Bratislava capitale al confine

È la capitale della Slovacchia, diventata stato indipendente dal 1993 dopo la separazione della Cecoslovacchia, dista neanche un’ora di automobile da Vienna, confina direttamente con l’Austria e con l’Ungheria ed è bagnata dal Danubio che meriterebbe un articolo a sé. Per visitarla bene non servono molti giorni se si prenota un hotel in centro, nella città vecchia, ce ne sono molti a buon prezzo e anche con una qualità di servizio ottima, in questo modo si può girarla facilmente a piedi. Viaggiando verso i confini si nota come questa città di circa mezzo milione di abitanti, sia circondata da un territorio pianeggiante abbondante di vigneti che producono vini eccellenti, anche se, a dire il vero, si beve soprattutto birra. Il paesaggio cambia poi verso nord e diventa prima collinare poi montuoso ricco di fiumi e boschi per la presenza della catena dei monti Tatra.

A pochi chilometri, una decina o poco più, è interessante visitare le rovine del castello di Devin, uno dei più antichi della Slovacchia. Dalle sue mura si può godere di una stupenda vista sul Danubio e sulla sua confluenza con la Morava. Si trova quindi in una posizione strategica per controllare la via di trasporto fluviale, ma pensate a quando c’era ancora la separazione politica tra le due Europe, la cortina di ferro. La sua storia d’altronde ne è testimone.

Le tracce di insediamenti più antiche risalgono al quinto secolo A.C., il territorio fu popolato dai Celti nel primo secolo A.C. e in seguito è divenuto una fortezza contro i nemici al confine dell’Impero Romano e utilizzato come postazione militare e centro di commercio ai tempi del primo stato Slavo. Le prime fonti scritte arrivano dall’ 864. In seguito il castello è stato fortezza di confine sotto il regno degli Ungheresi e fu distrutto dalle truppe di Napoleone nel 1809. Attualmente viene utilizzato come museo, per mostre ed esposizioni stagionali ma anche permanenti come quella riguardante l’architettura del castello.

Da qualsiasi parte si guardi o si fotografi Bratislava si scorge la sagoma del suo castello con le sue quattro torri agli angoli. Oggi è completamente ricostruito dopo la distruzione subita dai soldati napoleonici, ed è la sede del Parlamento della Repubblica Slovacca e del Museo Nazionale e di varie esposizioni temporanee, come quella in corso quando l’ho visitato, sui tesori della civiltà azteca.

La spettacolarità della vista dal suo piazzale e dai suoi giardini rende questa visita ancor più stimolante ed attraente. Si scorgono i contrasti tra il quartiere della città vecchia con i suoi tetti rossi e della chiesa di San Martino, la più importante di Bratislava, con lo sfondo di una città in piena evoluzione sia dal punto di vista architettonico che industriale.

Salendo verso il castello si attraversa quello che resta del quartiere ebraico dopo la costruzione del ponte nuovo chiamato comunemente ponte UFO che unisce la città vecchia con quella residenziale.

Passeggiando nella parte orientale della città vecchia di Bratislava non ci si deve dimenticare di andare a vedere la chiesa blu, chiamata così proprio per il suo colore, è dedicata a Elisabetta d’Ungheria e fu costruita nel 1907 dall’architetto Ödön Lechner. Una costruzione davvero unica nel suo genere, un raro esempio di realizzazione sacra in stile art nouveau con anche un poco di arte bizantina e anche romanica, a prima vista però ti sembra di entrare in una casa di zucchero filato.

Questo miscuglio di stili architettonici si trova anche in altre parti della città, la piazza principale ne è un esempio, un insieme di palazzi costruiti in epoche diverse tra cui il municipio oppure lo stile neo rinascimentale dell’opera che si trova in piazza Hviezdoslav, nota anche come piazza del teatro, nel centro cittadino, vicina sia al Danubio che al centro storico zona pedonale, in realtà un lungo viale alberato, con fontane e statue, che offre numerosi spunti per lo shopping e per lo svago anche se molto sorvegliata per la presenza dell’ambasciata americana.

Una stranezza e un’attrazione turistica sono le statue in bronzo a grandezza naturale che si trovano nel centro di Bratislava, per chi volesse cercarle, sui social media si possono trovare più di un’indicazione della loro ubicazione e della loro descrizione. Inizialmente furono installate con l’obiettivo di portare allegria dopo il regime comunista, ebbero successo e da allora ci fu un fiorire di queste opere.

La più ricercata e fotografata è senza ombra di dubbio il Cumil detto anche il guardone, si trova all’angolo tra via Panská e via Laurinská. La sua presenza è segnalata dal cartello “man at work” in considerazione del fatto che è stato “decapitato” più di una volta da qualche automobilista disattento.

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