Łódź è la città principale della regione omonima della Polonia popolata da più di settecento mila abitanti, raggiungibile con ogni mezzo e distante dalla capitale Varsavia poco più di cento chilometri, ben collegata ad essa con un’autostrada; pronunciarla è molto difficile. Solitamente è una città che rimane fuori dai convenzionali giri turistici della Polonia, quando ci sono arrivato le mie prime parole sono state di stupore ma in senso negativo, le strade male asfaltate e con molte buche, le case esternamente non apparivano in buone condizioni, vista dalla strada sembra una città in ricostruzione. Trovando il tempo per fermarsi a fare una visita si scoprono le sue grandi potenzialità, insomma è una città ricca di contrasti e quindi, a parer mio, da vedere assolutamente.
Il suo centro non è come in altre città polacche, non esiste una vera e propria piazza del mercato (Rynek) caratterizzata da antichi e colorati edifici dai diversi stili architettonici ma è per lo più da una via a traffico limitato, la Ulica Piotrkowska. Lungo questa via di circa quattro chilometri si possono trovare soprattutto ristoranti e negozi, ma cercando con attenzione si scovano degli angoli molto suggestivi come il passage Rozy o il Narodziny Dnia, ma anche altri altrettanto suggestivi, meno noti e quindi anche molto meno frequentati. Si osservano palazzi dagli esterni malandati, altri meno, ma tutti con una varietà di stili e caratteri, e poi la Walk of Fame come l’Hollywood Boulevard di Los Angeles, due file di stelle di bronzo sul marciapiede che ricordano attori, registi, tra cui Roman Polansky, e sceneggiatori polacchi, ma ricordano anche l’importanza della città a livello cinematografico.


Lungo questa via si ammirano anche delle statue di bronzo intente a riprodurre le attività di vita di ogni giorno, che siano personaggi pubblici e conosciuti o semplici cittadini. Spettacolare è il Passage Rozy, un mosaico a specchio che riveste la parete dell’edificio dell’ ex hotel Polsky realizzato da Johanna Rajkowska, e si trova vicino a Plac Wolności, è sufficiente entrare dal portone del numero tre.


Su un’area di ottocento metri quadrati, l’autrice simula la disposizione delle cellule nervose nella retina della figlia Rosa affetta da retinoblastoma in via di miglioramento, ed è indicativo come appunto il passaggio dal non vedere al vedere. Entrare in questo palazzo è come essere sempre davanti ad uno specchio che frammenta la visuale e la rende poco riconoscibile, oltretutto con il sole si riempie di riflessi di ogni colore. Specchiandosi, secondo la postura corporea che si assume e lo sfondo che ci si ritrova davanti si possono fare fotografie molto “artistiche” e coinvolgenti.
Proseguendo oltre, e svoltando in Więckowskiego, puoi trovare l’ingresso ad un altro cortile indicato dalla scritta Narodziny Dnia.
Entra e ti troverai in un cortile arredato con un’opera di Wojciech Suidmak, il cui motto è: “solo un sogno può superare ogni barriera”, rappresenta la corrente del realismo fantastico, con le sue opere, questa è intitolata la nascita del giorno. Sembra di entrare in un mondo incantato, le pareti delle abitazioni sono interamente dipinte con colori sgargianti e con personaggi delle fiabe.

La storia di Łódź è particolare, la città industriale di un tempo, soprattutto di vocazione tessile, la si ritrova nei palazzi una volta residenza dei signori e nelle fabbriche abbandonate che sono state riqualificate e ora sono sede di centri culturali o dello shopping.

Nel centro si vedono palazzi che esternamente mostrano facciate in piena ristrutturazione ma all’interno mostrano tutta la loro storia con arredi che ci fanno capire come si viveva negli anni passati. Altra bella forma di espressione sono i graffiti e i murales di street art, dalle tecniche più disparate, che appaiono improvvisamente mentre si passeggia lungo i viali centrali.
Un tipico esempio di questa trasformazione la si nota andando a Manifaktura, il centro dello shopping e della moda di Łódź, è un centro commerciale che si nota immediatamente perché un insieme di edifici riqualificati, di mattoni rossi. All’interno oltre ai vari negozi, ai ristoranti si trovano anche due musei abbastanza interessanti. Il primo, Experimentarium è un museo interattivo di scienza e tecnologia, il secondo, Muzeum Fabryki (Museo della Fabbrica), invece è un museo che racconta la storia dell’industria tessile.

A questo proposito, ancora oggi Łódź è ritenuta la capitale della moda in Polonia. In questo enorme complesso ci sono più di trecento tra negozi, musei, ristoranti, caffè, cinema, palestre per il fitness, e persino una parete per arrampicata. Ultima cosa, quali musei andare a vedere? Ho già detto di quelli all’interno del complesso Manifaktura, ma Łódź è anche una città culturale con vari musei, come ad esempio, il Muzeum Sztuki (Museo d’Arte Moderna) che esibisce una collezione di artisti molto interessanti oppure manifestazioni come il Festival delle Quattro Culture che ripropone i fasti delle varie espressioni che hanno coabitato in questa città nei tempi che furono. Uno dei soprannomi di Łódź è “Hollyłódź”, in riferimento alla nota scuola statale del cinema, al viale delle stelle di cui ho già parlato e al museo del cinema, Muzeum Kinomatografii w Łodzi, situato in un bellissimo palazzo, dove si possono vedere attrezzature cinematografiche, materiali che ci indicano come funziona l’animazione, set e souvenir cinematografici, il tutto raccolto in quattro sezioni: la storia, la tecnologia, la scenografia e l’animazione del cinema. Altri due musei degni di una visita sono il Muzeum Historii Miasta Lodzi (Museo della Città), dove sono raccolti antichi oggetti che provengono dalla vita quotidiana della città e il Muzeum Archeologiczne i Etnograficzne w Łodzi (Museo Archeologico ed Etnografico).