Trenino del Bernina

Una domenica di luglio del 2015 ho deciso di attraversare le Alpi, in treno, partendo da Sankt Moritz in Svizzera per arrivare a Tirano in provincia di Sondrio, dall’Engadina alla Valtellina. È una traversata del tutto particolare e spettacolare, lunga 145 chilometri, con partenza da Coira, 60 chilometri da St. Moritz, con 55 gallerie e 196 tra ponti e viadotti, supera pendenze molto elevate senza l’uso della cremagliera e attraversa aree linguistiche e culturali diverse, un vero e proprio gioiello di alta ingegneria. Lungo il tragitto si può scendere dal trenino rosso ad ogni fermata intermedia per poi risalire e proseguire il viaggio. St. Moritz, rinomata stazione turistica è stata sede dei giochi olimpici invernali nel 1928 e nel 1948, è suddivisa in due, una parte alta, Dorf, raggiungibile con scale mobili, dove visitare il Museo Segantini, la Torre Pendente, la statua del corridore, la Chiesa di San Maurizio e la futuristica Chesa Futura oltre ai Grand Hotel, intrisi di storia, dall’architettura Art Nouveau. La parte bassa, verso il lago, d’inverno ospita la White Turf, corsa di cavalli sulla neve, nota in tutto il mondo per la sua atmosfera chic.

Tralasciando le fermate di Poschiavo e Cavaglia si arriva a quella di Alp Grum, forse la più spettacolare grazie alla vista panoramica sia estiva che invernale del ghiacciaio del Palù, poi Ospizio Bernina, il punto più alto del tragitto con i suoi 2.353 metri s.l.m. in estate risplende in una combinazione di colori, il bianco del ghiaccio con l’azzurro del cielo, il blu profondo dei laghi e il verde dell’alpeggio. Anche Morteratsch merita una veloce fermata per ammirare da vicino il ghiacciaio del Bernina con una passeggiata di circa un’ora. Prima di arrivare a destinazione si può scendere a Pontresina e Val Roseg.

Infine, Tirano, storica cittadina italiana al confine con la Svizzera, con un centro storico caratteristico, da farci una passeggiata per vedere la Basilica del Cinquecento dedicata alla Madonna di Tirano, i ruderi del castello di Santa Maria e soprattutto Palazzo Salis che merita una visita a parte per le sue sale finemente decorate, chi se lo aspettava! Se si decide di non scendere lungo l’itinerario, dalla carrozza panoramica si fanno delle ottime fotografie di attrazioni inconsuete come la curva di Montebello con vista sul massiccio del Bernina con il ghiacciaio del Morteratsch, i tre laghi Lej Pitschen, Lej Nair e Lago Bianco, e il viadotto elicoidale di Brusio. Il sito ufficiale della Ferrovia retica è utile per attingere notizie ed organizzarsi questa stupenda avventura.

Lascia un commento