Sigmund, dedicata a Sigismondo Vasa III, venne costruita negli anni 1643-44, in stile barocco, è alta più di dieci metri, statua compresa. Oggi è ritrovo di giovani del luogo e di artisti di strada oltre naturalmente di turisti. In questa piazza si trova anche la Chiesa di Sant’Anna con il suo campanile in stile classico dalla cui cima, che si raggiunge salendo più di cento gradini, si ha una vista a dir poco spettacolare, soprattutto verso il tramonto quando i colori pastello degli edifici circostanti assumono tonalità particolari. Il Castello reale di Varsavia è la maggiore attrazione della piazza. Edificato attorno al milletrecento è stato la sede del re ed in seguito del Presidente della Polonia. Anch’esso fu ricostruito, conservando la sua originalità, dopo la seconda guerra mondiale. Conserva oltre agli appartamenti reali, la sala del trono e opere datate tra il milletrecento e il milleseicento, tra cui capolavori di Rembrandt e Canaletto. Dalla parte della piazza l’entrata è sovrastata da un’imponente torre con orologio, la torre di Ladislao, ai lati due torri più piccole anch’esse con guglie a bulbo. Infine, i giardini, quello superiore, situato sul pendio che porta al castello, e quello inferiore, ai suoi piedi. Una vera e propria chicca, da vedere, fermarsi per calpestare a piedi nudi l’ erba soffice e rilassarsi sdraiati o seduti su una delle panchine, un grande prato circondato da arbusti, sentierini a labirinto, siepi e aiuole con fiori di varie specie. Che dire della luce serale che li avvolge e crea un’atmosfera particolare di calma e tranquillità. Per organizzarsi la visita il sito. del castello è utile da consultare.

In pochi minuti a piedi attraversando stradine, con lampioni a gas che le danno un tocco romantico anche se molto affollate, si arriva nella Piazza del Mercato, Rynek Starego Miasta, un fiorire di vari stili architettonici che spaziano dal rinascimentale al neogotico passando attraverso il barocco e il manieristico.

Fino alla fine del diciottesimo secolo era il vero centro commerciale ed economico della città. Dopo la seconda guerra mondiale è stato ricostruito quasi completamente ma si sono perse molte testimonianze dei secoli passati. Oggi questa piazza è essenzialmente turistica riempita dai tavoli dei ristoranti e dei caffe; al centro una statua della sirenetta che si dice vigili sulla città.

Uscendo dalla piazza su Nowomiejska si arriva al Barbacane, è un bastione millecinquecentesco costruito a difesa della città. Molto simile in tutto a quello di Cracovia oggi è uno dei punti più incantevoli della città grazie soprattutto alla possibilità di passeggiare sulle mura che lo percorrono e all’illuminazione notturna che evidenzia la costruzione in mattoni rossi e quindi richiama turisti e artisti di ogni tipo.

Partendo dal centro con il bus, il biglietto si può fare anche con la carta di credito direttamente sul mezzo, qualora non si volesse percorrere la via reale, con poche fermate si arriva al Parco reale Lazienki, un ampio giardino al cui interno si trovano templi, come quello di Diana, ville, palazzi e statue tra cui quella in bronzo dedicata al Chopin situata ai limiti di un laghetto con panchine ed aiuole che lo circondano, è diventato un posto di ristoro e relax o di concerti soprattutto nei fine settimana.

Il palazzo più visitato ed interessante è il Palazzo sull’acqua o Palazzo Lezienki. Costruito su un’isola, artificiale, mostra tutta l’opulenza, il lusso e la ricchezza della corona polacca. Tutt’attorno una cornice naturale di alberi, fiori e animali come scoiattoli e pavoni. Volendo approfondire la conoscenza degli interni, delle mostre che si tengono, degli orari, del costo del biglietto e delle regole da seguire basta consultare il sito apposito.

Dal parco , sempre con il bus si arriva direttamente a Wilanów, residenza reale in stile barocco. Tra una modifica e l’altra la sua costruzione è durata quasi un secolo.

Solamente il visitare i giardini mi ha lasciato pieno di stupore, scorrendo il sito si riesce a capire e a carpire la bellezza di questo parco sin dall’area antistante e dal cortile al suo ingresso. La geometria e le decorazioni dei giardini che siano in stile barocco o spazi che circondano un laghetto con alberi centenari o roseti attorno ad una fontana invogliano alla contemplazione e all’ammirazione. L’interno del palazzo, disposto su due piani, è un susseguirsi di gallerie, appartamenti, sale e arredamenti, testimonianze della sua storia da re Jan III fino ai giorni nostri. Anche se non si hanno a disposizione molte giornate a Varsavia consiglio di prendersi il tempo per una visita, ne vale la pena, anzi direi che è doveroso.

Attraversando uno dei ponti sul fiume, si giunge al quartiere Praga che si trova al di là della Vistola. È la parte storica di questa città, un quartiere che non fu raso al suolo durante la seconda guerra mondiale, è considerata la zona alternativa ed artistica dove si trovano murales, spiagge e locali in cui si balla o si ascolta musica fino al notte fonda, ma anche vecchie abitazioni dei primi anni del secolo scorso, chiese, come la cattedrale di San Floriano o basilica cattedrale di San Michele Arcangelo e San Floriano, costruita verso la fine del milleottocento, per protesta contro l’allora Impero Russo che fu ricostruita dopo la seconda guerra mondiale, il giardino zoologico e un parco in cui immergersi e camminare o riposare all’ombra.

Altre chiese degne di nota sono la Cattedrale di San Giovanni Battista (katedra Św. Jana), il Duomo, in centro storico, sede di eventi reali e di tombe di personaggi illustri, ricostruita fedelmente in stile gotico. Proprio di fronte c’è la Chiesa di San Martino (kościół Św. Marcina), famosa soprattutto perché fu sede delle riunioni clandestine di Solidarność.

E il centro economico? Una serie di grattacieli in mezzo a cui spicca l’unico degno di una visita approfondita che ci da una visione completa della città dall’alto, il Palazzo della Cultura e della Scienza. La sua architettura ci fa fare un tuffo indietro al periodo postbellico dell’Unione Sovietica, infatti fu eretto nel 1955, regalato da Stalin alla città, è alto circa duecentoquaranta metri e ospita musei, sale congressi, teatri, sale cinematografiche e uffici.

Ancora oggi è al centro di discussioni e di controversie sulla sua demolizione. Vale la pena salire sulla terrazza panoramica da cui si ha una magnifica vista panoramica su Varsavia così come vale la pena vederlo di notte quando viene illuminato con colori diversi.

Il sito illustra tutta la sua storia, alcune curiosità riguardanti la sua costruzione, oltre alle solite informazioni sulla vista, purtroppo non prenotabile quindi si deve armarsi di pazienza perché la fila alla biglietteria quasi sempre è molto lunga, talvolta arriva addirittura fin fuori dal palazzo stesso. Girovagando attraverso le sue strade sempre molto trafficate incontriamo i resti del ghetto ebraico istituito nel 1940 con l’occupazione nazista della Polonia, fu il più vasto tra tutti in Europa. La sua storia e soprattutto la rivolta del 1943 non vanno dimenticate, ma cosa rimane di tutto questo oggi dopo la distruzione conseguente alla ribellione?

Allora l’area del ghetto era circondata da alte mura, si poteva spostarsi all’interno usando delle passerelle in legno. Ad oggi rimangono pochi resti di tutto questo. I confini sono ricordati con steli, placche o lastre come quelle vicino al Palazzo della Cultura e della Scienza, percorrendo le vicine strade di di Waliców o Sienna si vede quel poco che resta del muro.

Partendo proprio da qui percorrendo la via della memoria ((Trakt Męczeństwa i Walki Żydów) segnata da blocchi di granito,  che commemorano il mezzo milione di ebrei uccisi nel ghetto di Varsavia e gli eroi della rivolta, si arriva al Monumento agli Eroi del Ghetto (Pomnik Bohaterów Getta) una rappresentazione della lotta, tra le fiamme, di questa rivolta e al Monumento del Bunker (Pomnik Bunkra). Nello stesso parco non ci si deve dimenticare di visitare il POLIN, sito, il museo della storia degli ebrei polacchi, dalla struttura moderna composta da specchi e ampie vetrate, ospita un ampio percorso, molto emozionante, attraverso tutte le sfaccettature della tradizione e della cultura ebraica dal Seicento ad oggi.

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