E’ vero, ce ne sono dappertutto, soprattutto nelle zone turistiche, è anche vero che per chi vuole cercarli vendono una mappa, non so quanto aggiornata, dei luoghi in cui trovarli. Wroclaw, o Breslavia, come viene tutt’ora chiamata in lingua tedesca, è una città situata nel sud-ovest della Polonia di circa seicentomila abitanti, attraversata dal fiume Odra, meglio conosciuto come Oder e dai suoi affluenti e canali che formano delle isole. Tuttavia Wroclaw viene spesso ricordata per gli gnomi che in passato hanno avuto una funzione politica, infatti negli anni ottanta iniziarono a comparire come graffiti per ridicolizzare il potere governativo, oggi si trovano ovunque “impegnati” a svolgere i mestieri più differenti, qualcuno anche per fare della pubblicità, si dice ce ne siano più di trecento, io non li ho contati. Per chi fosse curioso o interessato di seguito alcune fotografie.



A mio parere molto più interessante è il gruppo di statue, sono 14, che si trovano all’incrocio tra ul. Świdnicka e ul. Piludskiego, disposte sui due bordi della strada. L’ autore è l’artista polacco Jerzy Kalino. le statue, a grandezza naturale, scompaiono nel marciapiede avvicinandosi al bordo della strada, l’opera è nota con il nome di “Pomnik Anonimowego Przechodnia”, cioè “Monumento del passante anonimo” oppure “Przejście”, ossia “Transizione”. Con quest’opera si vuole ricordare la scomparsa, in Polonia, di molte persone nel periodo dei primi anni Ottanta.



Come si diceva in precedenza le isole di Wroclaw sono molte alcune più grandi altre piccole, quella più importante è forse Ostrów Tumski perché è la parte più antica della città e conserva splendide architetture tra le quali:
la cattedrale di San Giovanni Battista, gotica, con due alte torri che ne caratterizzano la facciata anteriore, all’interno alcune cappelle poste sulle navate di destra e sinistra, tra cui quella degli elettori, vero gioiello barocco.

Altra chiesa sulla stessa isola è la Collegiata di Santa Croce e San Bartolomeo, edificio alquanto insolito perché si tratta di due chiese sovrapposte una all’altra, lo stile è gotico. Lungo gli argini dei fiumi, oltre ai palazzi, si trovano anche divertenti murales che ti invitano a fare un tuffo, poi guardi l’acqua e ti passa la voglia, sarà per un’altra volta.


Come quasi tutte le grandi città della Polonia anche Wroclaw ha il suo Rynek, o piazza del mercato, circondato da palazzi di architettura gotica che si trasforma in un luogo di mercatini di Natale, celebrazioni religiose, accademiche, fieristiche e militari, ma anche al di fuori di queste circostanze è sempre piena di vita.
Durante gli anni ha subito notevoli cambiamenti come, ad esempio la soppressione del tram, o la costruzione di monumenti e della fontana nel duemila. Al centro della piazza sorge il Municipio della città vecchia, in stile gotico, nei cui sotterranei alloggia il ristorante più vecchio d’Europa, la famosa cantina Świdnicka, sulla facciata anteriore si può ammirare il bellissimo orologio meccanico del 1300. Dietro, al confine della piazza è stato eretto, verso la fine del milleottocento, il Nuovo Municipio in stile rinascimentale. Sono soprattutto la gogna, proprio dinnanzi al Municipio Vecchio e la fontana e la vicina casa denominata Hansel e Gretel i punti di incontro più in voga di questa piazza.



La gogna è ormai solo una colonna di pietra, copia dell’originale in legno, era in funzione nei secoli scorsi ma, purtroppo, anche durante l’occupazione nazifascista, sulla sua sommità è stata posta una statua con in mano una frusta. La fontana, soprannominata Zdrój è fatta con grandi lastre di vetro e si raccontano alcune storie divertenti come di alcuni turisti che vi fecero il bagno completamente nudi oppure di quando fu riempita di sapone e si formò un’enorme massa schiumosa. Doveva essere rimossa dopo alcuni anni dalla sua costruzione ma non se ne fece nulla. Infine su un angolo della piazza poco prima della chiesa, di architettura gotica, di Santa Elisabetta, riconoscibile per il alto campanile, ci sono due strutture chiamate “Hansel e Gretel”, una più grande e una più piccolina che sembrano darsi la mano, sono unite tra loro da un arco che porta alla chiesa e una volta al cimitero per questo motivo l’iscrizione dice: “La morte è la porta della vita“.